di Umberto Gambino
Fino a pochi anni fa (prima del 2014) il Chiaretto sembrava un vino finto, a partire dal colore rosa carico, quasi dipinto, come un rossetto per le labbra. E anche profumo e sapore parlavano di un vino ibrido, una versione marginale del Bardolino rosso con le uve non usate per il rosso, di consistenza lieve e – tornando al colore – dalla tinta rosa carico che dopo pochi mesi dall’imbottigliamento diventava di un improbabile “mattonato”. “Non era più possibile continuare a proporre vini del genere sui mercati, specialmente all’estero”, conferma Angelo Peretti, direttore del Consorzio del Bardolino. Perciò, con l’annata 2014, è scattata la “Rosé Revolution” con l’obiettivo di trasformare profondamente questa tipologia di vino rosato, non solo nel colore.

Dalla vendemmia 2014, infatti, i vignaioli gardesani hanno deciso di concentrarsi sulla produzione di un vino dal colore rosa molto pallido, più agrumato e floreale, con l’obiettivo di elevare il rosé a portabandiera del loro territorio.

Due geni (o due “pazzi” visionari) hanno creduto fortemente nel progetto: insieme ad Angelo Peretti, anche Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio dei vini Bardolino, che spiega:
“I dati del 2017 ci mostrano che il nostro lavoro sulla DOC sta dando i suoi frutti: lo scorso anno abbiamo venduto 9 milioni e mezzo di bottiglie, il 12% in più rispetto all’anno prima, il 37% del totale della denominazione. Ottimi anche i riscontri del Valtènesi Chiaretto, che è intorno ai 2 milioni di bottiglie. Questo gemellaggio fra i due Consorzi del Chiaretto in occasione dell’Anteprima ci permetterà di mettere in luce affinità e differenze dei nostri rosé, che stanno ottenendo un riscontro sempre maggiore da parte dei mercati internazionali, in particolare da quello nordamericano e scandinavo”.

L’occasione giusta per fare il punto della “revolution” tutta rosa, è stata l’Anteprima del Chiaretto 2018, evento imperdibile (ospitato come sempre alla Dogana Veneta di Lazise), per gli amanti dei vini rosati, con i suoi banchi d’assaggio dei produttori e le degustazioni che hanno coinvolto 65 aziende per un totale di 140 rosé provenienti dalla riviera veneta (Chiaretto di Bardolino, prevalentemente da uve Corvina) e da quella lombarda del Lago di Garda, per la prima volta unite nella presentazione del Chiaretto. I vini della Valtènesi (provincia di Brescia) provengono da uve Groppello gentile (in percentuale maggiore) e dai vitigni Sangiovese, Marzemino, Barbera e Rebo. La zona della Doc si estende da Sirmione a Salò, nel Bresciano.

Ecco i 10 migliori Chiaretto di Bardolino 2017, selezionati dalla degustazione alla cieca di 47 campioni.

10 Top Chiaretto di Bardolino 2017

Cantina Castelnuovo del Garda – Bardolino Chiaretto Classico Cà Vegar
Rosa antico chiaro. Profuma lampone, pepe rosa, spezie a piccole tinte. Gusto fresco, sapido, intenso, avvolgente e di buon corpo. Piacevole da bere.

Cavalchina – Bardolino Chiaretto
Rosa cipria scarico. Un po’ chiuso all’olfatto, poi si apre su pepe rosa, poche spezie e note di mandarino. Al palato si conferma intenso e vivace con una gradevole scia di agrumi e lamponi nel finale, abbastanza lungo.

Domini Veneti – Bardolino Chiaretto Classico Colle Vento
Rosa antico scarico. Sa di pompelmo rosa e fiori di campo. Sorso sapido, molto fresco, intenso, nel complesso piacevole e corposo. Chiude su una bella nota agrumata.

