di Umberto Gambino
Prendete una location mozzafiato: la Scala dei Turchi di Realmonte, Agrigento, una parete rocciosa di marna bianca naturale a forma di gradoni che scendono da una piccola altura verso il mare.
Collocate il panorama da cartolina in una due giorni di sole e cielo azzurro (quelli che solo la Sicilia vi può dare a piene mani).
Trovate una location che si giova degli elementi di cui sopra e organizzate un evento che stappa idealmente l’inizio dell’estate: Sicilia in Bolle.
Collocateci dentro i protagonisti sotto forma di bottiglie di spumante (siciliano e trentino) e otterrete un evento aperto al pubblico con almeno 700 persone entusiaste. Il tutto accompagnato dal servizio perfetto e professionale dei sommelier A.I.S. di tutta la Sicilia, pronti a stappare, versare e spiegare, con estrema pazienza e competenza, ogni tipo di bottiglia in degustazione nelle glacette.

Questa è stata in sintesi Sicilia in Bolle, la festa degli spumanti siciliani, quarta edizione, organizzata ogni anno la prima domenica di luglio in memoria di un sommelier del luogo scomparso in circostanze drammatiche, proprio quattro anni fa.

Per dovere di ospitalità al contrario, pur essendo un siciliano DOC, e ospite anch’io a Sicilia in Bolle, ho pensato bene, invece, di occuparmi di bollicine trentine. Non senza un malcelato piacere. Perché? Semplice. Ho partecipato – con gusto vero – alle due masterclass del programma (anche a quella sugli spumanti siciliani) ma – senza voler nulla togliere alle bollicine della mia terra – credo che i produttori siciliani abbiano ancora molta strada da fare e tanto da imparare dai loro colleghi più nordici. (Degli spumanti siciliani abbiamo parlato su Wining in due articoli diversi: qui e qui).

Roberto Anesi

Il Trentino con i suoi spumanti di montagna, è stata la regione ospite dell’evento. La particolarità della degustazione trentina è stata la presenza di Roberto Anesi, un trentino DOC e soprattutto bravissimo Miglior Sommelier d’Italia 2017, vincitore del premio nazionale AIS – Trentodoc. Proprio lui ha condotto la degustazione degli spumanti della sua terra, e – non lo scrivo per piaggeria – è stato davvero molto bravo! La pattuglia trentina in missione sicula, oltre ai sette stupendi spumanti in degustazioni, è stata completata dalla presenza di Sabrina Schench, responsabile comunicazione del Consorzio Trento Doc, che -precisissima – ha fornito spunti, numeri, idee, notizie storiche sulla sua bella regione.

Però anch’io, diligentemente, ho preso i miei bravi appunti ed eccoli qui per voi. Se avete l’occasione di trovarvi davanti a queste magnifiche sette bottiglie, non lasciatevi sfuggire l’occasione.   

7 Spumanti Trentodoc da non perdere: evviva le bollicine di montagna!

Moser – Trentodoc Brut nature 2012
Dai vigneti di Chardonnay a Maso Warth, in Val di Cembra. Fermentazione e affinamento in acciaio, Poi 60 mesi sui lieviti in bottiglia prima della sboccatura. Profumi di agrumi, frutta bianca, poco lievito, limone. Gusto nettamente agrumato, poi noccioline tostate, molto fresco, bella pulizia del palato e buona persistenza. Con frittura mista di pesce.

Cantina d’Isera – Trentodoc 1907 Extrabrut 2012
Vigneti in Vallagarina. Chardonnay, 60 mesi di permanenza sui lieviti.  Si esalta nel calice dal perlage fine e persistente, con le sue note saline, piccanti, di pepe bianco, limone, minerale, fumé, albicocca. Gusto armonico, salino, molto fresco, torna un finale di pompelmo, lungo, equilibrato. Da abbinare a un aperitivo con formaggi mediamente stagionati.

Madonna delle Vittorie – Trentodoc Brut Millesimato 2013
Azienda di Arco, i vigneti risentono del microclima del vicino Lago di Garda e del tipico vento (L’Ora). Chardonnay, 30 mesi sui lieviti. Bollicine fini e persistenti. Al naso orzata, agrumi, frutta a polpa gialla, pepe bianco, lieve nota di pasticceria, salino, iodato. Palato ricco, sferico, rotondo, sapido, fresco, lungo e largo. Provatelo con un’insalata di riso piuttosto ricca o a tutto pasto.

Cantine Ferrari – Trentodoc Ferrari Perlè 2011  
Perlage molto fine e lungo. Chardonnay, 60 mesi sui lieviti. Si avverte una complessità balsamica, liquirizia, lieviti, albicocca, vaniglia, miele, zenzero candito. Gusto corposo, ben piazzato, dinamico, fresco, sapido, agrumato nel finale. Perfetto e preciso. Il sorso non finisce mai. Con spaghetti alla bottarga.

Altemasi – Trentodoc Riserva Graal 2010
Le uve provengono da vigne dall’altopiano di Brentonico, dalle colline di Trento e dalla Valle dei Laghi. Chardonnay 70% Pinot Nero 30%. Fa 72 mesi sui lieviti. Finissimo nel perlage, quasi cremoso. Sentori di frutta matura, ananas, pesca, fiori di campo, camomilla, tostato di caffè, pinoli, , iodato, vanigliato. Sorso tridimensionale, spaido, freschissimo, lungo, chiusura di frutta matura, spezie e crema pasticcera. Ha tanta roba. Lo Chardonnay affina il 50% in acciaio e l’altro 50% in barrique. Abbinatelo con un risotto ai funghi molto speziato.

Rotari – Trentodoc Flavio Riserva 2009
Chardonnay , 72 mesi sui lieviti. Fine e persistente nelle bolle. Note di lievito, tostate nette, frutta secca, caffè tostato, croccante di mandorla. Gusto persistente, ampio, lungo, si percepisce di nuovo la tostatura. Grasso e vivace. Con spaghetti alle vongole.

San Michael – Trentodoc Rosé s.a.
Pinot Nero 70% Chardonnay 30%.  Il rosato, per chiudere i magnifici sette, riposa per 24 mesi sui lieviti. Note di fragoline di bosco, ribes, floreale di rosa. Gusto fresco, sapido, con nota zuccherina finale. Da aperitivo con toast e pizzette salate.

Buona estate a tutti!

Ringraziamenti: all’AIS Sicilia, al suo Presidente Camillo Privitera, all’organizzatrice della logistica Tiziana Gandolfo, al Delegato AIS di Agrigento, Francesco Baldacchino e al Presidente nazionale dell’AIS, Antonello Maietta, ospite d’onore dell’evento Sicilia in Bolle, giunto alla quarta edizione,a tutti i sommelier AIS della Regione Sicilia che hanno lavorato e reso possibile l’evento.

www.sommeliersicilia.com