di Silvia Parcianello
Foto 14Qual è il modo migliore per impiegare il giorno dell’Immacolata, soprattutto se durante la notte un po’ di neve ha anche reso il paesaggio più magico? Decorare l’albero di Natale! Giusto, ma se l’albero è già lì, bello, con le sue lucine e le palle di vetro, e nel presepe ci sono pecorelle e statuine schierate da giorni, come si può rendere l’atmosfera ancora più magica? Ci vuole qualcosa che coinvolga anche altri sensi…ecco il profumo di un panettone nel forno sarebbe  il massimo.
Premetto che preparare un panettone in casa è un’operazione da pasticceri dilettanti un po’ fulminati, data la lunghezza delle operazioni e tutte le variabili che possono incorrere, dalla peggiore, cioè la morte del lievito a metà dell’opera, a quella contraria ovvero la pasta che lievitando fuoriesce dallo stampo di cartone, come un giocattolo degli anni 80, rendendo il forno un campo di battaglia; dalla temperatura del  forno che abbrustolisce troppo la crosta, al sapore non perfetto, troppo da pane. Altra premessa è che per un risultato decoroso è necessario munirsi di un’impastatrice o di un robot da cucina molto potente perché a un certo punto la pasta diventerà talmente forte che sarà impossibile lavorarla con le mani.

Detto questo, io in cucina temo solo due cose, la pentola a pressione e i commensali schizzinosi. Quindi bando alle ciance, ecco la ricetta che vi propongo per un panettone casalingo da 1 kg che “viene comequelli comprati” (speriamo in pasticceria…).  Lascio comunque a voi decidere se questa frase è un complimento o meno…
Per quest’anno al posto del burro ho utilizzato l’olio Evo (dal sapore delicato, quindi un olio ligure o del Garda) e devo dire che il risultato è stato pregevole per cui ve lo propongo così:

Biga
   
 80 g di farina manitoba (W350)
    15 g di lievito di birra
    40 g di acqua
 

Primo impasto
   
 la biga
    200 g di farina manitoba
     60 g di farina 00
     70 g di zucchero
     50 g di olio evo
       2 tuorli
  170 g di acqua  

Secondo impasto
    il primo impasto
    60 g di farina manitoba
    40 g di farina 00
    10 g di olio Evo
    10 g di miele
      2 tuorli
      3 g di sale
  170 g di uvetta
  170 g di arancia candita a pezzetti
    aroma vaniglia
    aroma arancia (o liquore Grand Marnier)
Seguite tutte le fasi della preparazione, secondo la sequenza numerata della fotogallery sotto all’articolo. 

 

Preparare la biga: sciogliere il lievito nell’acqua tiepida (37°), aggiungere la farina e impastare fino a ottenere un panetto. (Foto1)Foto 13
Coprire bene e mettere a lievitare in un luogo al riparo da spifferi, tipo dentro il forno spento, per circa 3-4 ore. (Foto 2)
Dovrà raddoppiare la sua dimensione. (Foto 3)
Primo impasto

Sciogliere la biga con l’acqua a temperatura ambiente, aggiungere poi la farina e lo zucchero e impastare finchè non si stacca dai bordi. (Foto 4)
Aggiungere i tuorli e l’olio. (Foto 5) (Foto 6) Impastare a lungo, perché l’impasto ha bisogno di tempo per incordarsi. Alla fine dovete ottenere una pasta molto liscia e raffinata (Foto 7)
Coprire e lasciare a lievitare nel forno spento per almeno 2 ore. (Foto 8)
Dopo la lievitazione il primo impasto sarà così. (Foto 9)
Secondo impasto
Aggiungere al primo impasto farina, miele, sale, zucchero. Quando tutto è assorbito aggiungere tuorli e aromi. Infine aggiungete l’olio e impastate per almeno 15 minuti. (Foto 10)
Ora aggiungete i canditi e l’uva passa, che  avrete messo precedentemente a bagno nel Grand Marnier. (Foto 11) (Foto 12)
Impastate brevemente per amalgamare i canditi facendo però attenzione che non si spezzino.
Ora togliete la pasta dall’impastatrice e date un paio di pieghe con le mani, poi inseritela nell’apposito stampo in carta. Occuperà circa un terzo dello stampo. (Foto 13)
Lasciate lievitare nel forno spento ma con la luce accesa finchè l’impasto non arriva quasi ai bordi.
Togliete delicatamente il panettone e preriscaldate il forno.
Cuocete a 180° per almeno 40 minuti, inserendo un pentolino con dell’acqua all’interno del forno e aprendo lo sportello ogni 10 minuti per far uscire il vapore. Se vedete che la crosta diventa troppo scura
appoggiate sopra un foglio di carta stagnola per proteggerla. (Foto 14)
Foto 16Sfornate e infilzate il fondo del panettone con due ferri da maglia. (Foto 15)
Capovolgetelo e mettetelo ad asciugare sottosopra per 12 ore. (Foto 16)
A questo punto potete invitare gli amici per il tasting. :-) (Foto 17) (Foto18)
Dimenticavo… datevi anche una pacca sulle spalle (se ci riuscite) perché se vi è riuscito siete dei bravissimi pasticceri!!!


I WISH YOU A MERRY CHRISTMAS!!


Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Silvia Parcianello

Trentasei anni, trevigiana, capelli rossi e lentiggini, tendenza all'anticonformismo. Sommelier Fisar dal 2010, dal 2012 collaboro anche con la guida "Ristoranti Che Passione". Una laurea in giurisprudenza e un lavoro in banca sono riusciti, solo in parte, a darmi rigore perché in ogni cosa cerco piacere ed emozione. Sia questo istruire un mutuo, degustare un vino, sfinirmi in piscina e dare il massimo in una gara di nuoto, provare e recensire un ristorante. O scrivere un pezzo per Wining. Il cibo e il vino sono per me sentimento, nutrimento, passione. Amo i sapori decisi, le grandi acidità e le grandi dolcezze, i piatti tradizionali con pochi artifici, i prodotti di stagione e del mezzogiorno d'Italia. In casa mia è difficile trovare un pomodoro a dicembre, non fosse altro perché sa di plastica. Si racconta che cucini piuttosto bene, ma solo per chi amo . Se sento il bisogno di nutrire una persona invitandola a cena significa che mi è entrata nel cuore. Nell'era del web e dei social resto legata alle sensazioni, che spero di riuscire a trasmettere con foto e scritti. Perché per me la gioia più grande è emozionare.

Post correlati