di Rossella Marino Abate

Finalmente è iniziata (già da qualche giorno) per me la terza vendemmia dell’anno: finalmente la mia vendemmia, la vendemmia siciliana, dopo quelle in Australia e in Cile.
Analizzando l’annata 2012, vi posso dire che in provincia di Trapani  è iniziata, dal punto di vende sicilia-1vista viticolo, in maniera abbastanza regolare ma con scarse precipitazioni: l’ultima che possa realmente chiamarsi “pioggia” risale alla seconda decade di maggio (parliamo di circa 25 mm) e  forse al nord non la chiamerebbero nemmeno pioggia. Poi, nella seconda decade di luglio, ci sono stati solo degli acquazzoni sulla fascia costiera che va da Trapani a Mazara del Vallo, ma sfortunatamente sono zone con terreni sabbiosi e quindi non è rimasta molta acqua a disposizione per le piante.
A luglio si vedevano i primi sintomi di sofferenza idrica in molte zone, ma il viticoltore siciliano, il “Viddanu”, conosce bene la sua terra e quindi molti hanno iniziato delle lavorazioni del terreno finalizzate a sottrarre quella poca acqua disponibile all’evapotraspirazione favorita da temperature molto alte, sopra i 40*C e dai venti di Scirocco.
Ma arriviamo ad oggi, a noi, alla raccolta.Il ferragosto nella Sicilia viticola ormai non si festeggia più da qualche anno. Un po’ per il clima e un po’ per le varietà bianche internazionali, coltivate in molte zone della Sicilia, la vendemmia inizia infatti la prima settimana di agosto, puntualmente come in tutti gli ultimi anni.

Le tradizioni popolari che contemplavano la raccolta solo dopo alcune date precise, più o meno  corrispondenti a festeggiamenti religiosi, sono state via via modificate grazie alla globalizzazione, al mercato, al clima, alle nuove esigenze di vini diversi o forse uguali ad altri. Insomma è veramente e definitivamente cambiato tutto!
Oggi perciò assistiamo ad una rincorsa, ad una sorta di gara tra Pinot grigio, Chardonnay, Sauvignon blanc e Viognier, a chi debba entrare per primo in cantina. Così si da inizio alle danze e da quel primo agosto non ci si ferma più, nemmeno la domenica!
L’ho definita vendemmia infuocata non per trasmettere allarmismi, ma perché quest’anno la raccolta sarà molto concentrata in un periodo breve, sia per i bianchi che per i rossi. Girando per i vigneti e assaggiando l’uva, si ha una reazione spontanea e immediata nel dire: “Ma cosa ci fa ancora qui quest’uva!?! Via via, raccogliere!”.
Quest’anno ci si renderà conto (anzi solo i miopi non si sono già resi conto) che alcune pratiche agronomiche, come l’irrigazione, la gestione della chioma, la lavorazione del terreno e tante altre apparenti sfumature viticole sono sempre più fondamentali per una viticoltura di qualità. Proprio  questa vendemmia è l’esempio più lapalissiano di come il vino buono lo si faccia in vigna! Credo che il futuro del vino siciliano debba…anzi, passerà sicuramente da un necessario rinascimento viticolo, è li che si deve lavorare!
Quest’anno le zone viticole di pregio, le più vocate, i comuni e le contrade che hanno una viticoltura storicamente presente, hanno risposto bene all’affronto dei vari invasori climatici, anticicloni estivi che hanno avuto una classificazione italo-mediatica come Hannibal, Scipione, Caligola, ecc…
E ancora di più resisteranno le varietà autoctone: i siciliani, o meglio le siciliane! Anticiperanno la maturazione con la raccolta del Grillo, dell’Inzolia, del Catarratto, del Nero d’Avola. Auguro perciò una buona vendemmia a tutti e speriamo che Dio ce la mandi buona….e magari dal cielo!!!

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A proposito dell'autore

Rossella Marino Abate

"Nipote, figlia, sorella e compagna di saggi viticoltori ed enologi, tra i più bravi", secondo me... Più di 100 anni di esperienza in famiglia tramandata da generazioni. Passione, dedizione, sacrificio e umiltà sono le caratteristiche che più apprezzo in loro. Nella vita non mi restava altro che seguire questo sentiero enoico tracciato nel mio DNA, per preservare e comunicare questa preziosa eredità culturale che è anche nelle mie mani. Nata nella Città che da origine al Marsala, ma che vive e respira vino da millenni, sono cresciuta osservando e cercando di capire e carpire tutto ciò che circonda questo fantastico mondo del vino; del resto, come dice qualcuno, nelle mie vene non scorre sangue, ma vino! Ecco come mi sento: Briosa e vitale come una bollicina italiana. Gentile e posata come un bianco trentino. Energica e mediterranea come un fragrante Nero d'Avola. Misteriosa e passionale come un Vecchio Marsala. Cerco di trasmettere la mia passione, attraverso i "racconti del vino".

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