di Umberto Gambino
La degustazione degli Schioppettino di Prepotto si è svolta nell’ampia e storica sala del Castello di Albana, di proprietà della famiglia Gabrici. Pubblico composto e composito: giornalisti, wine bloggers, enoappassionati e anche i vignaioli dello Schioppettino, pronti a spiegare – con grande pazienza – le caratteristiche e la storia dei vini presentati al tasting, brillantemente condotto da Ian D’Agata, scrittore e giornalista, consulente scientifico di Vinitaly International e Regional Chairman di Decanter World Wine Awards. Differenti le annate proposte (e liberamente scelte) da ogni produttore, così come diversi sono i metodi di vinificazione e – ovviamente – anche i risultati ottenuti.

Ecco i 18 Schioppettino di Prepotto, descritti secondo l’ordine di degustazione.

Maion 2012
Si mostra nel calice con la sua veste rosso porpora e unghia scarica. Esprime note di more, lamponi e rosa sbocciata. Si beve bene, grazie alla freschezza e al tannino non aggressivo. Sembra un vino leggero ma non lo é. Media persistenza con punta lievemente amarognola nel finale. Da attendere un po’ prima di berlo con più soddisfazione (d’altronde è il più giovane dei 18).

Casella 2011

Presentato da Lino Casella. Bel rosso rubino con unghia violacea. Evidenzia bene quella che è la caratteristica di questa tipologia: è speziato (pepe verde) con note di piccoli frutti rossi in sottofondo. Al gusto spiccano i tannini di trama fine ed elegante ben supportati da freschezza e sapidità. Piacevole retrogusto di more e agrumi. Uno Schioppettino di Prepotto “da manuale”, fine, equilibrato. Fermenta per un mese in cemento, poi si affina in barrique usate per 12 mesi. Uno dei migliori.

Antico Broilo 2011

Tonalità rosso porpora. Si apre al naso con sentori di di pepe verde e rosmarino, poi piccoli frutti di bosco. Bocca fresca, morbida e di media concentrazione. L’acidità torna evidente nel finale. In evoluzione.

Vie d’alt 2011

Presente il produttore, Bruno Venica. Siamo al quarto Schioppettino, già nettamente diverso dai primi tre. Spicca la nota iodata che vira poi sul minerale. Si apre quindi un bouquet di cannella e spezie scure, nel complesso elegante. Al sorso è fresco, sapido, abbastanza astringente e avvolgente, davvero piacevole. Originale.

Vigna Lenuzza 2011

Rosso rubino limpido. Al naso spezie scure e anche aromatiche, seguite da un tocco evidente di amarena. In bocca è caldo, morbido e pungente con tannino levigato. Lungo e gradevole.

Pizzulin 2011

Rosso rubino scuro nel calice. Prevalgono le note di pepe nero, violetta e frutta rossa in confettura. In bocca è ampio, “strong”, sembra quasi strizzare l’occhio a un ottimo Syrah australiano: tannini morbidi, fresco, equilibrato. Premiato con la corona di Vinibuoni d’Italia.

Grillo 2011

Questo Schioppettino proviene da tre tipi di vigneti diversi. Al naso aromi ben delineati di piccoli frutti rossi e spezie dolci. Si beve bene: è sapido, fresco, con tannino vivo e di pregio. E’ persistente e avvolgente. Vinificazione in acciaio, poi matura in botti grandi. Solo 7000 Bottiglie. Un blend di tre cru, davvero vincente.

Colli di Poianis 2011

Rosso porpora e naso molto speziato con note nel complesso scure. Bocca molto fresca e tannini ben lavorati. Di buon corpo e media persistenza. Figura bene, nella media (alta) dell’annata.

Petrussa 2011

Ecco un altro Schioppettino diverso dagli altri. Si distingue per il suo naso variopinto: balsamico, poi funghi, sottobosco, spezie officinali e grafite in sottofondo. Un vino lineare, concentrato, dal bel sorso, sapido e fresco, con tannini setosi. Le uve sono coltivate nei terreni ghiaiosi di Albana. Vivo e cangiante.

