di Umberto Gambino
Il vino rosso italiano, forse più trendy e più amato all’estero, a febbraio mette l’abito buono e si presenta in società. Su di lui si sprecano paragoni, aggettivi e analisi di mercato. Per me, per noi di Wining, è semplicemente l’Amarone della Valpolicella tout court.

Se parlassi solo da sommelier avrei qualche imbarazzo nel trovare l’ideale abbinamento cibo-vino. Io lo berrei “da meditazione pura”, a fine giornata, dopo cena, davanti a un caminetto acceso. Poi fate voi. Libera interpretazione! Ma non voglio entrare qui in disquisizioni che lasciano il tempo che trovano. Questo vino ha una storia, un territorio, vitigni tipici, un’anima e tanti interpreti (i viticoltori), ognuno dei quali fa la sua parte (e non recita, fa tremendamente sul serio), dando vita, anno dopo anno, a etichette dalle mille sfaccettature. Il risultato? Molteplici pennellate di rosso nei calici, qualitativamente eccelse, profumate e diverse, emozionanti e non banali, in certi casi entusiasmanti. L’Amarone non è mai uguale a se stesso. L’annata 2015, presentata in anteprima al Palazzo della Gran Guardia di Verona, è per noi a 5 STELLE, riscattando quella incerta 2014.

Com’è questo 2015?
Profumi aperti, complessi, molto centrati sulle spezie e su tanto pepe, sul balsamico e con meno frutta rossa sfacciata, note evolute che qua e là affiorano. Eleganza al top e meno muscoli.

Che gusto ha?
Tanta roba, ma sistemata per benino. Intensità, non robustezza, una bella verve sapida, sorso agile e piacevole. E nota non da poco: mamma mia come lavorano bene i tannini i viticoltori della Valpolicella! La formula magica? Tanta botte grande e barrique ridotta all’essenziale. Nota di merito, per un grande rosso: non si finisce mai di berlo, molte bottiglie assaggiate si sarebbero svuotate presto! Lo definirei un “vino femminile”. E pazienza se non siete d’accordo. Io resto della mia idea.

E’ pronto l’Amarone 2015?
Non vi dico che sono tutti già perfettamente equilibrati perché non è così. Dico che si beve senza problemi anche adesso, ma vorrei assaggiare le stesse bottiglie fra due-tre-cinque anni. Aspettatelo e immaginate la soddisfazione! 

Le aziende presenti all’Anteprima …
Sono state 63 le aziende partecipanti all’Anteprima dell’annata 2015 organizzata dal Consorzio tutela vini Valpolicella con 68 campioni: 29 vini già imbottigliati e 39 campioni di botte.

… e quelle assenti per scelta
Non hanno partecipato, anche stavolta, le cantine affiliate alle Famiglie dell’Amarone: è un’associazione nata nel 2009 che raggruppa 13 aziende storiche della Valpolicella: Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti, Venturini e Zenato.

Ma in queste note vi parlo delle aziende socie del Consorzio e dei loro vini in anteprima. Sperando che sia l’ultimo anno  in cui dobbiamo citare una “divisione” interna alla stessa denominazione. Vorrei proprio non si ripetesse ciò: per la buona immagine di un vino così importante, noi di Wining auspichiamo vivamente una pacifica “reunion” sotto lo stesso ombrello (il Consorzio) di tutte le cantine che producono Amarone!  

Venti racconti di … rosso Amarone 2015

La Top 10 dei vini già imbottigliati

Accordini Stefano – Amarone della Valpolicella DOCG Classico “Acinatico”
La nuova cantina di famiglia, la più alta della Valpolicella Classica, lavora le uve coltivate a Fumane nei  vigneti a 550 metri di altitudine. Una scelta forte: il recupero della viticoltura tradizionale, alla ricerca di sensazioni estreme nel calice. Mi piace per le sue note un po’ pepate, di rosa fresca e di caffè tostato. E’ chiaro che deve digerire  il legno (neanche troppo), ma ha tempo per farlo e i tannini sono ben rodati. E poi c’è lascia in bocca quel gradevole plus di amarena matura. Affina per due anni in botti grandi e tonneaux di rovere. Uvaggio classico: Corvina, Rondinella e Molinara. E’ già in commercio, pronto a sfidare il tempo.

