di Umberto Gambino
 “Il gioco di squadra dei viticoltori a Sicilia En Primeur. Disposti a scacchiera, fanno le mosse giuste per vincere la partita dei mercati”. E’ il titolo che ho voluto dare alla foto scattata dall’alto, da una finestra siciliaep1-32interna, al terzo piano dell’albergo, e pubblicata sui social network: è quella che rende pienamente l’idea, meglio di tante altre, di un evento  di comunicazione e marketing che si sta rivelando decisivo e… perché no, vincente.
Sicilia En Primeur, decima edizione. La “creatura” voluta e portata avanti con determinazione da Assovini Sicilia (che rappresenta l’80% del vino prodotto nell’isola), presieduta da Antonio Rallo, taglia così il suo primo, significativo traguardo, dimostrando di godere ottima salute. La Sicilia del vino è, senza dubbio, una delle poche regioni italiane capace di trarre vantaggi da un gioco di squadra ben congegnato. Può essere vera, oggi, l’affermazione che “gran parte dei vini sul mercato sono buoni”; è altrettanto vero che “se un vino è buono non ha bisogno di farsi pubblicità”; ritengo sia sacrosanto invece che “i vini di un determinato territorio (la Sicilia) devono farsi conoscere mediante una strategia di comunicazione ben precisa” comunicando cioé “vigne, cantine, vini e… uomini e donne che fanno il vino nel territorio” con un’identità ben precisa. E’ questa la “filosofia” di “Sicilia En Primeur”.
Qualche numero dell’evento per farsi un’idea: 29 produttori siciliani e 250 vini dell’annata 2012 presentati ad una settantina di giornalisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Altri 150 vini delle annate precedenti in degustazione per tastare il polso all’evoluzione nel tempo di queste etichette. Il risultato è notevole. Nonostante la crisi, il vino siciliano continua a tirare, grazie anche alla prima annata imbottigliata come Doc Sicilia che serve anche a fornire un’indicazione regionale certa del luogo di produzione dei vini per quelle Doc poco o per nulla conosciute. Nei primi quattro mesi dell’anno sono stati imbottigliate come Doc Sicilia 3,3 milioni di bottiglie;  circa un terzo e stato imbottigliato fuori dall’isola. Segno positivo anche per l’export (60% della produzione) indirizzato verso 70 paesi.

Si continua a parlare di “vitigni sperimentali”, a conferma che il vigneto siciliano è  quello che meglio si presta per i cosiddetti “vitigni reliquia” (il professor Attilio Scienza ne ha parlato anche lo scorso anno): alcune di queste varietà molto presto saranno vinificate per dar vita a vini assolutamente inediti. Forse dal sapore antico ma dalla vita nuova. Grazie al continuo supporto dell’IRVOS (Istituto regionale Vini e Oli di Sicilia) quasi la metà delle aziende isolane sono in coda per la sperimentazione delle barbatelle “reliquia”: già tre aziende le coltivano attivamente, in appezzamenti ricavati fra i vigneti autoctoni conosciuti. siciliaep1-17Si parla di una cinquantina di vitigni come Alzano, Cunnuni, Quattro Rappi, Orisi, Lucignola, Vitraruolo, Visparola, Catanese Nero, Zuccarato e molti altri ancora. Alcune bottiglie, frutto di micro vinificazioni, erano in degustazione per la curiosità della stampa e degli addetti ai lavori presenti alla due giorni svoltasi al Grand Hotel Borsa di Palermo. Nell’ultimo decennio la Sicilia è stata la regione che ha investito di più nella ricerca genetica della vite.
Qualche considerazione sulla presenza dei produttori a questa edizione di Sicilia En Primeur: sono stati 29 (uno in più rispetto al 2012) ma, a fronte di alcune siciliaep1-07new entry, alcune importanti defezioni per motivi diversi non sono passate inosservate: vedi Firriato e gli etnei Benanti e Tenuta di Fessina.
Nota molta positiva: a gruppi di 10-12 i giornalisti hanno avuto la possibilità di visitare approfonditamente le cantine suddivise in cinque enotour, più o meno affini per territorio: da Marsala a Menfi, da Monreale all’altopiano di Alcamo, il centro della Sicilia, da Vittoria a Siracusa, l’Etna e lo Stretto di Messina.
Nei prossimi reportage, a breve, il tasting dettagliato dei migliori vini assaggiati secondo Wining.

 

Link: www.assovinisicilia.it

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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