di Patrizia Pittia

vistorta-14 In una piovosa e fredda domenica di fine primavera ho portato i miei cari amici enoici in un’ azienda e tenuta storica: Vistorta dei Conti Brandolini d’Adda a Sacile, nel cuore delle Grave del Friuli,  zona occidentale,  a cavallo del fiume Tagliamento. Una visita da tempo programmata, sentita e fortemente voluta.
Siamo ad un’ora di macchina da Udine.  La famiglia Brandolini (già capitani d’armi per l’antica Repubblica di Venezia) acquistò la tenuta  con il grande parco nel 1780, poi vennero costruite la villa, la barchessa e le case coloniche.

Per l’accoglienza troviamo la gentile Patrizia Salatin, responsabile commerciale e amministrativa e Alec Ongaro, enologo, che segue la produzione da circa vent’anni ed è di fatto il  braccio destro del conte Brandino, purtroppo non presente oggi per precedenti impegni.

Alec  ci racconta che Guido Brandolini nell’800 costruisce l’attuale struttura aziendale, basata su  concetti moderni. Brando Brandolini negli anni 50 ristruttura la villa e il parco con famosi architetti e paesaggisti. Tocca poi a Brandino Brandolini , laureatosi in agraria alla Texas a & M University, dopo una lunga esperienza nell’azienda di famiglia di Chateau Greysac nel Bordeaux, progettare, nell’85, una riqualificazione di Vistorta sul modello francese.

 

Le Grave e il Medoc

Da queste parti, nelle Grave, il terreno è argilloso-calcareo (come nel Bordeaux e nel Medoc) ideale per le uve rosse: la scelta cade così sul vitigno Merlot.  Con la collaborazione del noto enologo francese Georges Pauli iniziano i primi impianti dei nuovi vitigni. Essenziale si rivela la scelta di integrare cloni di tre provenienze diverse: dagli antichi vigneti di Vistorta, dalla Francia e da selezioni italiane (16 piccoli appezzamenti diversi tra loro per età e per tipo  di clone).
A Vistorta gli ettari  della tenuta sono duecento: 24 ettari coltivati a vigneto di cui 16 per il Merlot. Ora Alec ci porta nella vecchia Barchessa, tipica costruzione su tre piani. Al piano terra la vecchia cantina con grandi botti di legno non più in uso. Saliamo una vecchia scala, davanti  a noi un grande soppalco vuoto che fino agli anni cinquanta veniva utilizzato come allevamento per i bachi da seta; ai lati alcuni camini dove, nelle giornate fredde, veniva acceso il fuoco per riscaldare i bachi stessi.

Che strana sensazione mi prende! Quante cose sono successe in pochi anni! Saliamo all’ultimo piano che veniva utilizzato come deposito di cereali. Alec racconta che suo nonno, da ragazzino, ha lavorato in quel deposito.
Torniamo giù e, visto il brutto tempo, non riusciamo ad andare in vigna. Tocca ora a Patrizia portarci a visitare una serra dove si trovano più di mille varietà di orchidee.
Poi, di nuovo in auto, con Alec e Patrizia, andiamo a Cordignano, a pochi chilometri, dove si trovano gli impianti di vinificazione e la cantina. Qui, sotto la Barchessa, ci accoglie uno  spiraglio di sole. Il terreno di questa zona è sabbioso-limoso, adatto solamente per i vini bianchi: 150 ettari di cui 28 a vigneto. Dopo la vendemmia, le uve bianche subiscono diverse tecniche di vinificazione con presse meccaniche per una giusta estrazione delle sostanze aromatiche. La fermentazione alcolica prosegue nelle cisterne in cemento per  rimanere  6-7 mesi sui lieviti con battonage settimanali.

 

Il Merlot Vistorta stile Medoc

Per il Merlot Vistorta il tipo di allevamento in vigna è guyot – cordone speronato: scelta dei germogli e diradamento, solamente 50 quintali per ettaro, accurata attenzione al momento della vendemmia e vinificazione diversificata per ogni singolo appezzamento.

“Ci sono voluti anni di studio – racconta Alec Ongaro poi una tecnica soffice di vinificazione, nessuna azione meccanica, follature manuali, né chiarifiche né filtrazioni, l’uso attento del legno, barriques  di rovere francese di diversi passaggi a grana fine e tostatura minima, per ottenere una giusta evoluzione del vino che viene degustato ogni quattro mesi: il rapporto vino-legno non dura più di 12 mesi”.

Il Treanni
Oltre al Merlot Vistorta, il conte Brandino ha voluto fortemente il “Treanni”:  ’da un’idea ispirata alla filosofia dei Non Vintage Champagne, il “Treanni” unisce tre annate consecutive di Refosco del Peduncolo Rosso, Cabernet Franc, Merlot. Il vino giovane  rimane un anno in vasca per apportare freschezza; il vino di un anno si affina per 12 mesi in barriques di rovere francese e il vino di due anni matura per 12 mesi in botti di 3300 litri: alla fine dei tre anni vengono assemblati  per ottenere un rosso di grande piacevolezza e complessità. Dal 2005 l’azienda ha la certificazione  biologica.

Tokai in Ungheria
Nel 2000, il conte Brandino ha acquistato una tenuta di cinque ettari in Ungheria, nella zona del Tokai, assieme all’enologo francese Samuel Tinon che si è appassionato a questo vino creando Tokai di altissima qualità. Dicono di Samuel che è certamente più ungherese dei francesi e il più francese degli ungheresi.

In cantina troviamo poi le diverse cisterne di cemento, colorate di bianco per i vini bianchi e rosse per i vini rossi, grandi botti in legno e diverse barriques di rovere francese.

Ecco le note di degustazione

Friulano 2012
– bel giallo paglierino, al naso sentori di frutta e note floreali; in bocca piacevole, fresco, di bella struttura e con note ammandorlate.


Sauvignon 2012
–  giallo verdolino, belle sensazioni aromatiche al naso di peperone verde e foglia di pomodoro, seguite da note fruttate; al primo sorso si sentono la stessa aromaticità e intensità gusto olfattiva. E’ sapido e molto elegante.


Treanni 2008
– un bel rosso rubino intenso, al naso sentori vinosi, frutta rossa e note vegetali; al gusto tannini eleganti e fra i tre vitigni spicca il Merlot per un vino davvero piacevole.


Merlot Vistorta 2007 
rosso rubino, al naso frutta rossa matura e note balsamiche, in bocca tannini eleganti ma ancora giovani, complesso e intenso: una interessante evoluzione nel tempo. Questo Merlot è il frutto di una perfetta lettura del territorio.

Complimenti  all’azienda  che è riuscita a realizzare veramente un grande merlot e sentiti  ringraziamenti a Patrizia ed Alec, vera anima pensante, per la disponibilità dimostrata e per averci regalato tre ore molto intense.
Mentre scrivo le ultime righe di questo reportage, arrivata la dolorosa e triste notizia che Marie, la cara moglie del conte Brandino, è mancata prematuramente. Tutti noi, insieme ad Umberto Gambino, curatore di Wining, ci uniamo al dolore di tutta la famiglia. Un abbraccio grande e un forte incoraggiamento ad andare avanti.

Link:
www.vistorta.it

www.samueltinon.com  

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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