Le festività natalizie hanno segnato la rinascita nel segno della legalità del “Café de Paris” a Roma. Il locale storico della Dolce Vita, in via Veneto, aveva visto fra i suoi ospiti personaggi del calibro di Federico Fellini, Frank Sinatra e Domenico Modugno. Poi sono seguiti gli anni della decadenza, in cui si beveva il caffè della ‘ndrangheta, fino al sequestro da parte della magistratura. E’ di pochi giorni fa la rinascita.

Proprio sotto Natale sono entrati al Café de Paris i prodotti di “Libera Terra”, frutto del lavoro dei giovani delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati ai mafiosi. L’iniziativa ha avuto il battesimo ufficiale alla presenza del prefetto e del questore di Roma e naturalmente di Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell’Associazione “Libera”.

Nel locale confiscato nel 2009 alla cosca degli Alvaro, sono oggi in vendita

l’olio calabrese coltivato sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella piana di Gioia Tauro, il vino Centopassi di Corleone, i paccheri di Don Peppe Diana dal casertano, i pomodorini, il paté di carciofi, i tarallini e le friselline provenienti dai terreni tolti alla Sacra Corona Unita. Prodotti buoni e “puliti” che rappresentano il segno del riscatto dalle mafie. “E’ questo un grande segno di speranza. E speranza vuol dire opportunità: ha il volto dei progetti concreti e della giustizia sociale”, ha detto don Ciotti. “Questo -ha spiegato- è un segno concreto di impegno quotidiano che dà buoni frutti. Il prodotto dell’azione di magistrati e forze di polizia, che mi auguro abbiano più risorse per affrontare il crimine”.

“Bisogna che tutti sappiano che questo bene ora è pulito – ha sottolineato il prete antimafia- anche le istituzioni vengano qui, al Cafè de Paris, per sostenere la ripresa dell’attività. Qui – ha ricordato don Ciotti – gli Alvaro hanno fatto i loro affari. Ora dobbiamo fare in modo che questa confisca in primo grado (guai se non diventasse definitiva) segni l’inizio di una nuova vita. La rinascita di questo locale rappresenta il potere dei segni contro il potere dei mafiosi”.

 

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