di Patrizia Pittia
schioppettino-20 Un po’ di storia: in principio vinse il coraggio di Giannola Nonino 

Sono trascorsi più di trent’anni da quando una donna imprenditrice, fortemente motivata e determinata, decise di combattere una lunga battaglia perché nel nostro amato Friuli Venezia Giulia, per un errore burocratico, non fossero condannati all’estinzione alcuni vecchi vitigni autoctoni storici. E’ proprio grazie alla cara Giannola  Nonino che nel 1975 fu creato il premio Nonino Risit dAur, grazie al quale – tre anni dopo – queste antiche uve, fra cui lo Schioppettino, furono autorizzati e poi nel 1983 raccomandati.
Nel territorio di Prepotto, piccolo paese nella valle del torrente Judrio, e nella frazione di Albana, ai confini con la Slovenia questo vitigno, chiamato anche Ribolla nera (pokalca in sloveno), ha trovato il suo habitat naturale: solo in questa zona  ha quelle caratteristiche peculiari che lo rendono un vino rosso pregiato con sentori  speziati e una marcata tipicità che deriva dalla particolare interazione tra clima e suolo del territorio del torrente Judrio. Nel 1987 lo Schioppettino ha ottenuto la DOC mentre nel 2002 un gruppo  di produttori fortemente motivati si sono uniti nell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto con lo scopo di promuovere e garantire la qualità e le caratteristiche autentiche di questo vitigno. Percviò è stato adottato  un disciplinare di produzione molto restrittivo.

Nel 2005, con la consulenza del professor Carlo Petrussi, agronomo, è stato persino creato un “vigneto-catalogo” per salvaguardare la biodiversità  genetica e per valutare le potenzialità produttive dei singoli ceppi del vitigno. Poi, nel 2008, il meritato premio, con l’introduzione della denominazione di sottozona Schioppettino di Prepotto: la prima sottozona Doc in Friuli dedicata ad un singolo vitigno.

L’evento: Schioppettino di Prepotto, “unico per natura”

Per celebrare e conoscere meglio questo importante vino rosso, il 19 e 20 ottobre si è svolto l’evento “Schioppettino di Prepotto, unico per natura”, due giornate di autentica full immersion organizzate dal bravo e simpatico Paolo Ianna, coordinatore per il Friuli Venezia Giulia della guida Vini Buoni d’Italia, aiutato dall’infaticabile Federica Felice, che ha gestito la comunicazione e l’organizzazione.
La manifestazione era inserita in un’iniziativa congiunta voluta dall’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto, dal Comune di Prepotto in cooperazione con il comune sloveno di Kanal ob soci ( Canale d’Isonzo) nell’ambito del progetto Rural, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013. Leit motiv di tutto l’evento  il mercato rurale transfrontaliero tra le vie del  paese con gli artigiani del gusto sloveni e friulani. In una spaziosa tensostruttura, i 20 produttori dello Schioppettino hanno portato i loro vini in degustazione. Compagna di viaggio della mia giornata del sabato, l’amica Daniela Markovic, dell’Associazione  Narratori del Gusto e degustatrice Onav.
Dopo l’inaugurazione,
gli interventi nel corso del convegno tenutosi nella sala consiliare del comune di Prepotto dove il sindaco  Gerardo Marcolini ha fatto gli onori di casa al suo collega sloveno, Andrej Maffi. Moderatore il sempre preparato e ed esperto studioso dell’enologia friulana, Claudio Fabbro. Di rilievo l’intervento di Michele Pavan,  neo presidente dell’Associazione Produttori Schioppettino che ha parlato del “vigneto-catalogo” e del gran lavoro fatto per ottenere il risultato della sottozona.

Le radici, il clima, i fermenti dello Schioppettino

Dopo una passeggiata per il piccolo centro di Prepotto  – dove lungo le stradine troviamo delle strutture in legno con i diversi prodotti gastronomici in degustazione –   insieme a Daniela Markovic ci avviamo verso la cantina Pizzulin. Qui, nella grande sala, ci sarà la degustazione guidata per operatori del settore, condotta da Walter Filiputti, di 16 Schioppettino di annate ed aziende diverse. Da sottolineare l’intervento del professor Carlo Petrussi, mente storica dello Schioppettino, che ha spiegato dei 12 biotipi da micro vigneti antichi messi a dimora (6 a Prepotto e nel  Cividalese) da cui poi sono stati  identificati i cloni VCR79-VCR80-VCR412-VCR424. Graditi ospiti d’onore della manifestazione, Giannola e Benito Nonino.

Tasting dei 16 Schioppettino di Prepotto
In una sala al completo comincia la degustazione, alla quale partecipa anche la produttrice Adriana Antonutti. Qualche chiarimento sul disciplinare della sottozona Schioppettino di Prepotto: prevede una resa per ettaro non superiore a 49 ettolitri, l’uso obbligatorio per l’affinamento di botti di legno per almeno 12 mesi,  la commercializzazione del vino non prima del mese di settembre del secondo anno successivo alla vendemmia.

