di Umberto Gambino 
toscana 40E’ stata una tre giorni da vera “full immersion” quella della Selezione dei Vini di Toscana, svoltasi lo scorso ottobre in un noto albergo di Siena. La decima edizione (l’appuntamento è biennale) è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di salute, sempre ottimo/eccellente, della produzione enologica di quella che è conosciuta in tutto il mondo come una delle “corazzate” del vino italiano. I risultati – ve lo dico subito – non hanno tradito le attese. Per i vini toscani il barometro della qualità segna il bello stabile.  Pur con qualche distinguo.
Dopo una decina d’anni, è stato per me un ritorno nell’ambiente dell’Enoteca Italiana dove ho ritrovato molti amici (primo fra tutti l’infaticabile Salvatore De Lio, oggi manager dell’ente) anche se i vertici istituzionali sono cambiati. Una cosa non è cambiata nel tempo: qui l’attività ferve. L’Enoteca Italiana, a mio parere, ha sempre fatto della promozione dei nostri vini (nessuna regione esclusa) il suo obiettivo primario, senza cedere mai a stupidi campanilismi o logiche di lottizzazione. Così, la X Selezione dei Vini di Toscana è stata l’ennesima occasione per vedere “dal di dentro” come funziona un ente pubblico che promuove, ai massimi livelli e con competenza, le eccellenze enologiche del nostro Paese. 
Bando comunque alle frasi di stampo “politico” e complimenti davvero a tutto lo staff dell’Enoteca, per la perfetta organizzazione dell’evento, in collaborazione con “Toscana Promozione”, diretta emanazione dell’ente Regione.
Qualche numero sull’evento: 940 vini in concorso inviati da 322 aziende in rappresentanza di tutte le zone viticole toscane, nessuna esclusa. I vini sono stati valutati, in degustazione coperta, da 63 giurati (divisi in 9 commissioni) provenienti dall’Italia e dall’estero: a ciascuno sono toccati un centinaio di campioni da degustare. Rilevante la presenza in giuria dall’estremo oriente. Fra gli stranieri, Nicolas Belffrage e Ned Goodwin, due “master of wine” britannici. L’organizzazione del concorso – dal punto di visto tecnico – è stata curata in modo impeccabile dall’Assoenologi presente a Siena con il suo direttore generale, Giuseppe Martelli.

I vini giudicati sono stati divisi in 17 categorie. Tutti quelli che hanno superato la soglia di valutazione di 85/100 nel punteggio sono stati 530 (pari al 56%) che equivale ad “ottimo” in base al metodo di valutazione “Union Internationale des Oenologues”: per questi è stato assegnato il “diploma di merito”.  Diploma d’onore invece per i primi sei vini di ogni categoria, la vera eccellenza dell’enologia Toscana, Un risultato raggiunto da 109 vini. Cioè, siamo a circa il 12 % del totale dei vini in concorso. Questo testimonia il rigore e la serietà della selezione pur non conoscendo (per regolamento) quali siano state le aziende assenti. Grandi e/o grossi nomi? Chissà!
Dal punto di vista del degustatore, ho tratto le mie conclusioni. I vini toscani hanno una marcia in più rispetto a quelli delle altre regioni, fatta eccezione (ovviamente) per il Piemonte. Ma qui corro il rischio di sfondare una porta aperta…
Personalmente la batteria di assaggi che mi è piaciuta di più è stata quella dei vini rossi IGP delle annate 2009 e precedenti a uvaggio misto. Della serie: sangiovese sì, ma con quote significative di cabernet sauvignon e merlot. In particolare, ho trovato eccellenti alcuni 2006. Molto bene anche i DOP 2009 e 2008 anch’essi ad uvaggio misto.Rilevante la performance delle categorie passiti naturali e vendemmia tardiva con i Vinsanto ad alti livelli. Alla mia commissione non sono stati assegnati Sangiovese in purezza tranne una batteria con vari 2007 che mi lasciano pensare a degli ottimi Brunello di Montalcino: quattro di questi erano veramente eleganti. Note dolenti invece per i bianchi 2011 (uno solo buono, a mio giudizio) e per i rosati 2011 (uno solo ha preso 88). Ma si sa: la Toscana è una regione che produce grandi e affermati vini rossi. Sui bianchi deve cedere il passo. Dei rosati, meglio tacere.
Ed ora potete entrare nel vivo della selezione scorrendo il foto-racconto (ben 45 immagini) che raccontano l’evento visto da dentro, più e meglio di qualsiasi nota scritta. Buona visione!
Linkwww.enoteca-italiana.it

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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