di Umberto Gambino

Sarò sincero con i lettori: Saracena è uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visitato. “Calabria felix” direte voi? Beh, quasi quasi ci siamo. Se c’è un posto in cui valga la pena ritornare, dopo averlo visto e percorso la prima volta, questo è proprio Saracena. Perché? Per  una serie di motivi che vi dirò fra non molto. Abbiate pazienza e non saltate subito alle conclusioni di questo articolo! E badate bene: questo non è uno spot turistico pubblicitario stilato su input della Pro Loco del paese. E’ esattamente ciò che penso. Perciò ho deciso di raccontarlo ai miei più cari amici: che siete voi, i lettori di Wining. Mai avrei pensato, 10 o 20 anni fa, di trovarmi in questo piccolo centro alle pendici del Pollino, in provincia di Cosenza: qualche decina di chilometri da Castrovillari, una trentina dal mar Ionio. E’ stato un impegno “istituzionale” a chiamarmi quassù, a 650 metri di altitudine, su un poggio costellato di palazzine costruite in modo disordinato che si specchia sulle cime imponenti dell’altopiano del Pollino. E’ affascinante vedere i raggi del sole che si riflettono sulle montagne ancora innevate, illuminando poi il paese di una luce paradisiaca.sara-07
Già, il centro abitato (quello moderno) è abbarbicato su un poggio mentre sulla collina  adiacente, in posizione leggermente più bassa, si estende il borgo, l’antico centro storico fatto di case in pietra e tetti in tegole: palazzine di due piani al massimo, disposte su livelli degradanti. All’interno dell’abitato ecco un dedalo di viuzze, incroci e labirinti dove, per orientarsi, è assolutamente necessaria una guida del posto. C’è da precisare che oggi il centro storico di Saracena è pressoché disabitato. Lo storico De Leo testualmente scrive che “il centro del paese si presenta con un impianto cinto da mura e la sua origine è da mettersi probabilmente in relazione con la presenza degli Arabi in Calabria. Edificato come baluardo (castrum) sulle rovine dell’antica Sestio, agli inizi del decimo secolo, fu presidio di nuclei saraceni insediatisi a guardia della valle del Crati. L’abitato si sviluppò in età medioevale e fu dominio di signori locali bizantini prima, normanni poi. Risalgono infatti a tale periodo i resti delle cinte murarie e delle porte, ormai assorbiti dall’edilizia abitativa, nonché i resti del castello che testimoniano l’importanza di Saracena in età medioevale”.

Le parti più antiche risalgono al 900 dopo Cristo. Questo patrimonio storico e architettonico di Saracena andrebbe recuperato e valorizzato perché sarebbe davvero un peccato far vincere il degrado e l’abbandono. Sono certo che il sindaco Mario Albino Gagliardi sarà sensibile a questo mio personale appello.
Perché sono stato a Saracena? Ho accolto il gentile invito, appunto del sindaco e di Giovanni Gagliardi, instancabile curatore del sito www.vinocalabrese.it nonché promotore della cultura e delle bontà enogastronomiche del posto. Proprio qui, nel palazzo municipale, abbiamo parlato dei vini calabresi premiati dalla guida Vinibuoni d’Italia Touring 2012Con me c’era Linda Nano, responsabile comunicazione della guida. Io ero presente nella veste di coordinatore regionale per la Calabria. E’ stata l’occasione per parlare non solo di vini, ma anche delle altre “bontà” di questo territorio. La produzione dell’olio soprattutto che viene tramandata di padre in figlio e che si avvale di numerosi frantoi locali. Ho suggerito ai tanti olivicoltori di consorziarsi e fare “squadra” per dare più forza al loro buonissimo e interessante prodotto. Commercializzare in ordine sparso non giova a nessuno. Provare a chiedere una Dop Saracena per l’olio del posto sarebbe un’idea.
Così come lo splendido, antico, dolce e intrigante Moscato Passito di Saracena: un vino da meditazione che non ha eguali in tutta Italia e che meriterebbe il riconoscimento della Doc. Sul tradizionale metodo di vinificazione si può leggere il servizio dettagliato. Tutti i vini premiati dalla guida erano a disposizione del pubblico per la degustazione libera in piazza. Saracena è città del vino e città dell’olio per eccellenza!
Scrivi “territorio” è leggi “natura”. Forse non tutti sanno che a 14 chilometri da Saracena  sorge un centro attrezzato per gli sport invernali, in particolare per lo sci di fondo: è piano di Novacco, a 1315 metri di altitudine. Qui ho potuto ammirare distese di neve alle idi di marzo, bungalow per i turisti in stile Svizzera, una baita ristorante che cucina gastronomia tipica e… persino il gatto delle nevi. Vi giuro: sembrava di stare in Scandinavia e, invece, eravamo nel profondo Sud della nostra Italia. Un vero e proprio paradiso bianco a… qualche metro sotto il cielo!
Giova sottolineare che la struttura è di proprietà del comune di Saracena e che il sindaco Mario Albino Gagliardi punta molto su Novacco come emblema del turismo identitario e sostenibile. “Questo è il posto ideale per lo sci di fondo, per la disciplina dell’Orienteering, per il Trekking, per il Nordic Walking – spiega – ma anche per le gite delle scolaresche sulla neve e, d’estate, per i campi scout. Novacco è un gioiello della natura a cui teniamo molto e che cercheremo sempre di migliorare”. Un dettaglio non da poco: i prezzi di soggiorno sono davvero convenienti.
Al di là delle promesse più o meno scontate dei politici locali, ho davvero apprezzato la voglia di fare e il dinamismo del sindaco di Saracena che ha dimostrato di crederci davvero in quello che fa. E’ sempre in prima linea per i suoi concittadini e non ha paura di sporcarsi le mani: neanche quando c’è da raccogliere personalmente i rifiuti abbandonati da qualche villeggiante indisciplinato sulla strada che porta a Novacco. Davvero: l’ho visto io con i miei occhi! Bravo sindaco!

Links di approfondimento:
http://novacco.eu/
http://saracena.asmenet.it/
www.vinocalabrese.it
www.parcopolinno.it
www.vinibuoni.it

 

 

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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