Albino Armani – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Vigneti a Marano, maturazione in botte grande. Convince per i suoi profumi giovani e complessi allo stesso tempo: floreali, di ribes maturo e speziati mentre il sorso è diritto, vivace, senza ostentare troppo, con una piacevole vena sapida. Un Amarone “nature” già in commercio.

Aldegheri – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Qui siamo a sant’Ambrogio. Affinamento per l’85% in botte grande, per il 15% in barrique di primo, secondo e terzo passaggio. Note di erbe officinali e spezie aromatiche che si distendono in un bouquet ampio. Gusto robusto, molto fresco, sapido e rotondo al punto giusto. La sua carta vincente è nell’equilibrio del sapore e te lo bevi tutto d’un fiato. Corvina, Corvinone, Rondinella e una minima percentuale del vitigno Dindarella. Disponibile alla fine del 2019 ma per me è già a posto così.

Antiche Terre Venete – Amarone della Valpolicella DOCG
Questa cantina nasce dall’incontro, più di un secolo fa, delle famiglie Sancassani e Degani, entrambe con la passione per la terra. Siamo in Valpantena, a Sezano, dove i vigneti si distendono in una splendida forma ad anfiteatro. Il vino affina in barriques di rovere per 12-18 mesi. Il risultato nel calice è un bell’Amarone grintoso, con il suo piacevole residuo zuccherino, anche un po’ Old Style. E’ di un rosso cupo, dalle note scure, molto pepato e con una visciola che emerge prepotente, succosa, anche in bocca. Tannini da manuale. Grintoso.

Cà dei Maghi – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Piccola realtà di sette ettari vitati nel territorio di Fumane, deve il suo nome alla leggenda: “Si narra di una casa sulla collina con le scintille che escono dal comignolo e la polenta che scompare nella griglia”. Perciò “là ci sono i maghi”, si diceva in paese. Ma il vino com’è? Punta più sulla sostanza che sull’eleganza, ma è un gran bel bere. Profuma di amarena, pepe nero, rosa fresca e scorre piacevole, con soddisfazione per il palato, grazie a tannini vivaci e al frutto che ritorna nitido. Bello concentrato. In commercio

F.lli Degani – Amarone Classico della Valpolicella DOCG “La Rosta”
Sempre a Fumane, ma con vigneti anche a San Pietro in Cariano, nasce l’Amarone che mi ha colpito più di tutti. Il vino viene lasciato maturare in barriques per 24-36 mesi e dopo l’imbottigliamento affinato in bottiglia per alcuni mesi. Nel calice si esprime senza tentennamenti, molto centrato sul pepe nero, sulle more, su tinte di sottobosco. E poi nel sorso c’è tutto quanto si può desiderare da un grande rosso moderno: composto, intenso, vivace, anche di struttura. C’è davvero tutto. Già in commercio

La Collina dei Ciliegi – Amarone della Valpolicella DOCG
Se c’è un Amarone che profuma e ha il gusto netto di ciliegia, eccolo nel calice. La Collina dei Ciliegi by Massimo Gianolli, non si smentisce neanche stavolta. Terre vocate di Valpantena, non passa inosservato per la sua immediatezza e ricchezza: ciliegia fresca e anche in confettura, floreale di rosa, pepe rosa, tabacco dolce, che denotano la verve decisamente “morbidosa” del vino. Al gusto più eleganza che struttura. Già pronto.

San Cassiano – Amarone della Valpolicella DOCG
Una piacevole sorpresa. Nasce da vigneti a Mezzane di Sotto, gestiti dal giovane Mirko Sella che ha proseguito la tradizione di lavoro nei campi del nonno Albino, mezzadro. Il vino affina in barrique di rovere francese (70%) e il restante in rovere americano. Nel calice risaltano pepe, un po’ di fumé, spezie dolci e rosmarino. La bocca è fine, elegante, piacevole, ben composta, tannini di gran foggia. Non lunghissimo, ma ben fatto. In commercio a novembre.