Stanig 2011

Bel rosso rubino intenso. Esprime note evolute di caffè, cuoio e muschio su un tappeto balsamico. In bocca è contenuto, intenso, corposo, fresco e sapido. Di carattere.
In generale, la 2011 si è rivelata un’ottima annata per lo Schioppettino di Prepotto.

Bodigoi 2010

Cambia la tonalità del colore: siamo al rosso granato. Prosegue l’evoluzione degli aromi con sentori di cuoio, spezie aromatiche e confettura di prugna. Al sorso scorre via facile, elegante, grazie ai tannini levigati.

Vigna Petrussa 2010

Presentato da Hilde Petrussa, Donna del Vino. Dalla veste rosso granato, si può definire un vino “stereo”: diversi canali olfattivi che si uniscono in una sinfonia perfetta con il degustatore al centro. Le note sono di caffè, cioccolato fondente, spezie aromatiche, su un “tappeto musicale” balsamico. Quando lo bevi, è evidente che questo vino ha tutto in perfetto equilibrio. Affinamento per 30 mesi in botti da 15 e 30 ettolitri. Perfetta coerenza naso-bocca. Vino che suscita emozioni!

La Buse Dal Lof 2010

E’ il vino di Michele Pavan, presidente dell’associazione dei produttori. Anche questo un po’ diverso con le sue note di fiori passiti. Gusto fresco e poco sapido, di medio corpo e di buona beva.

Marinig 2010

Al naso vaniglia e pepe verde con sfumature balsamiche. Scorre in bocca morbido e sapido. Freschezza elevata. In cerca di equilibrio.

La Viarte 2010

Presentato da Mario Zuliani. Note intense di spezie verdi, cannella e sciroppo dolce. Tannini di classe, comunque caldo e ancora giovane.

Ronco dei Pini 2008

Un vino “scuro” con note di sottobosco e toni macerati. In bocca tannini nitidi, freschezza e calore. Scorre via facile.

Ronc Soreli 2008

Altra bella declinazione dello Schioppettino che si esprime con un naso evoluto: note di macchia mediterranea (si distinguono gli aghi di pino) e spezie aromatiche. Al gusto denota tannino setoso, freschezza e persistenza. L’annata 2009 ha vinto la corona di Vinibuoni d’Italia.

Casa di Legno 2008

Presentato da Marco Lesizza. Altro Schioppettino evoluto e didattico. Aromi fini di pepe verde, caffè e nota smaltata. Al palato è coerente con tannini strong. Si beve che è un piacere.

Riflessione finale sugli Schioppettino di Prepotto
Confesso che ero un po’ prevenuto all’inizio verso questi vini, ma dopo gli assaggi mi sono ricreduto molto volentieri: davvero eccellente la qualità media di questi vini autoctoni. Cosa mi ha colpito? La precisa identità dell’essenza di un vino rosso di carattere, chiara espressione del territorio, inconfondibile, teso, asciutto, nervoso, anche un po’ chiuso all’inizio, esattamente come il carattere all’inizio burbero dei friulani. E poi: tensione aromatica, eleganza e linearità dei profumi; intensità, bevibilità, godibilità del gusto, senza mai strafare, senza voler essere mai un “vinone”. Il vino dalle note piacevoli di pepe verde fino a dieci anni fa era un vino ancora “da capire”; oggi, dopo 10 anni, è un vino che comincia a “parlare” agli appassionati e anche ai mercati. I miei applausi più sinceri vanno a tutti i vignaioli dell’Associazione Produttori Schioppettino di Prepotto. Continuate così, con coraggio: la strada è quella giusta! (leggi qui la prima puntata sulla Schioppettino di Prepotto)

Links:
www.schioppettinodiprepotto.it
www.maionlorella.it
www.vinicasella.it/index.php/it
www.anticobroilo.com
www.viedalt.it
www.vignalenuzza.it
www.pizzulin.com
www.vinigrillo.it
www.collidipoianis.it
www.petrussa.it
www.stanig.it
www.vinibodigoi.it
www.vignapetrussa.it
www.labusedallof.com
www.marinig.it
www.laviarte.it
www.roncodeipini.it
http://roncsoreli.com/

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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