di Marina Alaimo
La bella Italia la ritroviamo molto spesso silenziosa e operosa tra vigne e cantine. Attraversando lo stivale, potremmo dire che l’Italia è un grande vigneto dove ogni piccolo territorio ha il suo modo di allevare la vite, ha i suoi vitigni e vini che raccontano tutto questo con passione. Una cultura che ci caratterizza fortemente e con un certo orgoglio considerando che accompagna il nostro percorso storico da sempre.

Questa forte identità vinicola consente la conoscenza dei luoghi attraverso i vini e le persone che si dedicato a queste produzioni. Come sappiamo, la Toscana ha puntato moltissimo a comunicare il territorio passando per il mondo enoico, diventato simbolo di qualità nel mondo. I paesaggi ed i borghi del vino sono particolarmente belli, una risorsa che ha dato vita ad un enoturismo fiorente. Tanto che non si sa bene se ci si reca nei vari paesi spinti dall’interesse per i suoi vini o se è la bellezza dei luoghi ad attirare offrendo poi delle ottime etichette da provare.

Tra questi domina il nome di Montalcino, raffinata ed accogliente, arroccata placidamente sulle colline della Val d’Orcia. Proprio qui, appena fuori le mura, incontriamo la bellissima tenuta San Filippo, un borgo nel borgo. Proprio così, l’azienda racchiude un piccolo borgo incantato, con la chiesetta del 1750 a dare il benvenuto, e più corpi che ospitano la cantina, la sala degustazione e gli alloggi per gli ospiti. Il paesaggio è particolarmente accogliente e rilassante, disegnato dalle vigne, dall’uliveto e dalla macchia boschiva.

Questo è il regno di Roberto Giannelli, fiorentino che a 32 anni decide di stravolgere la propria vita perché folgorato dalla tenuta San Filippo e dal Brunello. Per intenderci, la contrada è quella delle cantine Salvioni e  Cerbaiona, nomi ben noti per l’eccellenza del vino italiano. Proprio come accade in amore, quando i sentimenti portano tempesta nei pensieri, Roberto nel 2002 decide di abbandonare il suo lavoro nel settore immobiliare per dedicarsi al borgo San Filippo e alla produzione del Brunello di Montalcino.

In vigna dà spazio solo al Sangiovese grosso e forma una solida squadra di lavoro: Patrizio Gasparinetti alla parte agronomica e Paolo Caciorgna è l’enologo. Siamo nella zona nord est, si scorge il Monte Amiata e il suolo è quello tipico, ricco di galestro e alberese su terreno a medio impasto argilloso. Sono 22 gli ettari di questa fiabesca tenuta in via San Filippo, e 10 quelli vitati, allevati a guyot e cordone speronato.

Roberto propone diverse etichette di Brunello. Tutte puntano all’eleganza e all’identità del territorio che ritroviamo con fierezza nel Brunello di Montalcino Riserva Le Lucère 2013: prende il nome dalla vigna, è deciso e trasparente, sa coinvolgere sia al naso che al palato, ha profondità nei sentori di piccoli frutti scuri come la mora, elegante il tocco di salvia e le spezie di pepe e chiodi di garofano. Conferma la sinuosità anche all’assaggio, ben ritmato dai tannini decisi e dalla freschezza che rimanda energia e invoglia il sorso.

San Filippo è in via Strada Consorziale dei Comunali loc. San Filippo 134, Montalcino (Siena).

www.sanfilippomontalcino.com