di Patrizia Pittia
Carissimi lettori, conosco da molto tempo Renato Keber, uomo serio,riservato, di poche parole, ma dalle idee ben chiare. E i suoi vini non sono mai banali: sono di sostanza, come lui. Gli avevo promesso che avrei visitato la sua azienda e finalmente si è presentata l’occasione.

E’ una caldissima domenica d’inizio agosto quando con gli amici enoappassionati saliamo sulle splendide colline di Zegla, a Cormons, sul Collio, ai confini con la Slovenia, territorio ideale per la viticoltura di qualità. E’ qui che il bisnonno Franc aveva messo radici ai primi del 1900 quando c’era ancora il dominio austriaco. Renato ci accoglie nella bellissima, nuova struttura, che unisce azienda e abitazione, da dove si dominano i vigneti. “Le colline di Zegla – spiega Keber – godono di un microclima eccezionale, grazie all’esposizione favorevole e ad un’escursione termica ideale. Il resto lo fa il terreno: le marne arenarie (ponka) che in questa zona conferiscono ai vini eleganza, longevità e una finezza particolare”.

I vigneti di Zegla

Il vigneto del Friulano e uno stile delineato in viticoltura
Prima di visitare la cantina, Renato ci accompagna in quello che è il “suo mondo”: la vigna del Friulano (l’ex Tocai). Scendiamo per la strada sterrata e, nonostante il caldo afoso, una leggera brezza d’aria ci accompagna in vigna. Renato ha sempre creduto nelle potenzialità del Friulano che, proprio in questa collina, raggiunge qualità eccezionali. Il metodo di Renato Keber? Niente diserbo e prodotti sistemici, viticoltura biologica, solo rame e zolfo in pochissima quantità. Ormai non manca molto alla vendemmia: i filari sono di un verde sgargiante, i grappoli sono ricchi di uva sana e le aspettative altissime. Renato è orgoglioso delle sue viti e non lo nasconde. Gli ettari vitati sono una quindicina: 11 qui a Zegla, 2 a Cormons e 2 al confine di Plessiva. Allevamento a Guyot, 4500 piante per ettaro e bassa resa. Si punta in prevalenza sui bianchi, come gli autoctoni Friulano e Ribolla Gialla, gli internazionali Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay. Non mancano le varietà a bacca rossa: Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon.

Renato Keber con la figlia Tereza

La cantina nuova
La nuova cantina è stata costruita pochi anni fa. L’idea di partenza era una chiesa a due navate su due piani con posizionamento Est-Ovest per collegarsi alla vecchia barricaia. Le tre bottaie sono collocate nei piani intermedi, ai lati, protette da vetrate a vista, con barrique e tonneaux. Dalla passerella in ferro ci si affaccia  al piano sottostante con panorama sui contenitori in acciaio, la pressa per la spremitura e la linea di imbottigliamento. Le uve vengono immesse per caduta, per mantenere tutte le caratteristiche organolettiche e transitano poi nella diraspatrice.

Saliamo quindi nella torretta a due piani, dalle alte pareti con soffitti in legno, dove al primo piano si trova la splendida sala degustazione con le sue grandi porte-finestre che si affacciano sui vigneti. Al piano di sopra, una grande sala per gli eventi. Le scale interne sono in pietra piasentina chiara del Carso, mentre i muretti esterni fanno riferimento alle cave della vicina Cividale del Friuli.

Pranzo-degustazione all’agriturismo Zegla
Per la degustazione scendiamo ai piedi della collina, dove sorgeva la vecchia cantina. Ovviamente, vicino a un grande uomo non può che esserci una grande donna e Savina, la moglie di Renato gestisce l’agriturismo che conta sei alloggi. Non mancano le sorprese: incontriamo la figlia Tereza, quinta generazione della famiglia, diplomata in Enologia all’Istituto Paolino d’ Aquileia di Cividale del Friuli e ora pronta a varcare l’Università di Trieste, Facoltà di Chimica: è già da diversi anni che aiuta il padre per l’accoglienza, seguendolo pure nelle impegnative giornate del Vinitaly. Renato ci tiene a ribadire che tutti i suoi vini sono delle Riserve, anche se produce due linee: la Classica e la Grici (cima). Due progetti e due stili diversi: per la prima, macerazione e affinamento in acciaio; per la seconda vengono usati in maniera non invasiva tonneaux e botti.