Buse dal Lof – “La tana del lupo” – 2009 – rosso rubino intenso, al naso sento della frutta rossa sotto spirito, qualche nota floreale e una lieve speziatura; in bocca ritornano le note fruttate, tannini ancora giovani, una bella persistenza gusto olfattiva. Il vino – spiega il produttore Michele Pavan – dopo 12 giorni di macerazione matura in barriques e tonneaux di diversi passaggi;

Vigna  Petrussa 2009 – rosso rubino fitto, al naso è molto minerale con note balsamiche e di marasca; intensissimo in bocca, con ritorno dello speziato, tannini giovani ma molto eleganti e rotondi. Il vino rispecchia il carattere di chi lo fa e cioè Hilde Petrussa, Donna del Vino friulana. Fa affinamento per 24 mesi in barriques di diversi passaggi. L’azienda  si trova ad Albana dove il microclima ed il terreno conferiscono ai vini spiccata eleganza.

La Viarte 2009 – rosso rubino con note violacee, al naso caffè, spezie dolci, note  di piccola frutta rossa; in bocca molto fresco con tannini presenti, in evoluzione. L’enologo è Giulio Ceschin, uno dei promotori dell’Associazione della quale per molti anni è stato Presidente.

Ronc Soreli – “La vigna del sole – 2009 – un rosso intenso con note violacee, al naso piccola frutta rossa e note di pepe; in bocca tannino ancora verde, buono  in prospettiva verso un’eleganza del vino che rientra nella filosofia dell’enologo Emilio del Medico. L’azienda conta cinque ettari di solo Schioppettino nella frazione di Novacuzzo.

Casa di Legno 2009 – rosso rubino con unghia violacea, al naso note dolci, frutta rossa (marasca in particolare); in bocca tannini morbidi, spezie dolci e una bella persistenza gusto olfattiva. Il produttore Marco Lesizza è presente in sala.

Colli di Poianis 2010 – rosso rubino intenso, note di sottobosco e speziatura; in bocca tannini ancora giovani per un vino che deve ancora esprimersi.  

Iole Grillo 2010 – rosso rubino, al naso note di caramello, confettura e spezie dolci; in bocca piacevoli tannini dolci e una bella persistenza gusto olfattiva, affinato per due anni in tonneaux. Azienda gestita da Anna Muzzolini.

Casella 2010 – Lino Casella – enologo e factotum dell’azienda che ha circa 4 ettari in affitto – è  una persona adorabile: racconta dei suoi vini come farebbe un uomo innamorato della sua donna. I vigneti sono nella zona di Albana vicino all’argine dello Judrio. Il vino è rosso rubino, al naso frutta rossa e spezie dolci, in bocca ritornano le spezie con una lunghissima persistenza gusto olfattiva. Bel prodotto: Lino mi sorprende sempre.

Bruno Venica 2010 – rosso rubino intenso, note di frutta rossa sotto spirito, marasca; al sorso tannini dolci e piacevoli che ti invogliano a berne ancora; buona  persistenza.

Vigna Lenuzza 2010 – rosso rubino fitto, al naso note di caffè appena tostato, spezie dolci, in bocca retrogusto speziato e tannini piacevoli, matura in barriques. In quest’azienda ora ci sono le nuove generazioni che fanno capolino e hanno una gran  voglia di darsi da fare e dare il proprio contributo.

Antico Broilo 2010 – rosso rubino molto intenso, caffè  e note tostate e sottobosco, tannini ancora giovani in evoluzione, lunga persistenza gusto olfattiva; affinamento in tonneau. Anche qui una bella famiglia, i Durì, una cura maniacale in vigna, pochissima produzione per ettaro e tanta passione nel fare il vino.

Marinig 2010 – rosso rubino, chiare note di pepe, tannini giovani, bella persistenza.

Ronco dei Pini 2010 – rosso rubino intenso, frutta rossa sotto spirito, leggera speziatura, in bocca è fresco con tannini giovani e bella sapidità. Affina in barriques.

Stanig 2010 – due ettari a Schioppettino nella zona di Albana. Rosso rubino intenso, sentori di sottobosco, ciliegia, caffè, balsamico; in bocca fresco con tannini in evolvuzione.

Bodigoi Nicola 2010 – piccola azienda agricola ad Albana, gran lavoratori. Il vino è rosso rubino, al naso note di tostatura e spezie dolci; in bocca tannini morbidi con un’interessante evoluzione.

Pizzulin 2010 – è lo schioppettino dell’azienda che ci ospita: rosso rubino, al naso molta frutta rossa, leggera speziatura, intenso, tannini non ancora pronti per un vino che si affina in tonneaux.

E’ tutto. La giornata è giunta al termine, intensa ed emozionante. Sono davvero felice e soddisfatta. Sento il dovere di rivolgere un sincero grazie a tutti i produttori che nel corso di questo evento mi hanno trasmesso tutta la passione e l’impegno con cui, sempre, si trovano nei vigneti e nelle cantine, per dar vita a questo stupendo vino che è lo Schioppettino di Prepotto.

Un grazie di cuore, davvero a tutti!

Leggi qui l’articolo di Sara Vani sulla visita ai vigneti dello Schioppettino di Prepotto

Links:
www.schioppettinodiprepotto.it

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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