di Rossella Marino Abate

Passeggiando tra i corridoi del Salone del Gusto e Terra Madre, mi sono imbattuta in migliaia di sapori e profumi. Fra le tante opzioni buonissime ed estansianti, ho scelto di raccontarvene alcune. Per un salonegusto-01attimo mi sono lasciata rapire dall’Argentina con il dulce de leche, che ho adorato e poi dall’Australia con i meravigliosi vini bianchi, freschi e profumati. Piacevoli nostalgie. Ma ho scoperto anche la Francia dei formaggi e delle ostriche, la Georgia dei vini della tradizione in anfora, un vero legame con la spiritualità e un approccio Super-Naturale per la produzione dei vini: in particolare quelli della Winery Khareba, dai profumi inconfondibili di inebrianti spezie orientali che, una volta assaggiati, danno vita ad una esplosione di sapori mai sentita prima d’ora.
Per non parlare delle danze delle comunità africane che hanno incantato i passanti, unendo simbolicamente quello che l’uomo spesso divide a causa di guerre, profitti ed ignoranza. Sono poi approdata tra i padiglioni regionali, passando dal Piemonte alla Sicilia: un ripasso di eccellenze e scoperte di cose sempre nuove. Cioccolato, prosciutti, paste, pesto e soprattutto… vino. Piacevole conoscenza di Francesco De Franco che con la sua pacata dolcezza mi ha accompagnata a Ciró Marina e mi ha raccontato del suo Gaglioppo, dei suoi otto ettari di vigneti a conduzione biologica, della semplicità, della schiettezza e della passione riscontrati nei suoi vini.
Assistere poi agli show-cooking mi ha divertita come una bambina (chiudendo gli occhi immaginavo le mani di mia nonna che impastava ed io a fianco ad imparare con gli occhi). Pensate: ho visto come imparavano ad impastare e fare tagliatelle, come da tradizione emiliana. 

La genetica attrazione per la mia isola mi ha portato a scoprire nel mio cammino un’isola nell’isola, Salina. A dire il vero già conoscevo l’azienda agricola Virgona: Me ne avevano parlato alcuni amici, descrivendola come una realtà enologica fatta di sostanza e di persone vere. E ho constatato che è realmente così. L’azienda Virgona nasce nel 2003 con l’uscita in commercio del loro primo vino, ma in realtàè una tradizione di famiglia coltivare la terra, la Malvasia, il Corinto nero e i capperi. Infatti Daniela, insieme al marito Calogero, ha preso a cuore quello che il nonno aveva iniziato anni fa.
L’azienda si trova a Salina, isola di origine vulcanica dell’arcipelago delle Eolie, famosa oltre per le sue bellezze naturali e per il mare, anche per i suoi capperi e la Malvasia. L’azienda si estende per 6 ettari nel comune di Malfa ed è proprio la Malvasia delle Lipari DOC uno dei prodotti principali della produzione di famiglia Virgona. La Malvasia è considerata il prodotto principe dell’agricoltura eoliana (una piccola nota storica: è il vino tra i più antichi della Sicilia, varietà introdotta nell’isola dai greci nel 588 a.C.).
Il Passito è prodotto come tradizione da uve Malvasia per il 95%, e da Corinto nero 5%. Le uve vengono lasciate appassire sulla pianta e, una volta raccolte, esposte al sole sui graticci. Il colore ambrato-aranciato ricorda il sole della Sicilia con un profumo intenso e persistente di albicocca e miele. Diverse sono le produzioni dell’azienda, come il Salina rosso IGT Sicilia e Salina Bianco IGT Sicilia, ma l’ultimo nato della famiglia è uno spumante, metodo charmat, extra dry,Ruffiano, di nome e di fatto, al 100% da uve Malvasia delle Lipari. E’ questo il primo spumante eoliano con tiratura limitata di 3000 bottiglie. Un vino profumato, intenso, morbido, perfetto per le calde serate estive dell’isola.
Ma Daniela e Calogero non sono solo vvignaioli: la loro è una filiera completa, e scoprirete perché. Producono anche conserve: si passa dalla crema di Malvasia delle Lipari, alla crema di peperoncino, dalle melanzane sott’olio ai capperi sotto sale, dai Cucunci ( i frutti della pianta del cappero) a una crema di finocchietto con uva e mandorle, perfetta con un crostino, ma ottima anche da sola e per finire una crema di Malvasia delle Lipari con fiori di Cappero, credo una delle creme più buone che io abbia assaggiato. Come si prepara? Il fiore del Cappero viene immerso in infusione nella Malvasia: questo assorbe colore e rilascia profumi. Il risultato è una crema balsamica, con un leggero sapore di cappero e con un’esplosione di fiori. La continua ricerca e la collaborazione con il cuoco Nino Cannavale ha portato a sperimentare e creare il gelato Malvasia e Capperi.
E infine questi due elementi eoliani, la Malvasia e il cappero, li possiamo ritrovare anche in una linea di prodotti per la cosmesi e massaggio, sempre a Salina al l’hotel Signum:insomma, corpo e spirito coccolati. Bene. Adesso non vedo l’ora di andare a coccolare il mio corpo a Salina e ringrazio Daniela per avermi accompagnata in questo viaggio enogastronomico in un angolo della mia terra.


Links:

www.salonedelgusto.it
www.malvasiadellelipari.it
http://avitavini.blogspot.it 
www.assocuochinormanni.it
www.winery-khareba.com
www.hotelsignum.it