La degustazione 

Friulano 2015 “Zio Romi” (dedicato allo zio Romano)
Un giorno di macerazione dopo la diraspatura, fermentazione in acciaio con lieviti indigeni dove sosta due anni, un ulteriore anno di affinamento in bottiglia. Il vino è giallo intenso. Offre sentori di frutta, fiori di campo e nocciola; al sorso è sapido e di grande mineralità, intenso, caldo e complesso, di grande eleganza.

Friulano Zegla 2012 (nasce dal progetto Zegla cru)
Due giorni di macerazione e fermentazione sulle bucce a cui seguono 15 giorni di fermentazione del mosto in botti di Slavonia dove riposa un anno, poi due anni di affinamento in acciaio e altri tre in bottiglia. Giallo dorato, sentori di mela caramellata al forno, pasticceria, idrocarburi. In bocca è sapido, fresco e avvolgente, di finezza gusto olfattiva. Ha un grande potenziale di invecchiamento.
In abbinamento, Savina si è sbizzarrita con finger food deliziosi: filettini di orata cruda e pomodorini, branzino all’olio evo e crostini al baccalà mantecato.

Sauvignon “Grici” 2008
Due giorni di macerazione sulle bucce, fermentazione in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri dove riposa un anno, poi due anni in acciaio e ulteriore affinamento in bottiglia solo nella versione magnum. Proviene da vecchi viti di origine francese. Al naso sambuco, poi note vanigliate e sentori di erbe aromatiche. Grande freschezza al palato dove ritornano le note vanigliate: è avvolgente, sapido, di lunga persistenza. Certamente longevo. Da tenere in cantina come un gioiello: purtroppo dal 2010 non è più in produzione, perché costretti ad estirpare la vigna.

Ribolla Gialla “Extreme 2009
Una vera chicca. Un vino pensato e creato nel 2001. Nasce da uve ben mature, poi 45 giorni di macerazione e fermentazione sulle bucce, con follature frequenti per migliorare l’estrazione degli aromi. Quindi un anno in botte da 20 ettolitri, tre anni in acciaio e ulteriori tre anni di affinamento in bottiglia. Bellissimo giallo ramato, un bagaglio aromatico intenso dal quale emerge la frutta sotto spirito. Al sorso freschezza e grande mineralità: non facile, di spiccata personalità. Dovete sapere che i vini di Renato non sono immediati: hanno bisogno di tempo per aprirsi e farsi conoscere, esattamente come il carattere della gente friulana.

Merlot “Grici” 2008
E’ questo un vitigno che in Friuli Venezia Giulia ha trovato il suo habitat. Perciò possiamo definirlo praticamente un autoctono. E Renato ha un debole per il Merlot. Dopo 30 giorni di macerazione e fermentazione, si affina due anni in tonneaux, tre anni in acciaio e altri due in bottiglia. Rosso granato, sentori di frutta rossa, spezie dolci, note di sottobosco. In bocca tannini equilibrati ed eleganti, caldo e avvolgente.

Ribolla Gialla passita 2008 
A degustazione conclusa, scherzando, chiedo a Renato se, per caso, ci fa assaggiare un vino dolce, sapendo che non lo produce. E lui? Non si scompone. Si assenta pochi minuti e ricompare in sala, portando alcune bottiglie da mezzo litro di Ribolla Gialla passita: un’autentica sorpresa per tutti noi! “Un esperimento”, lo definisce Renato, in un’annata particolare: da 1300 chili di uva è riuscito a produrre 225 litri di vino e oggi ha deciso di condividere con noi questo nettare. Il vino (una chicca) ha fatto tre mesi di appassimento naturale nelle cassette sul fienile, un anno di fermentazione, due anni in barrique e ultimo affinamento in bottiglia. Al naso note mielate, dattero e albicocca candita, in bocca, sapidità e freschezza, una vera goduria: un passito che ti invoglia a berne ancora. Chapeau!
In abbinamento torta al cacao, cioccolato fondente e pesche saturnine caramellate, una mia creazione per gli amici.

Si conclude così una giornata indimenticabile! Renato Keber e i suoi vini sono una certezza assoluta. Grazie a lui e a tutta la sua famiglia che ci hanno fatto sentire a casa.

“Sono sempre stato attratto da profumi secondari e terziari, così apprezzo i vini che sono espressivi e che hanno vitalità sufficiente per restare giovani. I pregi dei terreni del Collio mi aiutano a raggiungere questi obiettivi” (Renato Keber)

Azienda Agricola Renato Keber – loc. Zegla 15, Cormons (GO)

www.renatokeber.com 
info@renatokeber.com

Alloggio Agrituristico Zegla – località Zegla 19 Bis, Cormons (GO)
savinaprincic@yahoo.it 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

Post correlati