di Umberto Gambino
Ha ancora senso scrivere un articolo su un evento avvenuto a Merano due settimane fa? Se sei un giornalista, sai già la risposta: no! Non si sfugge alla legge inesorabile dell’avvenimento nuovo che “divora” quello vecchio. Tanto più oggi, in un’era iperdigitalizzata che brucia notizie a ritmo supersonico, senza guardare in faccia volti, vite, anime, passioni.
Io però con quelle facce, vite, anime e passioni sentivo di avere un impegno morale che mi alimentava dentro il magone. E allora ho pensato di auto aggiungermi un aggettivo alla professione “giornalista”. Perciò, detto fatto, ho deciso di definirmi “giornalista coscienzioso” per poter raccontare l’istruttivo e appagante incontro avuto con quelle facce, vite, anime e passioni che si chiamano le “Donne del Vino del Trentino – Alto Adige”.ddvtre 01

Credetemi: valeva la pena esserci, a Merano, solo per questo appuntamento, gestito con classe, eleganza, sensibilità propria dell’animo femminile. Davvero al di fuori del caos in crescendo del Wine Festival ufficiale. D’altra parte (ormai è arcinoto) se dicono che sono sempre circondato da donne (Angels & Premiate), allora tanto vale stare al gioco.
L’occasione: i festeggiamenti dei 25 anni dell’Associazione nazionale “Le Donne del Vino”. La location: hotel Aurora(che fantasia, cara Endrici… toh … Aurora!). L’ora: le tre del pomeriggio, freschi di premiazione delle Corone per la guida Vinibuoni d’Italia Touring. L’ambiente è davvero incantevole e le Donne del Vino sanno come riscaldarlo, con cortesia, raffinatezza e determinazione. Sono in otto produttrici, tutte in prima linea nelle rispettive aziende, che vogliono assumersi le loro responsabilità. Le guida la presidente Elena Walch, unica altoatesina della squadra, al completo, seduta sugli sgabelli, pronta a sciorinare note di vinificazione come fossero le “favole per bambini”. Quei bambini siamo noi, ospiti, giornalisti, appassionati, tutti curiosi di degustare otto straordinari vini.

Si parte con quattro Trentodoc tutti ovviamente Metodo Classico.
A turno, come in un vero “women show wine” nel salotto di casa propria, le otto donne, una alla volta, presentano ciascuna un vino da loro stesse scelto. Eccoli:

Moser – Trento Doc 51,151 non millesimato
, Chardonnay 90%, Pinot nero 10%.
Francesca Moser racconta che “il vino prende il nome dal record dell’ora stabilito nell’84 dal papà”, l’allora campione di ciclismo Francesco Moser, divenuto vignaiolo a tutto tondo: il primato era appunto 51 chilometri e 151 metri. Lo spumante affina per il 20% in grandi botti di rovere da 25 ettolitri con un periodo minimo di 24 mesi di maturazione sui lieviti. E’ una bollicina “sprint” (tanto per restare in tema), dal perlage fine e persistente, immediata nei profumi, fragranti, fruttati e floreali che richiamano il tepore della campagna trentina. Al gusto si estende senza incertezze, denotando sapidità e freschezza notevoli. Complimenti a tutta la famiglia Moser.

Letrari – Trento Doc “Qore” Brut Riserva 2008, Chardonnay in purezza.
S
ui lieviti per 40 mesi. Lo presenta la dolce e “vulcanica” Lucia Letrari. Perlage molto fine e molto persistente, naso all’inizio su toni vegetali, poi vanigliati e di frutta gialla matura. In bocca va come un “Frecciarossa”, progressivo, fresco, sapido con un piacevole retrogusto agrumato. Che sia un vino in divenire e di certa prospettiva lo si capisce anche dal fatto che è stato sboccato appena due mesi fa.

Maso Martis – Trento Doc “Madame Martis” – Riserva 2004, 70% Pinot Nero, 25% Pinot Meunier, 5% Chardonnay.
A raccontarlo è Roberta Stelzer, autentica espressione del versante artigianale del Trentodoc. La conferma? Solo mille le bottiglie prodotte. Nel calice si apprezzano tutti i nove anni trascorsi a contatto con i lieviti. Il naso è un’esplosione di frutti tropicali, aromi fragranti, pane tostato mentre in bocca è fine, mai fuori registro, denso, sapido, vibrante e morbido. Si avverte la misura e l’eleganza dei tre vitigni che lo compongono. Eccellente senza riserve.

