di Umberto Gambino
Si sapeva: l’annata 2014 del Sagrantino è stata complicata, al pari dell’annata 2017, ma per motivi diametralmente opposti. La prima è stata molto piovosa, la più recente, calda e siccitosa.
Per la 2014, l’esperienza dei vignaioli del Sagrantino racconta di un’estate con temperature inferiori alla media e con tante piogge. Il “recupero” sulla tabella di marcia, prima e durante la vendemmia ha favorito la maturazione delle uve, un po’ tardiva, con acini meno zuccherini. Chicchi sani, dalla buccia sottile, di buona concentrazione zuccherina, meno polifenoli e ben bilanciati nell’acidità, hanno portato alla produzione di vini floreali, fruttati, con note di erbe officinali e spezie e tannini bilanciati al gusto.

L’annata 2017 ha dovuto scontare un 40% in meno di uve raccolte rispetto alla 2016. In vigna, germogliamento regolare e tre giorni di gelata tardiva nel mese di aprile con perdita di produzione in alcune zone. Di contro è trascorsa un’estate asciutta e torrida (la più calda degli ultimi 30 anni) con qualche pioggia poco prima della vendemmia, permettendo una buona maturazione delle uve che sono risultate sane ma con acidità più bassa del solito.     

In sintesi, l’annata 2014 è stata classificata con tre stelle, merito dell’oculata gestione agronomica dei vigneti operata dai produttori del territorio.

Le degustazioni dei giornalisti

“Un’annata complicata che si è poi rivelata pregevole, con vini morbidi, succosi e lunghi, secondo alcuni” spiega Amilcare Pambuffetti, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco.

”Le annate 2014 e 2017 sono il risultato di un profondo cambiamento climatico in atto sul pianeta. Il viticoltore ha di fronte a sé un sfida molto complessa – spiega l’enologo Stefano Chioccioli Nel prossimo futuro l’acqua sarà il fattore discriminante per la viticoltura nel Centro Sud Italia e sarà necessario avviare una stretta collaborazione tra agricoltura e politica per innescare importanti processi di riduzione dell’impatto ambientale e salvaguardia delle riserve di acqua”. 
Saranno 987 mila le bottiglie potenziali di Montefalco Sagrantino DOCG 2017 e circa duemila quelle di Montefalco DOC.

Al di là delle “note tecniche” ufficiali, passiamo alla prova dei fatti. Gli assaggi dell’Anteprima dei 43 Sagrantino DOCG 2014, svoltasi a Montefalco, nei locali dell’antico Palazzo Comunale, non è andato affatto male, riservando – al contrario – una serie di gradite sorprese. I vini sono risultati ricchi di note balsamiche, floreali e speziate; sono evoluti il giusto, ben equilibrati, meno muscolari del solito e con tannini già ben rodati e ben lavorati. Alcuni hanno suscitato in noi emozione e plauso incondizionato.

Sala degustazione dell’Anteprima Sagrantino (ph. credits Pier Paolo Metelli)

Piacevoli sorprese: la Top 15 dei Sagrantino di Montefalco 2014 DOCG
(in ordine di degustazione) 

Lungarotti
Naso ampio, intenso, elegante, arioso, pepe nero, spezie, erbe officinali, erba tagliata, rosmarino, menta. Al gusto morbido e avvolgente, tannino nobile presente, fresco e lungo. Una sinfonia classica di profumi e sapori ben orchestrati.

Tenuta Castelbuono – Carapace
Svela un marker balsamico netto, poi si sviluppa fra rabarbaro e caffè in chicchi. E’ anche iodato e smaltato. Elegantissimo. Sorso intenso, vivace, dinamico, nella tipologia. Tannino fine, morbido, in perfetto equilibrio con la freschezza. Bel finale pepato. Lo possiamo associare ad una samba brasiliana.

Napolini
Danza nel calice un tango argentino di sensazioni scure, di more, tabacco dolce, delicato fumé e sensazioni balsamiche. In bocca è ampio, vivace, corposo il giusto, intenso, avvolgente, armonico. C’è, eccome!

Briziarelli
Sembra monocorde, poi si espande polifonico come una fisarmonica tzigana: c’è tanto pepe, nero e rosa, spezie, oliva in salamoia, sull’immancabile registro balsamico. Scorre bene, intenso, vivace, in buon equilibrio, fra durezze e morbidezze. Tannino un po’ brusco e massaggiante.

Fattoria Le Mura Saracene – Goretti
Un’allegra suonata folk, molto rurale, molto bio, tra fieno, erba tagliata fresca e fiori di campo. In bocca parte morbido, arriva grintoso e si fa sentire col tannino. Meglio al naso. Punta sulla distanza.