Tinazzi – Amarone della Valpolicella DOCG “Ca’ de’ Rocchi . La Bastia”
Sapevate che i “tinazzi”, nell’antica tradizione veronese, erano i recipienti simili a botti dove si metteva l’uva pigiata a fermentare? Ebbene la famiglia Tinazzi è legata al vino anche dall’origine del nome. Oggi Tinazzi è un importante gruppo enologico, con sede a Lazise e proprietà in Valpolicella e in Puglia. Piacevole naso di zucchero filato e confettura di lamponi. Al palato è vivace e progressivo, intenso, non deborda mai, finissimo nei tannini fini. Davvero appagante. In commercio

Zeni 1870 – Amarone Classico della Valpolicella DOCG “Vigne Alte”
Vigneti e cantina a Fumane, vicino alle cascate di Molina. Ecco un Amarone possente, dalle note già evolute di chicchi di caffè, tabacco, cioccolato fondente, pepe nero, su sfondo balsamico. Tanti colori al naso e tanta intensità al gusto, grintoso, avvolgente, di grande freschezza, e tannini levigati. Tanta roba e tanto fascino nel calice. Già in vendita.

La Top 10 dei campioni di botte

Non ancora pronti, a giudizio dei produttori, per essere immessi in commercio, bisogna immaginarli o prevedere come saranno fra un anno o più. Non è impresa facile, ma in questi che leggete sotto, c’è davvero tanta stoffa e… posso azzardare che “Saranno famosi”.

Marinella Camerani – Amarone della Valpolicella DOCG “Botte 50 – Vigneto Adalia”
L’azienda racchiude due proprietà, a Mezzane di Sotto: Adalia e Corte Sant’Alda. Questo campione proviene dalla prima – la botte 50 ed è destinato (forse) a diventare l’etichetta “Ruvaln”. Ci si accorge subito che ha una grande facilità di beva. Un Amarone sincero e non troppo morbido.  Naso pepato, lieve floreale, sfondo balsamico. Gusto deciso e molto fresco, dai tannini rugosi. Dal 2020.

Dal Cero in Valpolicella – Amarone della Valpolicella DOCG
I terreni si trovano nella zona est della Valpolicella, su una terrazza naturale dalla quale si gode uno spettacolare panorama di Verona. Affinamento di 4 anni in botti da 20 ettolitri e tonneaux. Intensità, spessore e profondità sono le caratteristiche sia al naso che in bocca. Molta frutta rossa, lampone, amarena, ciliegia e poi rose fresche. Al palato si fa sentire come un pugno di ferro in guanto di velluto. E’ sapido, molto fresco, con tannini nervosi. Ha stoffa. Disponibile a fine anno.

Flatio – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Lui è Flavio Fraccaroli da San Pietro in Cariano, che ha ereditato dal padre Mario tutti i segreti per lavorare bene l’Amarone. E non solo. Oltre a Corvina, Corvinone e Rondinella c’è un 5% di Terodola. Affinamento in botte grande da 25 hl per 12 mesi e altri 24 mesi in barrique e tonneau francese. Naso netto, semplice, ben decrittabile, tra fiori rossi e lamponi. Più composto il gusto,  non strong, più elegante che robusto. Deve aggiustarsi un po’ ma, grazie alla grande freschezza, il pronostico è favorevole. Dal 2020.

I Tamasotti – Amarone della Valpolicella DOCG
Vigneti a Mezzane di Sotto per l’azienda della famiglia Brusco che, dopo il relais e il ristorante punta forte sulla valorizzazione del vino di territorio. Solo tre ettari vitati. Affinamento per tre anni in barrique e 12 mesi di bottiglia. Ne vien fuori un Amarone Classico dal gusto rock, vivace e per nulla lento, con qualche pausa e molte accelerazioni. Morbido e corposo. Nel calice si sente molto il pepe, il rosmarino, il ginepro, e poi esce la rosa fresca e l’immancabile amarena. Pronto da aprile 2019.

