di Manuela Zanni
Anche quest’anno, per il terzo consecutivo a Palermo, un mare di gelato ha inondato le vie del centro storico, dal teatro Massimo, lungo via Maqueda,  attraversando i Quattro Canti  per giungere,  su corso Vittorio Emanuele, quasi fino alla Cattedrale.

Quella di quest’anno, poi, è stata una edizione speciale, la decima, e la presenza massiccia della gente che ha letteralmente invaso il “salotto” di Palermo, testimonia il  crescente “affetto” di palermitani e non, nei confronti di una manifestazione che ormai è entrata a far parte degli appuntamenti imperdibili dell’autunno siciliano, uno dei motivi che addolcisce la consapevolezza dell’ ineluttabile fine dell’estate.

La corona per il miglior gusto, quest’anno, è andata a Fabio Solighetto, titolare della gelateria L’albero dei Gelati di Seregno in provincia di Monza, che ha proposto un gelato a  base di ricotta di bufala, con grappa Capovilla Prunus Aaurum invecchiata 15 anni e pepe penja. Al secondo posto la boliviana Laura Mesa Franco della Gelateria Ottimo a Cruz della Sierra, con il gusto Dulce Arequipe, una gustosa interpretazione del classico Dulce de Leche argentino e brasiliano.
Al terzo posto Rosario Leone D’Angelo della Sikè Gelato di Milazzo, in provincia di Messina per le sue granite al caffè e alla massa di cacao setose e incredibilmente equilibrate.

I primi tre classificati di Sherbeth 2018: da sinistra Laura Mesa Franco, Fabio Solighetto (vincitore) e Rosario Leone D’Angelo

A decretare i vincitori, la giuria presieduta dal tecnologo alimentare Franco Bray, con il giornalista di R Food, Luca Iaccarino, e, per la prima volta, un gelatiere,  Gianfrancesco Cutelli,  pisano di origine siciliana,  che ha rinunciato a partecipare al concorso per poter far parte della giuria. Tra i giurati anche i due maestri gelatieri giapponesi Taizo Shibano e Satoshi Takada,  vincitori della scorsa edizione.

La giuria ha scelto, inoltre,  di assegnare quest’anno altri tre premi: rispettivamente per la migliore tecnica della preparazione del gelato,  per il gusto che rappresentava al meglio il territorio di provenienza del maestro gelatiere e per l’originalità del gusto del gelato. A vincere sono stati in sei, due per categoria ex aequo.
Per la tecnica sono stati premiati Renato Trabalsa della trattoria Sora Lella di Roma e Simone Valotto della Gelateria da Simone a Noale in provincia di Venezia; per il territorio assegnati i premi a Luca e Guido De Rocco dell’Eiscafé De Rocco a Schwabach in Germania e a Fabrizio Fenu della gelateria I Fenu a Cagliari; premio per l’originalità invece assegnato a Roberto Leoni della gelateria Leoni a Cesena e Isobe Hiroaki della gelateria Quattro panchine a Yokohama in Giappone.
L’organizzazione di Sherbeth Festival ha anche  voluto assegnare un premio speciale a Gaetano Sgroi, executive chef Opera Hotel a Kiev in Ucraina, “per avere promosso e valorizzato il gelato italiano artigianale nel mondo”. Menzioni speciali anche per i gelatieri  Giorgio De Pellegrino, Placido Prestipino, Antonio Guida, Salvatore Farina, Luciana Coliotti, Luca Caviezel, Gaetano Sgroi, BeppoTonon, Antonio Calò, Ruben Pili, Arnaldo Conforto.

Quest’anno tanti i record raggiunti dalla kermesse palermitana, a cominciare  maggior presenza di “quote rosa” registrata negli ultimi anni,  con la presenza di dieci “maestre gelatiere”. Anche le presenze di questa decima edizione di Sherbeth Festival ha registrato un nuovo record :quasi mezzo milione di visitatori, tra siciliani e turisti, hanno affollato le strade della kermesse nei 4 giorni del Festival, con quasi 20 mila chili di gelato servito. Da record anche il numero di chilometri compiuti dai gelatieri per partecipare a quella che oggi è sicuramente diventata la più importante manifestazione sul gelato artigianale. A cominciare da Alfonso Jarero, da Città del Messico, per continuare con Hiroaki Isobem, dalla Gelateria “Quattro Panchine”a Yokohama, in Giappone, fino a Laura Mesa della Gelateria Ottimo Da Santa Cruz de la Sierra, che torna a casa con un meritatissimo secondo posto. Senza dimenticare tutti  i maestri gelatieri provenienti da tutta l’Italia  per portare le specialità regionali. 

Quanto alle tendenze di questa decima edizione, il detto popolare “Gli uomini preferiscono le bionde ma… sposano le more” che trae spunto dall’omonima commedia musicale interpretata da Marylin Monroe e Jane Russell, si presta perfettamente per commentare il risultato che emerge dalle preferenze riscontrate all’interno di questa decima edizione di Sherbeth, svoltasi dal 27 al 30 settembre nel cuore di Palermo. 