Ferrari – Trento Doc “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” 2002. 
100% Chardonnay dal vigneto Maso Pianizza sito in alta quota.
Un vino che definire solo “spumante” sembrerebbe  riduttivo, presentato in anteprima dalla brillante 
Camilla Lunelli. Perlage finissimo e molto lungo. Al naso un bouquet affascinante che sa di caramella d’orzo, lieviti, liquirizia, fiori gialli, scorza d’agrume candito: sentori nel complesso freschi per un vino complesso e che tuttavia è ancora giovane e di prospettiva. Al sorso è morbido, lungo, avvolgente, sapido, fresco, con bel ritorno di note floreali, fruttate, tostate. Un’opera d’arte della natura trentina!

Elena Walch – Gewurztraminer “Kastelaz” Alto Adige Doc 2012.
Dal cru omonimo a 300 metri sul livello del mare, presso Termeno, nasce questa delizia aromatica presentata dalla stessa carismatica ed energica Elena Walch. Vinificato esclusivamente in acciaio, con basse rese è un nettare intenso e abbagliante, fra note di banana, erbe aromatiche, cannella, una punta di idrocarburo, spezie, litchi, rosa e gelsomini. Il tutto in una sequenza mai banale. Il gusto è pieno, levigato (morbido), fresco, delicato, di buona persistenza. Un vino in cui si specchia la personalità della produttrice. Inebriante!

ddvtre-20Maso Poli – Pinot Nero – Trentino Doc Superiore Doc 2010
Il primo dei tre rossi è proposto da Valentina Togn, bionda e determinata vignaiola di Lavis. Il vino appare risoluto e garbato al tempo stesso, lo specchio riflesso di Valentina. Al naso spiccano fiori rosa, amarena, vaniglia e sottobosco. In bocca è fresco e sapido, poi emerge un tannino vellutato e ben lavorato. Se proprio vogliamo proseguire il gioco dei sessi, è un vino “maschile e femminile” al tempo stesso. 

Vallarom – Pinot Nero – Vallagarina Igt 2006
Qui siamo nell’ambito dell’agricoltura biologica pura “sposata” da Filippo Scienza, proprietario ed enologo dell’azienda in Vallagarina che è qui rappresentato dalla sposa, Barbara Mottini. La quale ha spontaneamente fatto “outing”: “Io sono piemontese e prima di conoscere Filippo non mi piaceva il vino”. Oggi, invece, è diventata un’autentica e brava Donna del Vino trentina. Questo Pinot Nero è uno dei migliori da me assaggiati negli ultimi anni. E’ puro, elegante, senza compromessi: si esprime con pennellate di frutti di bosco, spezie dolci, cannella. Il gusto è progressivo, coerente, vellutato, fine, dai tannini rotondi e con una nota di sapidità, dovuta ai terreni calcareo-dolomitici, che lo caratterizza. Un esempio riconoscibile e perfettamente “naturale” di  Pinot Nero.

Endrizzi – Teroldego Gran Masetto – Vigneti delle Dolomiti Igt 2009. 
Teroldego al 100% dal vigneto Masetto.
Christine Endrici chiude il lotto delle bravissime donne vignaiole. Il Gran Masetto è un vino aristocratico, di spessore, che riesce a farsi notare anche fra altri rossi di eccellente qualità. Al naso ecco i toni surmaturi (tre mesi di essiccamento delle uve che perdono il 35% del loro peso), di marmellata,  spezie, caffè, vaniglia, noci tostate. Dà il meglio di sé in bocca: risulta equilibratissimo, con tannini levigati, di gran struttura e lungo finale. Un Teroldego coi fiocchi, da gran tavolata, che invoglia subito ad essere bevuto di nuovo.

All’evento – organizzato e presentato dalla bella e brava Aurora Endrici (anche lei Donna del Vino), con l’ufficio stampa di Uta Radakovich – hanno partecipato per la prima volta anche due donne chef e ristoratrici che hanno preparato originali e colorati finger food per gli abbinamenti cibo-vino: Sonya Trafoyer del “Ristorante Kuppelrain” di Castelbello (BZ) e Silvana Segna della “Locanda Alpina” di Brez in Val di Non (TN).

Considerazioni finali: un appuntamento come questo, collaterale al Merano Wine Festival, ci voleva proprio. Ci ha consentito di trascorrere un paio d’ore rilassanti, piacevoli, anche didattiche (per studiare e capire meglio dove va il vino Trentino). Con una valutazione concreta non da poco: le vignaiole di questa regione sanno fare squadra, sono competenti, dinamiche e si sono finalmente dimesse da quel luogo comune chiamato “quote rosa”. Sono loro quelle che prendono le decisioni, sono loro il futuro del vino. E non solo in Trentino ed Alto Adige!

Links:
www.letrari.it
www.masomartis.it
www.cantineferrari.it
www.elenawalch.com
www.masopoli.com
www.vallarom.com
www.endrizzi.it
www.ledonnedelvino.com/delegazioni-regionali.php?regione=Trentino
www.kuppelrain.com/it/restaurant.php
www.locandalpina.it
www.aurora-meran.com