di Jenny Gomez

sanlorenzo-03 Un Contado da fiaba immerso in vigne suggestive, dall’andamento sinuoso e orlate da cipressi austeri; un giovane imprenditore agricolo, Gianluca Galasso; un enologo “Benemerito”, Riccardo Brighigna; una degustazione dei suoi vini prodotti nelle quattro province d’Abruzzo; un giornalista enogastronomico de il Gambero Rosso, Alessandro Bocchetti e tanti produttori, giornalisti e bella gente desiderosa di trascorrere un’indimenticabile serata insieme all’anfitrione: Gianluca. Così il titolare della cantina San Lorenzo di Castilenti (Teramo) ha voluto festeggiare i 15 anni di sodalizio e successi insieme all’enologo Riccardo Brighigna che ha scelto di lavorare esclusivamente in Abruzzo ed è stato insignito durante l’ultima  edizione del Vinitaly  con la “Gran Medaglia di Cangrande – Benemerito della vitivinicoltura 2013”.

Dal 1890 esiste l’azienda, da quando il bisnonno di Gianluca acquistò terre e cascine da un duca e impiantò le prime barbatelle. L’onomastica aziendale deriva dal santo patrono della contrada Casabianca, la cui chiesa è stata costruita in un terreno ceduto dal capostipite di San Lorenzo.  Ecco il forte legame con il territorio. Attualmente l’azienda guidata dalla famiglia Galasso-Barbone  rappresenta la realtà a conduzione familiare più vasta del Teramano: 680.000 bottiglie, 78% della produzione all’estero, 6 negozi a marchio San Lorenzo tra Teramo e Pescara,  25.000 ettolitri circa prodotti annualmente e 150 ettari di terreno di proprietà, tra vigneti e uliveti  che formano un unico grande appezzamento esteso su tre crinali di collina. Gli impianti di  vigne autoctone e internazionali – oggetto di scrupolosa selezione clonale e massale –  accolgono tre laghetti e antichi  casolari, due dei quali ristrutturati e adibiti alla ricettività, dando vita al complesso agrituristico Contado San Lorenzo, con le magnifiche cascine La Masseria e il Giglio Rosso

Gianluca – laureato in Economia e commercio, master in Enologia conseguito a Piacenza –  attraverso un minuzioso lavoro restauro delle altre cascine vuole far rinascere a Castilenti gli storici Contado degli Acquaviva, della vicina vallata di Atri. Un valore aggiunto per il territorio, che va a completare il lavoro in sinergia con la sua famiglia, lo zio agronomo Gianfranco Barbone, i suoi collaboratori e l’enologo Brighigna. Un Contado in simbiosi con un’azienda vinicola, in una zona baciata dalla fortuna, a 20 km dal Gran Sasso d’Italia e dalle rive dell’Adriatico. Il posto ideale dove abbandonarsi al piacere di un wine tasting come quello interprovinciale proposto per festeggiare in una bella serata estiva.

I vini San Lorenzo hanno aperto e chiuso l’assaggio delle “creazioni”di Brighigna, con lode corale. Anche da un ospite brasiliano, il  giornalista Alexandre Bronzatto del magazine Gosto, presenza voluta da Bocchetti per arricchire il panel di assaggiatori. Il critico enogastronomico de Il Gambero Rosso  voleva un palato straniero, quindi diverso nel valutare e percepire gli aspetti sensoriali. Scelta lodevole quella di Bocchetti! Torniamo allo straniero, con spontaneità disarmante, un pizzico di timidezza e in italiano ben scandito ha puntualizzato: “L’Abruzzo ha ottimi vini, ma penso che l’idea di fondo di voler assecondare le logiche di mercato vi punisca. Ricordate che chi segue il mercato sta sempre dietro e mai avanti”. Scroscio di applausi per il carioca che ha sigillato nel modo migliore la degustazione di Zerosolfiti Bianco 2012 ed Escol Montepulciano d’Abruzzo Docg 2003 di San Lorenzo. Intervallati da: Trebbiano d’Abruzzo Superiore 2012 Bosco Nestore, Nocciano (Pescara); Pecorino 2012 Cantina Gentile, Ofena (L’Aquila); Cerasuolo Superiore 2012 Strappelli, Castilenti (Teramo) e Plateo 2007 Agriverde, Ortona (Chieti).

Degustazione piacevole, magistralmente guidata da Bocchetti. Degustazione che mi fa scattare immediatamente la curiosità di “afferrare” il gusto di qualche altra stella della magnifica costellazione di vini San Lorenzo. Allora, giorni dopo la bella festa annaffiata da ottimo vino ed eccellenze della gastronomia locale, eccomi immersa in un wine tasting insieme a Gianluca.  Prima di iniziare mi fa sedere attorno a un lungo tavolo antico di legno massello e vi poggia un piatto assortito con dell’ottimo prosciutto e pane fatto in casa con grano di Solina (a basso contenuto di glutine e molitura a pietra) irrorato con dell’ottimo olio. Ha inizio la parata di stelle! Badate bene, questa frase è parzialmente metaforica perché i nomi dei vini San Lorenzo, salvo pochi casi, traggono spunto dalle costellazioni. Fanno sognare i nomi di due Chardonnay lodati dalle guide: Alhena e Chioma di Berenice

Il tasting

Zerosolfiti Trebbiano 2012
Il nome parla da solo. Giallo paglierino,  di corpo e dal naso ”buccioso”,  coniazione di Bocchetti. In effetti, grazie alla lunga macerazione all’olfatto si riscontra tutta l’integrità varietale del Trebbiano, scia floreale e fruttata mai invadente – anticipata dall’impronta dei lieviti autoctoni – tocco erbaceo gentile. La gradevolezza olfattiva ne guadagna quando, con il trascorre del tempo, il vino nel calice interagisce con l’ossigeno. Sorso fresco, strutturato e persistente, per palati esigenti.