Le Ginestre – Bardolino Chiaretto Classico
Rosa cerasuolo lieve. Diffonde note smaltate, liquirizia, arancia rossa. Gusto sapido, misurato, di buona persistenza e piacevole rotondità.

Le Morette – Bardolino Chiaretto Classico
Rosa cipria chiaro. Si mostra gradualmente con tinte floreali tenui. In bocca è morbido, poi sapido, avvolge bene con eleganza. Delicato e piacevole. Il finale di mandarino è un bel ricordo che invita a un nuovo sorso.

Le Muraglie – Bardolino Chiaretto Classico Birò
Rosa cerasuolo scarico. Note floreali, di pepe rosa e un pizzico vegetali. Gusto molto sapido quasi tannico, corposo, persistente. Vivace, non banale.

Monte del Frà – Bardolino Chiaretto
Rosa antico sbiadito nel calice. Al naso lievi tocchi speziati, poi pepe rosa e piccoli frutti rossi sullo sfondo. Bocca contenuta, piacevole, snella, che chiude coerente su un’evidente nota di agrumi. Il migliore del lotto: complimenti!

Giorgio Poggi – Bardolino Chiaretto
Rosa salmone scarico. Si apre con petali di rosa e more, menta e sfondo speziato. Gusto intenso, avvolgente, con qualche spigolo, sapido e di buona freschezza.

Tinazzi – Bardolino Chiaretto Tenuta Valleselle I Seregni
Rosa antico. Naso prima timido, poi floreale e fruttato, ma non sfrontato. Al sorso si apprezzano la piacevolezza del frutto, la componente sapida e la freschezza, ma è meno morbido. Nel complesso piacevole e avvolgente.

Tommasi Viticoltori – Bardolino Chiaretto
Rosa antico. Al naso fiori, lime, frutta rossa fresca. Gusto piacevole, misurato, dinamico. Molto elegante, con retrogusto di pompelmo rosa. Davvero fra i migliori.

La Top 5 dei Valtènesi Chiaretto 2017

Antica Corte ai Ronchi – Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto Morena
Rosa cerasuolo scarico. Al naso pepe rosa e frutti di bosco. Gusto misurato, poi intenso, fine, fresco e sapido senza strafare. Una piuma al palato.

Avanzi – Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto “Il vino di una notte”
Rosa cerasuolo scarico. Profuma di vegetali, petali di rosa, cedro e arancia. Sapore intenso, fresco, di buona progressione e sapidità. Persistente.

Cantine La Pergola – Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto Selene Bio
Rosa cerasuolo scarico. Al naso pompelmo rosa, frutti di bosco, pepe rosa. Sorso vivace, molto rotondo, di buona progressione. La chiusura è un bel ricordo di frutti di bosco.

Pasini San Giovanni – Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto Rosagreen Bio
Rosa antico. Note lievi di petali di rosa e pepe rosa. Gusto avvolgente, intenso, con note di liquirizia nel finale. Un bel Chiaretto di corpo e sostanza.

Pratello – Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto
Rosa cerasuolo. Naso a piccole tinte balsamiche. Menta, spezie, rosmarino, incenso. Sorso morbido, rotondo, quasi dolce, torna la fragolina. Piacevole e di classe. Il migliore della zona.

Chiaretto di Bardolino – Verticale delle quattro annate 2014-2017

La “full immersion” nella Rosé Revolution non si limita all’ultima annata, ma punta i riflettori sul momento topico: cioè, quando è cominciata. Ecco perciò tre mini verticali: quattro annate di tre aziende diverse a partire dal 2014. In questo caso la degustazione riguarda solo la DOC di Bardolino. Diverse anche le zone, per tipologia e altitudine e ovviamente differenti anche i vini nel calice.

