di Sara Vani
Cos’è questo rumore di clacson proprio qui sotto, mentre ancora non ho aperto del tutto gli occhi? Sembra quasi ce l’abbia con me. E infatti è cosí! La sveglia non ha suonato, proprioschioppettino 2-22 stamattina che ho appuntamento con tutto il gruppo per andare in giro tra le vigne di Schioppettino al seguito di Paolo Ianna, organizzatore dell’evento “Schioppettino di Prepotto, unico per natura”. Quando mi affaccio al balcone stralunata e trafelata vedo il mio amico Michelangelo Tagliente in macchina che, preoccupato dalla mia assenza a colazione, ha pensato di tornare a verificare se fossi viva. Ecco, riesco ad essere pronta miracolosamente in venti minuti e quando arriviamo a Prepotto scopro, per mia fortuna, che il ritardo è passato sotto silenzio, mentre si componeva la piccola folla di appassionati accorsa per vivere una domenica di confine insieme a noi.
Penso che l’eco del successo della giornata precedente si sia sparsa per tutta la Valle dello Judrio e oltre, a richiamare anche chi non era presente il sabato (leggi qui il reportage di Patrizia Pittia). Mentre ci dirigiamo verso la zona di Albana mi sento di buon umore, lo confesso. Essere qui rappresenta per me una sorta di continuitá, la possibilitá di approfondire la conoscenza di questo vino che mi sembrava giá familiare, che bevo da tanto e mi piace da quando l’ho incontrato. Da prima che Paolo Rapuzzi dell’Azienda Ronchi di Cialla, un paio di anni fa, mi spiegasse cos’era il Premio Nonino Risit d’Aur (barbatella d’oro) vinto dalla sua famiglia nel 1976 per “aver dato razionale impulso alla coltivazione, nel suo habitat più vocato in Cialla di Prepotto, dellantico prestigioso vitigno autoctono Schioppettino, di cui assurde leggi ne hanno decretato lestinzione“. L’anno dopo, la prima vendemmia. 

Paolo Ianna ci porta a scoprire il “vigneto-catalogo” dove è stato riprodotto e messo a dimora il materiale genetico derivato da ceppi di Schioppettino con almeno 80 anni di etá. La vigna, che serve anche da specchio per le sperimentazioni, nell’ottica delle potenzialitá del vitigno, ospita 12 differenti biotipi, è messa a disposizione dall’Azienda Grillo ed è curata da tutti i produttori di Prepotto riuniti in Associazione, che la accudiscono come una figlia. In questo impianto moderno e fitto ci sono piú di 1.600 piante ad una distanza di circa 80 cm l’una dall’altra, allevate a Guyot “testa di salice” e che, potate corte lasciando i canali linfatici sempre integri, sono “in competizione tra loro”: lavorano al massimo, per garantirsi la riproduzione e regalare la migliore uva possibile. Hanno prospettive di vita fino ai 200 anni!
Ci siamo lasciati letteralmente incantare dalle parole di Paolo, cosí, una volta lasciato l'”archivio vivente” dello Schioppettino, ormai lo seguiamo da una vigna all’altra come nella fiaba del
Pifferaio magico di Hamelin. Ci troviamo a questo punto tra i curatissimi e suggestivi vigneti dell’Azienda Casella, dove i filari di Schioppettino si alternano a quelli di Tazzelenghe. Qui scopriamo un ceppo di vite con 60 anni d’etá ed impariamo a riconoscere (forse) la foglia dello Schioppettino: sembra facile perché, come dice Paolo, con i suoi cinque lobi somiglia ad una foglia di fico, piú piccola.

Proprio di fronte a Casella, davanti all’ingresso di Vigna Petrussa, troviamo ad attenderci una bella Signora sorridente e di classe: è Hilde Petrussa, che in quanto a carisma compete alla grande con la nostra autorevole Guida/Pifferaio magico. La seguiamo in vigna, dove ci spiega che lo Schioppettino è una vite vigorosa e molto produttiva, poi in Azienda per una degustazione di tutte le sue etichette tra le quali, oltre allo Schioppettino 2010 che si conferma di grandissima personalitá, intenso ed elegante, è per me un colpo al cuore il Picolit: mandorle e fichi secchi lo rendono deliziosamente attraente al naso, ma è la bocca morbida, fresca, sontuosa e luminosa, mai stucchevole, a sedurre e richiamare altri calici. Da urlo.

Dopo questa variazione sul tema, non resta che rientrare a Prepotto dove, mentre sono ancora aperti al pubblico i banchi d’assaggio dei vini di tutti i produttori dell’Associazione, prendono il via per il pubblico della manifestazione la Palestra del Naso ed il Laboratorio mulisensoriale ideati e condotti da Liliana Savioli. I partecipanti che devono riconoscere con l’olfatto una serie di odori reperibili in natura, annusando dei bicchieri neri, accettano la sfida con slancio, arrivando in qualche caso ad identificare esattamente sentori tipo santoreggia e pimento. Ora, vi prego di confermarmi che siete umani anche voi e che non è cosí strano se io non so di cosa stiamo parlando! Comunque, l’esercizio dei sensi prosegue con l’apprendimento dei diversi suoni prodotti da vini diversi versati in un bicchiere, passando dall’acqua, ed infine mi godo l’ascolto dei sette brani musicali che Liliana ha selezionato per farci scegliere a quali dei sette Schioppettino in degustazione abbinarli. Divertente, formativo e paradigmatico di come potrebbe essere una stimolante degustazione alla cieca: ad occhi chiusi.

Si conclude un week end ricco di esperienze, storia, emozioni, luoghi, persone, grazie al quale ho capito che in questa terra di confine un gruppo di tenaci ed appassionati produttori si dedica con amore alla salvaguardia della propria cultura, che passa anche attraverso un vitigno autoctono che riporta alle origini e si muove veloce verso il futuro.

Links:

www.vignapetrussa.it
www.vinigrillo.it
www.schioppettinodiprepotto.it

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A proposito dell'autore

Anche Wining ha il suo "wine advocate". Avvocato civilista di professione, sommelier eno-reporter per smisurato amore. Folgorata da un colpo di fulmine in Piemonte, 13 anni fa un calice di Barbaresco ha messo fine alla mia precedente vita da finta astemia. Non potevo che diventare sommelier Ais. La mia bruciante passione cresce poi con le bollicine, specialmente lo Champagne, per il quale ho un noto debole e che cerco di comunicare divulgando la sua cultura. Come ogni storia sentimentale destinata a durare nel tempo, l'innamoramento per il vino si é consolidato in un grande Amore, al quale ho dedicato anche la mia attivitá di degustatrice per la Guida Vinibuoni d'Italia del Touring. Proprio lí incrocio Umberto Gambino. Il resto é storia. Wining é il "luogo" dove posso raccontare la mia curiositá, le emozioni, le storie che rendono speciale il vino e chi lo fa, il tutto condito dal sorriso alla vita che mi contraddistingue e col quale cerco di farmi perdonare i ritardi redazionali che Umberto sopporta! Forse perché sono stata la prima a battezzare tutte noi... le sue Wining's Angels

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