Il Territorio 
Il territorio dell’Amarone della Valpolicella Docg comprende 19 comuni della fascia settentrionale della provincia di Verona, da est a ovest, con le vallate di Fumane, Negrar, Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano e Marano: è questo il territorio denominato “Valpolicella classica”. L’Amarone si produce anche in Valpantena, la vallata adiacente.

Tra storia e leggenda
L’Amarone ha un illustre antenato che risale al quarto secolo dopo Cristo: è l’Acinatico. Lo descrive Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti: era un vino ottenuto con una speciale tecnica d’appassimento delle uve, prodotto nella terra denominata Valpolicella (nome che secondo alcuni deriverebbe dal latino “Vallis-polis-cellae” e potrebbe significare “Valli dalle molte cantine”).

Passarono i secoli e si ebbe il Recioto, un vino dolce (il cui nome deriva dal termine dialettale “recia”, cioè orecchia, perché in origine era utilizzata solo la parte più alta e meglio esposta del grappolo).

L’Amarone nasce perché un cantiniere distratto aveva dimenticato il Recioto in una botte per più tempo del solito. Una fermentazione prolungata che da vino dolce lo aveva fatto diventare amaro. Da qui il nome “Amarone”. Quando è successo? Molte cantine della Valpolicella se ne attribuiscono la paternità, ma forse “l’errore benefico” risale al Sedicesimo secolo.

La tecnica e le uve
“Unica al mondo”, ma oggi molto imitata all’estero, consiste nell’appassimento delle uve (solo grappoli sani, raccolti manualmente) Corvina, Corvinone, Rondinella e altre (Oseleta, Molinara) nei fruttai fino alla fine di gennaio. In questo periodo gli acini si svuotano di acqua e concentrano gli zuccheri per disidratazione. Il periodo di appassimento, fino a una decina di anni fa era di 120 giorni. Oggi, a causa dei cambiamenti climatici, per diverse cantine è sceso a 60-90 giorni. Seguono la pigiatura degli acini essiccati e la fermentazione alcolica con macerazione. Il grado alcolico dell’Amarone può variare da 14 a 17. 

Hanno detto dell’Amarone: frasi da ricordare
“L’annata 2015 dell’Amarone? La migliore degli ultimi 30 anni, paragonabile se non migliore alle annate 2011, 2001 e 2000”. (Daniele Accordini, enologo della Cantina di Negrar).  

“L’annata 2015 è caratterizzata da una forte complessità aromatica sostenuta da un corpo giovane e nervoso con profumi di frutta (fresca, matura, confettura), spezie (come nel 2013), vegetali (erbe fresche e aromatiche) e balsamici (menta, cedro)”. (Diego Tomasi, del Crea di Conegliano).

“Con il 2015 l’Amarone ha raggiunto la sua piena eleganza e maturità di stile aromatico e gustativo”. (Olga Bussinello, direttore generale del Consorzio Tutela Vini Valpolicella).

“L’Amarone oggi è un vino di grandissimo successo sia in Italia che all’estero, ma è una denominazione ancora giovane rispetto ad altre grandi Doc, che risente della propria giovinezza”. (Andrea Sartori, presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella).

“Bisogna evitare di abbassare i prezzi e scongiurare fenomeni di svalutazione del brand; si deve puntare sullo sviluppo di un’offerta turistica premium sul territorio”. (Andrea Sartori)

I numeri dell’Anteprima Amarone 2015
Quanti partecipanti:
in totale 3.000 sono stati presenti alla Red Week di Anteprima Amarone, 200 tra giornalisti ed esperti internazionali, wine lover e operatori del settore.
Quante aziende: 65 con 68 etichette dell’annata 2015, in degustazione nella tre giorni veronese.
Quante bottiglie: circa 14 milioni le bottiglie di Amarone prodotte con un giro d’affari di 334 milioni di euro, per il 65% destinato ai mercati esteri (Germania, USA, Svizzera, Regno Unito, Svezia in primis).

Export e Mercati
L’Amarone chiude il 2018 con un giro d’affari di 334 milioni di euro e con un meno 6% sul 2017 a causa della frenata sul commercio estero in alcuni Paesi chiave e per effetto, tra l’altro, della povera annata 2014 (-4,6% l’imbottigliato). Un saldo che risente della cattiva performance in Germania (-40%).
E se Cina e Giappone danno segnali di crescita interessanti pur con una quota di mercato ancora emergente (5%), l’Amarone vola nel Regno Unito in prossimità della Brexit con un +15% a valore. Bene anche gli Usa, secondo mercato estero con + 3%, mentre le vendite calano in Svizzera (-5%), Canada (-4%) e Svezia (-6%).
Complessivamente la Germania rimane il primo mercato per l’export di Amarone con una quota di mercato del 16%, tallonata ora dagli Usa (15%) e dalla Svizzera (12%). Poi Regno Unito (11%) e Svezia. In totale l’export per l’Amarone vale il 65% delle vendite.
(fonte: Consorzio tutela vini Valpolicella)