di Patrizia Pittia
saperi-06L’Alfiere è una associazione culturale voluta da un gruppo di professionisti  friulani, nata nel 2005 con la volontà di promuovere le eccellenze della Regione Friuli Venezia Giulia. Ne fanno parte due miei cari amici, Gianfranco e Milvia: lui dentista e lei suo braccio destro da ben 25 anni. Ho avuto il privilegio di essere loro ospite per una serata “Saperi e sapori” dedicata alle erbe aromatiche spontanee e ai fiori commestibili. 
Ci ritroviamo all’HotelRistorante Costantini a Magnano in Riviera sulla pedemontana, un locale che nasce da un’antica stazione di posta. Oggi è gestito con cura da Pio, generazione più recente di ristoratori della migliore tradizione enogastronomica  friulana. Qui si può trovare un’ampia varietà  di prodotti  rigorosamente stagionali unita ad una cantina fornitissima di vini selezionati italiani ed esteri.
Relatrice dell’evento e Graziella Serafin dell’azienda L’Orto Felice. La famiglia Romanelli è presente nell’agricoltura di qualità  da tre generazioni e L’Orto Felice di Luciano Romanelli nasce a partire da questa esperienza con l’obiettivo di difendere e proporre sul mercato prodotti della tradizione locale, salvaguardando le vecchie varietà di ortaggi e cereali. Dal 1989 l’azienda (che si trova nell’immediata periferia di Udine) è interamente certificata biologica: nelle colture si usano perciò solo sostanze naturali autorizzate ed elencate nei disciplinari di produzione. Lo chef del ristorante, d’accordo con Graziella, ha preparato delle ricette mirate, proprio a base di questi prodotti naturali.
In abbinamento ai piatti, i vini dell’azienda Valchiarò di Torreano di Cividale nella DOC Colli Orientali del Friuli. La cantina è nata nel  1991 per volontà di sei amici uniti dalla passione per il vino  e per il territorio e,  in poco tempo, con continui progressi e miglioramenti, nel 2006 è stata toccata una nuova tappa: l’inaugurazione della nuova cantina di Togliano, una moderna e ampia struttura  collocata in un contesto naturale stupendo.

Nella grande tavolata, ogni commensale trova al posto assegnato un mazzo di erbe aromatiche spontanee. Forse lo sapevano che adoro queste sensazioni! Mi trovo subito immersa in profumi indescrivibili, mi sento immediatamente trasportata in un verde prato, ho ricordi di bambina quando la  mia cara mamma portava  me e i miei fratelli in campagna  a correre per i prati e poi stendevamo  il plaid per fare merenda. I profumi sono esattamente gli stessi di quelle scampagnate.
Nel mazzetto trovo tutte le erbe preparate da Graziella: finocchietto selvatico, boragine, sclopit, pimpinela, rumex acetosa, origano vulgaris, tarassaco, cardomano, portulaca. Foglie e rametti di diverse dimensioni che ci deliziano il naso e la vista. “La maggior parte di queste erbe si trovano nei prati. Saperle riconoscere è importantissimo”, spiega la relatrice. “Alcune vanno condite crude assieme alle classiche insalate, altre vanno lessate e altre ancora essiccate e usate come infusi per drenare e disintossicare”.
Adesso mi è venuta l’acquolina in bocca. Per fortuna si inizia con il primo piatto: tre composizioni di burro crudo amalgamato con pimpinela, origano vulgaris e erba cipollina da spalmare sui crostini di pane. Una  vera  delizia: in abbinamento  il Brut di Valchiarò, un metodo charmat da uve pinot grigio vinificato in bianco davvero piacevole.
Ecco l’antipasto: trota salmonata marinata  con olio extra vergine e finocchietto selvatico che si abbina molto bene al secondo vino, un Sauvignon 2011 affinato in acciaio da cloni diversi che conferiscono al vino aromaticità ed eleganza. Un abbinamento azzeccato.
E’ il momento giusto per una zuppa che superlativa è dir poco. Sarà la serata uggiosa, l’autunno alle porte, ma a tavola sentiamo tutti  la voglia di qualcosa di caldo da mangiare. La zuppa è a base di  sclopit di montagna, boragine, ortica, patate a tocchetti, cipolla con crostini tostati. Un piatto delicatissimo ma di interessante struttura  sul quale degustiamo il mio amato Friulano (ex Tocai): uve da vecchie vigne, vinificate e affinate in acciaio, dalle note fruttate e il caratteristico retrogusto ammandorlato. I fiori di boragine, dice Graziella, tolgono la tristezza. Provare per credere!
Passiamo ad un altro primo: gnocchetti verdi con spinaci selvatici, farinaccio e burro fuso, altra pietanza  delicata da accostare ad un Pinot Grigio fermo, vinificato in bianco e affinato in acciaio. Vino di struttura che ben si addice agli gnocchetti.
Il piatto di carne è un guancialetto con sughetto alle erbe e contorno  di tarassaco, cordomano e bieta lessata, molto gustoso e saporito. In abbinamento un Merlot 2007 affinato 24 mesi in barrique di secondo passaggio e un anno di affinamento in bottiglia. E’ un bel rosso rubino con riflessi granati, sentori di vaniglia e frutta matura con leggera speziatura e tannini morbidi che si sposano bene alla succulenza del piatto.
Finalmente arriva il dolce. E non poteva essere che uno strudel alle mele con menta crispa di Ovaro (paese della Carnia) e salsa alla vaniglia , da degustare assieme al Verduzzo Passito 2008 (sentori netti di caramella d’orzo e albicocca e una bella freschezza che pulisce la bocca). Infine un sorbetto  inconsueto, ma piacevole, alla salvia ed ananas: a questo punto Graziella ci porta un vaso con tantissimi tipi di salvia, a fiore giallo, rosso, viola: una tavolozza d’autore!
Da questa  serata ho imparato molte cose. In particolare ad apprezzare tante erbe a me sconosciute e, cosa più importante, ho deciso che d’ora in poi, prima di calpestare un prato starò molto attenta. Cari lettori. meditate!


Links:
L’Orto Felice, via dei Carlini 31, località Baldisseria 33100 – Udine, Tel. 0432 – 602574
e-mail: lucianoromanelli@libero.it 

www.albergocostantini.com
www.valchiaro.it  

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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