Si ama la trasgressione ma ci si rifugia sempre, o quasi, nella confortevole certezza dei gusti sicuri che ci ricordano l’infanzia. Nocciola, pistacchio, cioccolato: gusti rassicuranti che spiegano perché il gelato sia uno degli alimenti più amati da adulti e bambini poiché, nell’immaginario collettivo, rappresenta un momento felice di spensieratezza legato all’infanzia che, da adulti, assurge al rango di “cibo per l’anima”.       

E noi di gelato ne abbiamo fatto davvero una gran bella scorpacciata andando in giro tra ben cinquanta stand con altrettanti gusti provenienti da tutto il mondo in linea con le ultime tendenze e novità imperdibili per tutti gli appassionati ed operatori del settore. Sherbeth è anche, e soprattutto, una manifestazione al passo con i tempi che accende i riflettori sulle ultime tendenze e i gusti più trendy del momento.
Dai gelati e granite gastronomiche, ai gelati alcolici, fino ad arrivare, facendo un bel salto indietro, a quello medievale. Tutte tendenze che hanno un grande riscontro, non solo tra gli chef e i bartender ma anche tra il nutrito gruppo degli appassionati  del gelato più “temerari”, che non disdegnano di ritrovare la freschezza di questo alimento anche all’interno di pietanze salate o l’alcolicità di un cocktail.
Nel caso del gelato gastronomico, si comincia a parlare di “Alta Gelateria” e si spazia da gusti più “facili” per tutti i palati come pomodoro di pachino  e basilico preparato dal maestro Roberto Lobrano, ottimo se abbinato a formaggi, pane e similia, fino a qualcosa di più “spinto” come la granita al gazpacho, preparata dal Maestro Gelatiere Antonio Mezzalira, con peperoni, pomodori, cipolle, cetrioli o la granita di fagioli preparata da Giovanna Musumeci, co-direttore tecnico di Sherbeth insieme al Maestro Antonio Cappadonia. Senza trascurare la crema di pistacchio, all’origano e capperi semicanditi del maestro Gianfrancesco Cutelli, vincitore morale del festival.                                                                                                                                                                                                                                                                                       

I maestri gelatieri di Sherbeth

 

Vi sono, poi, gelatieri che, strizzando  l’occhio ai bartender,  osano  preparazioni  ardite  a base di gelato  lavorandolo con lo  champagne, con il  Campari, l’amaro, la grappa e il rum, solo per citarne alcuni, ottendendo risulati altamente soddisfacenti.
In ultimo, non certo per importanza, altra tendenza è quella del ritorno al gelato preparato alla maniera antica, risalendo alle sue origini che ci conducono fino al Medioevo portato dagli arabi in Andalusia e in Sicilia, insieme alla canna da zucchero, il cui succo, addensato e aromatizzato, divenne perfetto per la creazione degli sciroppi adatti per la conservazione della frutta di stagione. Lo stesso sciroppo unito alla neve proveniente dalle neviere dell’Etna,  mantenuta fredda grazie al sale, dava luogo a succosi sorbetti, sherbeth in arabo,  ottenuti con le fragranze delle acque profumate e aromatizzate.
Fuori concorso  ma degni di menzione, non solo per la bontà ma anche e, soprattutto, per il loro valore intrinseco, due gusti preparati dai Maestri Antonio Cappadonia  e Arnaldo Conforto. Uno è  il gelato dell’Integrazione preparato con datteri e fichi d’India, due frutti provenienti da luoghi diversi  la cui unione indica l’auspicio di fratellanza tra i popoli. L’altro è una crema di latte leggera aromatizzata ai chiodi di garofano e scorze d’arancia in omaggio alla memoria di Francesco Procopio Cutò, fondatore del caffè Le Procope, a Parigi, considerato il padre del gelato cui,l’anno scorso, è stata intestata una piazza nel centro storico di Palermo.

In un contesto internazionale come Sherbeth,  in cui i gelatieri diventano

Foto di gruppo davanti al Teatro massimo

famosi e sono acclamati  come star e i gusti  dei loro gelati diventano oggetto di discussione come avviene con le canzoni del Festival di  Sanremo sulle quali, da sempre,  si creano fazioni e pareri discordanti, anche noi abbiamo voluto fare una nostra, personalissima, classifica in base ai gusti che abbiamo assaggiato, andando in giro tra gli stand di un’assolata e splendida Palermo, senza nulla togliere all’indiscutibile valore della classifica stilata dalla giuria preposta a svolgere questo compito.  Abbiamo così individuato i 10 gusti che ci sono piaciuti di più dividendoli tra quelli tradizionali e quelli più originali.

