di Manuela Zanni
Con ancora il sapore delle bollicine che solleticano il palato e il ricordo del tramonto ammirato dalla splendida terrazza del Madison di Realmonte, in provincia di Agrigento, ci accingiamo a tirare le somme sulla quarta, riuscitissima, edizione di Sicilia in Bolle. Numeri davvero importanti quelli dell’edizione 2018 della manifestazione interamente dedicata alle bollicine siciliane. Basti pensare che durante la serata clou del 2 luglio sono state sfiorate quasi 700 presenze, dimostrando che questo appuntamento è da considerarsi ormai un must per addetti ai lavori ed ed enoappassionati.

Per l’occasione, le sale e i balconi del Madison, dall’affaccio mozzafiato sulla candida costa della Scala dei Turchi, sono stati “vestiti a festa” per ospitare 52 cantine provenienti da tutta la Sicilia e 49 etichette facenti parte dell’Istituto Trento Doc, accompagnate dalla responsabile, Sabrina Schench, e da un illustre ambasciatore, Roberto Anesi, miglior sommelier d’Italia 2017.

Lo spettacolare scenario della Scala dei Turchi a Realmonte (AG)

La presenza del Trento Doc, una delle grandi novità di questa quarta edizione, ha suggellato un sodalizio ben riuscito tra  le “neonate” bollicine made in Sicily e quelle più che note provenienti da una regione vocata all’eccellenza enologica. Proprio al Trentodoc è stata dedicata una delle due Masterclass organizzate durante la prima delle due giornate, altra novità di questa edizione, magistralmente guidata da Roberto Anesi, mentre l’altra  dedicata alle bollicine siciliane con metodo classico è stata condotta da Pietro Caravello, Delegato AIS Messina Tirrenica. In entrambi i casi questi due momenti di approfondimento  hanno riscosso grande interesse e massiccia adesione registrando il tutto esaurito già dieci giorni prima dell’evento.

Questa grande attenzione rivolta al “bere bollicine”, non solo nelle grandi occasioni e relegandole a fine pasto, si deve ad un lavoro attento e costante svolto dalla sommelerie italiana, con AIS in prima linea, che ha ampiamente lavorato in questi anni per liberare lo spumante da quella posizione scomoda che lo vorrebbe “in gessato” ed ingessato, operando una vera e propria rivoluzione culturale che ha aperto nuovi orizzonti, a cominciare dall’aperitivo al tramonto con bollicina annessa.

Questa rinnovata formula di “Sicilia in Bolle” ha incontrato il favore del neo – rieletto Presidente Nazionale Antonello Maietta e di tutto il direttivo regionale riunito per l’occasione, capitanato da Camillo Privitera, Presidente AIS Sicilia che hanno espresso i propri consensi nei confronti di AIS Agrigento e del  suo Delegato, Francesco Baldacchino, che ha organizzato la manifestazione insieme all’infaticabile e sempre allerta Alessandro Mauro.

Così, tra un calice e una amuse bouche, un tramonto mozzafiato ed un cielo di stelle è trascorsa anche la seconda delle due giornate dell’edizione 2018 di Sicilia in bolle culminata, dopo la cena buffet curata dallo chef Antonio Di Caro, con il  rituale della sciabolata, l’apertura della bottiglia con un colpo di sciabola, che ha permesso un brindisi spettacolare e spumeggiante non solo all’edizione appena trascorsa ma anche a quella 2019,  già nata e ricca di grandi presupposti.

Ecco, di seguito, le etichette degustate in occasione della Masterclass: cinque diverse espressioni di metodo classico siciliano e uno charmat dolce.

Planeta Brut – Carricante

Giallo dorato con riflessi brillanti. Naso di ginestra e pasticceria ma anche di frutta gialla matura  come albicocche, susine gialle cui fanno eco sentori agrumati. Bocca piena, sapida con intense note minerali che lasciano un bel finale persistente e vivido nella memoria. Difficile da dimenticare.

 

Destro – Saxanigra Rosè Brut 2012 – Nerello Mascalese 

Rosa buccia di cipolla. Naso di melograno e fragoline di bosco con sentori di caramella Rossana ma anche sbuffi di zucchero a velo e di cannellina delle fiere. In bocca è ricco e sontuoso con una spiccata acidità che invoglia la beva e rende ogni sorso prezioso e godibile. Ne vorresti ancora.

 

Tasca d’Almerita – Almerita Contessa Franca 2011 – Chardonnay

Giallo paglierino con riflessi brillanti.  Naso di crosta di pane e poi macedonia di mela, pera e pesca con  finale di frutta secca tostata smorzata da note agrumate dolci come cedro bianco e pompelmo rosa. In bocca è elegante e diretto con un ritorno, in chiusura, di frutta secca, pasticceria e panbrioche tagliato da un finale fresco e di personalità. Elegante e austero.

 

Porta Del Vento – Mira 2015 – Catarratto 

Giallo paglierino con riflessi dorati. Naso di colatura di alici e latta di olive che virano verso salsa di soia e wasabi. Sorso spesso e succoso che sorprende la bocca lasciandola piena e sapida con una chiusura di grande carattere e personalità. Non per tutti. Non con tutto.

 

Marco De Bartoli – Terzavia Riserva – VS

E’ la spumantizzazione metodo classico del Vecchio Samperi (vedi la siglia VS). Giallo ambrato con riflessi aranciati. Naso opulento di cedro candito, albicocche secche e frutta disidratata smorzata da note sapide di salsa di soia, colatura di alici che ridestano l’umami. In bocca esplode con note fumé, boisè e di tabacco di pipa addolcite da una chiusura di miele di acacia  e caramello  che ne rendono il sorso indimenticabile. Per chi ama i contrasti.

Vinisola – Shalai 2016 – Zibibbo 

Giallo oro brillante. Naso di agrumi canditi, fiori appassiti e spezie dolci come vaniglia, cannella e fava tonka. In bocca il sorso sorprende il palato con una spiccata sapidità e acidità che ne impedisce la stucchevolezza giocando a nascondino con le note dolci di frutta candita che di tanto in tanto “fanno capolino”. Piacerà a chi sa che per essere presi sul serio occorre non prendersi troppo sul serio.