Noemi Pizzighella

Le Guaite di Noemi – Amarone della Valpolicella DOCG
Noemi è stata in un certo senso la piccola star dell’Anteprima. Lei è Noemi Pizzighella, classe ’94, giovane produttrice con i suoi bei tre ettari vitati a Mezzane, dati in regalo dal padre Stefano. Non solo: Noemi vanta un altro primato: è la più giovane Donna del Vino italiana. Il suo vino è davvero giovane nel calice, ma ha grandissime potenzialità. Si esprime pepato, erbaceo, fra un misto di vegetale e frutta rossa sullo sfondo. Sorso fresco, tannico, lungo il giusto, ma si allungherà di più. Vivace ma non troppo. Sarà pronto nel 2023-2024.

Massimago – Amarone della Valpolicella DOCG “Massimago”
Eccola Camilla Rossi Chauvenet, un’altra “stella” contesa dell’Anteprima. Difatti c’è sempre la fila al suo stand per degustare i suoi vini o solo per scambiare quattro chiacchiere. La tenuta e i vigneti, in Mezzane, sono di proprietà della famiglia Cracco Rossi-Chauvenet. Camilla ha preso in mano l’azienda nel 2003 e nel 2008 ha cominciato a produrre vini biologici al 100%. E Massimago cosa significa? Dal latino “maximum agium” e cioè “massimo benessere”. L’Amarone rimane in botte di rovere per 30 mesi, seguono 12 mesi in bottiglia. Nel calice si esprime giovane nei profumi, con tinte di zucchero filato, cannella e visciola fresca. E’ intenso e vivace in bocca, più elegante che corposo, lungo e avvolgente. Un Amarone di moderna concezione che piace al gusto dei giovani. Dal 2020.     

Mi è piaciuto molto anche il Massimago 2015 Conte Gastone, Amarone ancora più fresco e immediato. Un vino da bere “facile e quando si vuole”, come dice Camilla. Si sente tutta la matrice argillosa dei terreni da cui provengono le uve: è pepato, floreale, agile in bocca, scorre e va giù che è un piacere. Il vino nasce dall’esigenza di godere un bel calice di Amarone in qualsiasi momento della giornata. Bellissima l’etichetta d’autore. In commercio.   

Giacomo Montresor – Amarone della Valpolicella DOCG Classico “Capitel della Crosara”
I vigneti sono in Valpolicella e la cantina proprio a Verona città. Il vino è incentrato su note calde, pepate, poi affiorano la viola e profumi di mora e liquirizia. Gusto composto, ben bilanciato. Piace e convince per i tannini fini, la sapidità e un finale coerente di frutta rossa fresca. Non è un “vinone” e punta più sull’eleganza. Da aprile 2019

Secondo Marco – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Marco Speri rappresenta la quinta generazione di una famiglia di vignaioli storici che a Fumane ha il suo regno. I suoi vini sono profondi, intensi e non appesantiscono mai. Non si smentisce con il suo pimpante Amarone che fa maturazione di tre anni e sei mesi in botti da 50 hl e 12 mesi di affinamento in bottiglia. Nel calice spiccano rose fresche, more e una spolverata di pepe mentre il sorso gode già di rinfrescanti tannini levigati. Marco è un vignaiolo paziente: il vino sarà pronto dall’aprile 2022. E noi siamo d’accordo con lui.