I cinque gusti tradizionali che ci sono piaciuti di più

Nocciola di Calabria  preparata da Francesco Mastroianni della gelateria calabrese Casa  Mastroianni  è stato il gusto più amato dal pubblico, quello che è andato “sold out” più volte al giorno a riprova del fatto che, tirando le somme, la tradizione, almeno nel gusto popolare,  vince sempre sull’innovazione.

Pistacchio di Bronte della gelateria Musumeci a Randazzo, in Sicilia. Un pistacchio riconoscibile ad occhi chiusi per la sua pastosità, intensità e tipicità aromatica che fa di questa piccola gelateria una vera e propria chicca dell’entroterra siculo, che gli appassionati di questo gusto devono assaggiare almeno una volta nella vita.

Cioccolato di Modica della gelateria siciliana Tasta di Giuseppe Flamingo. Una tipologia di cioccolato, che incontra sempre più il favore anche di chi, in passato, pur amando il cioccolato, non apprezzava la granulosità di quello modicano, frutto, in realtà, di una differente lavorazione “a freddo” che impedisce lo scioglimento dei cristalli di zucchero regalando la tipica consistenza granulare e una inferiore dolcezza al palato.

Crema de nonna. Una crema gialla all’uovo con le scorze di limone verdello di Sicilia, cotta proprio come quella che nonne, zie e mamme un tempo preparavano per la merenda ai bambini, che, avidi e impazienti, in attesa che si raffreddasse, la raccoglievano intorno alla scorza, leccandosi le dita e i “baffi”. Di questo gusto, oltre alla bontà colpisce il racconto del gelatiere Vincenzo Lenci del Bar della Darsena  che vi consiglierà di gustarla ad occhi chiusi per vedere “l’effetto che fa”. Ed ha proprio ragione: si torna davvero bambini.

Deliziosa. Ispirandosi al dolce pugliese a base di cacao e mandorle  che produce  nella sua pasticceria  e gelateria a Canosa di Puglia, Fabio Pellegrino,  ha creato un gusto di gelato che è la perfetta riproduzione di questo dolce tipico in forma gelata.  Una perfetta crasi tra tradizione e innovazione che trova una sintesi perfetta e armonica in un gelato dalla consistenza cremosa e avvolgente e dal gusto dalla forte e di indiscutibile personalità.

I cinque gusti “originali” che ci sono piaciuti di più  

Mosto d’uva , un sorbetto di frutta che rappresenta la cucina povera modenese basata su ingredienti di poco costo come  il mosto d’uva. Con pochi e semplici ingredienti il maestro  Andrea Martinelli di Joia Gelateria Naturale è riuscito a ricreare un gusto di gelato che è un tuffo nei suoi ricordi di infanzia.

Tributo alla Serenissima: Luca e Guido De Rocco della gelateria Eiscafè di Rocco in Germania hanno creato un sorbetto all’uva fragola con noci caramellate che è un vero trionfo di sapori che passano dalla freschezza e delicatezza dell’uva fragola alla prorompente croccantezza delle noci caramellate che spingono il palato su un livello superiore  tutti gli ingredienti si fondono alla perfezione.

Bianca Cappello. Un omaggio che Cinzia Otri della Gelateria della Passera nell’omonima piazza fiorentina  ha voluto rendere alla  moglie del Granduca di Toscana,  Francesco I de Medici. Una crema di fior di latte  delicata  e profumata con infuso di lavanda alle quali sono state aggiunte scaglie di cioccolato fondente. Ottima anche senza il cioccolato, anzi, da gustare preferibilmente al naturale.

Emozioni di criollo e petali di rosa, preparato da Lucia Sapia della gelateria Il Dolce Sogno. Un gelato che emoziona al primo cucchiaino per la delicatezza del profumo di rosa, per nulla invasivo, impreziosito dalla presenza  del criollo, la fava di cacao della tipologia più pregiata, la cui consistenza croccante unita al sapore intenso di cacao, si integra perfettamente con la crema dal profumo floreale donandole intensità e carattere.

Menzioni speciali

Crema al burro salato di Parma, preparata da Stefano Guizzetti  di Ciacco Gelato in Emilia Romagna per rievocare il classico condimento dei ravioli e tortelli emiliani e che, in chiave dolce diventa una vera e propria sinfonia per il palato.

Sorbetto al pomodoro di pachino e basilico del siciliano Salvatore Agnello della gelateria Opera Prima ad Augusta. Assaggiandolo non esistono mezze misure. O sarà amore a prima vista o vi fermerete al primo cucchiaino. Mai un gelato è stato tanto simile alle sue materie prime. Della salsa di pomodoro e basilico questo sorbetto ha conservato tutto, persino i semi. E ciò che potrebbe sembrare fastidioso, in realtà, rappresenta un valore aggiunto che solo gli estimatori della passata di pomodoro di una volta possono comprendere e apprezzare.