Antonelli
Al naso ciliegia sotto spirito, scuro, note balsamiche evidenti e floreali. Gusto avvolgente, grintoso, sapido, alcol da smussare assestare, tannino rugoso, nervoso. Bel finale di piccoli frutti scuri. E’ il Sagrantino rock, con giro di basso in evidenza.

Adanti
Note di spezie e idrocarburo, un po’ fumé. Punte aromatiche, pizzico di cenere. Sorso interessante, misurato, piacevole, bilanciato, morbido e fresco. Una piuma leggiadra come un giro di valzer.

Scacciadiavoli
Naso elegante, tra fiori e frutti, violetta e more, cenere, un pizzico di spezie. Al palato dimostra tutta la sua gioventù: un po’ tannico, giustamente sapido con qualche rotondità da smussare. Scapigliato e capellone come la Beatlemania.

Colpetrone – Tenute del Cerro
Nel calice si svela impudente, nella sua prorompente balsamicità,fra liquirizia, menta, una punta di vaniglia, già più evoluto a piccole tinte: caffè, tabacco, cioccolato. Gusto tannico e un po’ “aggressive”, ma nel complesso ben bilanciato, corposo e coerente. Piacevolmente Rithm’n Blues.

Banchi d’assaggio con i produttori

Fratelli Pardi
Sciorina spezie aromatiche, rosmarino, idrocarburo, fiori freschi, su sfondo balsamico. Sorso intenso, con tannino piacevole. Molto buono e gradevole da bere. A tutto Country!

Tenuta Rocca di Fabbri
Al naso rosmarino, incenso, cenere, chiodi di garofano, lieve idrocarburo, tutto gradevole. Gusto intenso, dinamico, pulsante, già assestato, con tannino fine e bella persistenza. Finale pepato. Un Sagrantino Pop, molto moderno!

Tenuta Alzatura Cecchi – Tenuta Alzatura
Si svela pian piano, con i suoi sentori floreali di violetta: poi ecco la sequenza di spezie come chiodi di garofano e timo, la nota iodata, lo zucchero filato, la cannella. Al sorso emerge un tannino piacevole, anche se non mostra i muscoli. Genere rilassante, “Chill Out Buddha bar”.  

Fratelli Pardi – Sacrantino
Che rosso tonico e vibrante! Un piacere per i sensi. Si apre su un ventaglio di erbe officinali, fiori freschi, violetta, confettura di more e tanto tanto balsamico. Gusto intenso, deciso e fine nel contempo, con tannini di velluto. Armonico e coerente. Per noi il migliore in assoluto del 2014! Un’opera verdiana nel calice! 

Bocale
Prima un po’ timido, poi floreale fresco e speziato, infine leggermente balsamico. Gusto morbido, corposo, piacevole. Fine e lieve, si beve che è una bellezza. Pronto sui blocchi di partenza! E’ come il delicato arpeggio di una chitarra acustica.

Tudernum – Fidenzio
Note balsamiche nette, erbe aromatiche, spezie a profusione, fiori freschi. Gusto morbido, fine, buon tannino. C’è ed è immediato. Un “riff” di chitarra elettrica, ammiccante al punto giusto.

 

 

 

 

Più altri 5 Sagrantino DOCG fra 2008 e passiti 2004

Colpetrone Tenute del Cerro – Sacer
Note lievi di tabacco e cuoio, un po’ di frutta secca, ben evoluto. Si mostra lieve, a piccole tinte. In bocca è fine, elegante, quasi morbido, dal tannino setoso.

Lungarotti
Svela gradualmente fiori appena recisi, resine e note più agresti come fieno, rugiada (senti proprio le gocce sulle foglie), fungo, sottobosco e macchia mediterranea, per un naso cangiante molto piacevole. Gusto tipico da Sagrantino, intenso, tannico con stile e avvolgente. Lungo e persistente. Mirabile evoluzione di un’annata già eccellente di suo.

Tabarrini – Campo alla Cerqua
Sa di visciola, tabacco dolce, confettura di more sotto spirito, con una pennellata di mallo di noce. Sorso davvero fine, evoluto, morbido, con un dolce finale di frutta in confettura.

Passiti 2014

Pardi
Note di visciola e fiori freschi, cannella, zuccherino. Al gusto tannino lieve, morbido, asciutto: è  dolce ma non troppo. Garbato e misurato!

Napolini
Bel bouquet floreale e di more fresche, con tanta liquirizia sullo sondo. Dolce ma non stucchevole,  morbido, con tannino ben rodato, fresco e lungo. Elegantissimo. Impressione personale: il passito di Sagrantino va bevuto giovane.

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