Valentina Cubi – Amarone della Valpolicella DOCG Classico “Morar”
Potremmo ben dire: “Fumane uber alles”. E’ in questo specifico territorio della Valpolicella Classica che ho scovato i campioni più interessanti. Non fa eccezione Valentina Cubi che, con il marito enologo Giancarlo Vason, ha fatto del rispetto assoluto per la natura la strada maestra del suo stile enologico. Il suo Amarone “Morar” necessita di almeno 5 anni tra produzione ed affinamento. Tant’è che sarà disponibile solo dal 2021. Matura in barrique o botte grande per 36 mesi, poi affina in bottiglia per altri 12 mesi. Il calice trasmette sensazioni fresche di amarena dolce, chiodi di garofano e violetta mentre il sorso è fine, elegante, non smisurato, con tannini già piacevoli. Uno dei preferiti in assoluto.

Zymè – Amarone della Valpolicella DOCG Classico
Zyme in greco significa lievito. C’è tutto il mondo e la visione dell’enologia secondo il produttore, Celestino Gaspari, che ormai ha svoltato seguendo la strada della sostenibilità in vigna e in cantina. I suoi vini (Amarone in primis) sono conosciuti e richiesti in tutto il mondo e lui non si fa certo pregare per presentarli soprattutto ad appassionati e influencer con gli occhi a mandorla. Successo meritato grazie a tanti vini “stilosi” e di gran foggia. I vigneti sono a San Pietro in Cariano. L’Amarone che assaggio matura in botti di rovere di Slavonia per 5 anni, poi 12 mesi di affinamento in bottiglia. Nel blend anche Oseleta e Croatina. Si fa un po’ desiderare al naso, poi affiorano sentori di amarena, spezie dolci, fiori rossi freschi e pepe nero. Il gusto spinge molto sulla freschezza e tannini morbidi. Ha strada da fare, ma la stoffa c’è, e si sente. Pronto alla fine del 2020.

E 10 Amarone delle annate precedenti in breve

Ai banchi d’assaggio, parlando con i produttori, ho apprezzato anche alcune annate precedenti.

Famiglia Cottini – Monte Zovo – Amarone della Valpolicella DOCG 2014 “Monte Zovo”
Me lo fa assaggiare il giovane Mattia Cottini. Nasce dalle vigne di Caprino Veronese. E’ lineare, piacevole, sapido, tanto lungo. Convince molto al gusto.

Bolla – Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2012
Naso speziato, molto pepe, fiori rossi e meno fruttone. Bocca molto fresca, intenso, equilibrato. Ancora 9 mesi in bottiglia.

Le Guate di Noemi – Amarone della Valpolicella DOC 2008
Prendete un vino di 17,5% alcol e lo scoprite perfettamente equilibrato. E’ l’Amarone 2008 delle Guaite. Gran classe, struttura e leggerezza al palato, bouquet intenso e caratteristico.

Le Bignele – Amarone della Valpolicella DOCG 2013
Vince per la sua concentrazione quasi palpabile al palato, tanto frutto, sostanza e progressione. Apprezzato in mercati nuovi dell’Est: Vietnam, Thailandia e Birmania.

Tinazzi – Amarone della Valpolicella DOCG 2012 “Tinazzi”
Vino equilibrato, di forza, sostanza, con note evidenti di rose rosse e fragoline di bosco.

Massimago – Amarone della Valpolicella DOCG 2012
Note di frutta rossa, floreale, pepe rosa, tabacco dolce, in un mix elegante. Agile e bevibile, meno struttura del consueto tradizionale.

Cantina Valpantena – Amarone della Valpolicella DOCG 2013 “Torre del Falasco”
Un Amarone easy, dritto, bevibile, di qualità/prezzo, a soli 20 euro. Dove lo trovate?

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani – Amarone della Valpolicella DOCG 2012
Vigne a Negrar. Molto equilibrato, piacevole, fresco, profumato. Presentato da Giovanni Bertani.- Il Bosco 2001

Gerardo Cesari – Amarone della Valpolicella DOC 2001
Note evolute, lungo, piacevole, fresco, strutturato, elegante.

La Collina dei Ciliegi – Amarone della Valpolicella DOCG 2010
Frutta rossa fresca, amarena, ciliegia, more, pepe rosa, balsamico. Intenso, persistente, calibrato, evoluto il giusto. 

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