“Vogliamo copiare i vini provenzali” commenta divertito Angelo Peretti, “la Corvina non colora, non c’è più macerazione, le uve sono solo pressate”. In generale, dal 2014 si punta a togliere colore ai vini ed aggiungere sapidità. Scopriamo le differenze fra le tre sottozone: vini più pepati a Sud (Castelnuovo del Garda), note di cannella sul Lago (Lazise), chiodi di garofano più a Nord, nell’entroterra (vedi Monte Baldo). Già oggi il Chiaretto di Bardolino si fa al 95% dalla Corvina Veronese.

Nella verticale de Le Ginestre di Lazise (presente il giovane enologo Marco Ruffato) il più buono è risultato il 2014. Nel calice il rosato è virato in giallo dorato. Note di nocciola, frutta secca, chiodi di garofano, timo, salvia. E ancora chicchi di caffè e vaniglia. Gusto un po’ ondivago, fra morbido e secco, meno sapido del previsto, ma molto fresco. E’ il più avvolgente: la prova provata della longevità del Chiaretto Rosé.

Tutti buoni i Chiaretto dell’azienda Poggio delle Grazie di Castelnuovo del Garda (la più a Sud delle tre). La palma del migliore va stavolta alla 2015: il vino è di un bel rosa che vira sul giallo dorato. Un’esplosione di profumi: frutta secca, nocciola e vaniglia. Gusto rotondo, morbido, intenso, tannico, sapido, lungo. Una bomba! Complimenti a Stefano Brutti, che con il fratello Massimo è titolare della cantina.

Che dire poi dei rosati di Tenuta La Presa? Eccellenti. Una piacevole “favola rosa”. Abbiamo assaggiato il “Baldovino”, dell’azienda di Caprino Veronese (Monte Baldo), i cui vigneti si trovano a 300-400 metri di altitudine (i più alti della denominazione). Presente la giovane Susanna Pachera (in rappresentanza dei titolari, Fabio e Serena Dei Micheli).

Il Chiaretto 2014 Baldovino Tenuta La Presa è giallo dorato luminoso, quasi brillante. Profuma di nocciola secca, chicchi di caffè, the verde, miele, pepe bianco e una bella nota fumé. Un bouquet evoluto e fine. Sorso intenso, sapido, dinamico, molto lungo, persistenza da vendere. Finale di spessore e personalità. Decisamente agrumato, quasi scorza di agrume candita. Davvero emozionante scoprire le potenzialità del Chiaretto, grazie a questo vino.

Ottimo anche il Baldovino 2015. Giallo dorato luminoso. Note di erba tagliata, timo, salvia, pepe bianco, pepe verde. Palato avvolgente, intenso, fresco e molto sapido. Vivacissimo, bilanciato, lungo, con la sua nota finale di arancia amara.

Sullo stesso piano il Baldovino 2016. Stesso giallo dorato, si apre su note di fieno e vegetali, discretamente speziato. Gusto molto intenso, molto sapido, fresco, lungo e vivace. Già evoluto: corpo e anima del Chiaretto.

Marco Ruffato (Le Ginestre), Stefano Brutti (Poggio delle Grazie, Susanna Pachera (Tenuta La Presa)

In conclusione
Puntare decisamente sulla Corvina, per il Chiaretto di Bardolino, ha restituito la vera identità a una denominazione che rischiava di non avere futuro. La Rosé Revolution si vede anche dall’influsso benefico del Lago sulle uve (clima sub mediterraneo) che porta ad ottenere vini finali in certi casi, a mio parere, molto simili a vini bianchi del Sud con un potenziale di longevità ancora tutto da esplorare. Non è un’affermazione campata in aria. E’ la prova dei fatti. E poi le chiacchiere stanno zero perché i rosati Chiaretto di entrambe le denominazioni parlano da soli nel bicchiere: sorseggiarli è un vero piacere. Complimenti allora ai produttori e ai vertici dei consorzi del Bardolino e della Valténesi per il lavoro che stanno facendo: la Rosé Revolution prosegue sulla strada giusta!    

Lago di Garda, vista dalla Dogana Veneta di Lazise

www.ilbardolino.com 
www.consorziovaltenesi.it