Passerina 2012
Delicatezza ed eleganza. Giallo paglierino tendente al verdolino che preannuncia note garbate al naso. Profumo più  intenso di quanto ci si aspetta. Una manciata di petali bianchi, frutta fresca, agrumi, pesca e timo invitano all’assaggio. Freschezza spiccata e mineralità incredibile.

Pecorino 2012
Invade il calice con una tonalità giallo paglierino scintillante.  Note intense di fiori e frutta croccante, mela verde. Decisamente minerale. L’assaggio è morbido e riscalda, ma la freschezza sostenuta  e la sapidità prendono il sopravvento e fanno chiudere con una piacevolissima coda dal sentore di mandorla.

Rosato San Lorenzo 2012
Blend stellare. 50% Montepulciano d’Abruzzo e 50% Cabernet. Rosa sgargiante. Profumo deciso, ma delicato, di frutta e spezie in equilibrio.  Note intriganti che invogliano a bere. Sorprendente morbidezza e freschezza infinita. Vino solo in apparenza “disinvolto”. Da assaggiare!

Sirio Cerasuolo Doc 2012
Invitante già a vederlo. Rosa cerasuolo tendente al rosso ciliegia. Regala sentori floreali e fruttati pieni ed intensi. In bocca concede la freschezza che ci si aspetta. Piacevolmente sbarazzino senza essere banale.

Casabianca Montepulciano d’Abruzzo 2011
È un autoctono rosso rubino intenso con una sfumatura porpora. Offre un bouquet persistente che spazia dalla prugna ai frutti di bosco, dalle note speziate al tocco garbato di legno, avendo maturato per 6 mesi in botte.  Al gusto è morbido, equilibrato con tannini leggermente in evidenza.

Antares Montepulciano d’Abruzzo 2010
Bel rosso rubino compatto tendente al granato. Piccoli frutti a bacca rossa e nera stuzzicano il naso insieme alla prugna matura e alla confettura. Ma non è tutto, ci sono anche chicchi di caffè tostato, una scia balsamica accattivante e un tocco speziato che non sovrasta il tutto. Coerenza in bocca, morbidezza, tannino presente, mai invadente. Archetipo di eleganza.

Aldebaran Montepulciano d’Abruzzo Doc 2012
Proviene da un cru questa stella nascente. Rosso rubino intenso con riflessi violacei. Profumo estasiante di prugna matura, more e viola. Sorso di corpo e grande struttura, freschezza e persistenza i suoi tratti distintivi all’assaggio.

Oinos Montepulciano d’Abruzzo Docg
Vino dall’ampio spettro sensoriale. Rosso rubino intenso con un ventaglio di note variegate e ben assortite. Immediata la frutta in confettura seguita da un profumo di goloso cioccolato e caffè, a chiudere un pizzico di liquirizia. L’impronta boisè è ben dosata. In bocca il tannino scalpita, senza farci scordare la  morbidezza e la freschezza e sapidità ottime.

Escol  Montepulciano d’Abruzzo Docg 2003
Austerità. Potrebbe bastare da sola questa definizione. Massa compatta nel bicchiere dal colore granato impenetrabile. Note di prugna, visciole, spezie non invadenti, lieve goudron, legno ed elegante venatura balsamica.  Coerenza al palato. Sensazione pseudo calorica e morbidezza in equilibrio con la tridimensionalità delle durezze, da manuale. Non poteva essere diversamente, si tratta di un “figlio” di vigne di quasi mezzo secolo. Vino da meditazione.

Muffato Sauvignon 2006
Un lingotto d’oro sciolto nel bicchiere, questo sembra. Suntuosità cromatica che va di pari passo con l’opulenza olfattiva fatta di un intreccio di pesche, camomilla e miele. Profilo gustativo incentrato sull’armonia. Mutuando un detto si può affermare che non tutta la muffa viene per nuocere. In questo caso la  Botrytis Cinerea, nota muffa nobile  sviluppatasi grazie alle nebbie mattutine, ha  fatto si che i grappoli usati per questo vino avessero un’alta concentrazione di zuccheri e aromi. Dulcis in fundo.

Links:
www.contadosanlorenzo.it
www.sanlorenzovini.com
altre foto dell’evento su: www.facebook.com

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A proposito dell'autore

Jenny Gomez

Jenny Viant Gomez, ma preferisco Jenny Gomez. Sono cubana, da 20 anni in Italia, laureata, giornalista freelance per scelta, sposata, sommelier, gourmet, figlia unica, ottimista ponderata, superattenta osservatrice e di poche parole. Amo viaggiare, ballare e frequentare bella gente (per me la categoria include persone di qualsiasi ceto sociale allegre, sagge, schiette e poco inclini alla recita...). Sono sempre alla ricerca di nuove cose da fare. Grosso difetto: se mi innamoro di un progetto mi ci dedico in toto. Colori preferiti bianco e nero. Detesto la maleducazione, la musica a palla e le richieste di amicizia su Facebook da sconosciuti o, peggio ancora, da persone che incrocio spesso e a stento salutano. Adoro le scarpe, le borse, lo Champagne, la sincerità disarmante dei bambini e degli alticci. Credo molto nella solidarietà, nelle affinità e poco nell'amicizia (ho solo 3 vere amiche, ma ne troverò delle altre, sono sicura). Tratto distintivo: sorriso stampato abbagliante e antistress. Scusate, continuerei, ma ho sforato di una riga...

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