di Germana Grasso

Si avvicinano le feste natalizie, si sistemano gli addobbi, si acquistano i regali e si pensa a tutte quelle necessarie frivolezze che ci riportano bambini, ci addolciscono l’animo e ci alleggeriscono le ore. E poi c’è la sparkle-02tavola: come dimenticarla? Si stendono sulla carta i menu per il cenone della vigilia e per il pranzo di Natale e di Santo Stefano ed ogni anno il “dilemma”: tradizione o innovazione? Come avviene a teatro, quando un attore protagonista è esaltato o sminuito dalla sua “spalla”, così accade a tavola. Ciò che decideremo di mescere nei nostri calici esalterà o svilirà ciò che sarà nei nostri piatti. Una tendenza che si sta consolidando è quella di abbinare gli spumanti a tutto pasto, non solo sul panettone e sul pandoro o sugli struffoli (lasciatemi passare un omaggio alla mia terra), quindi. E poi le bollicine sono le più indicate per far festa!
Nel settore della spumantistica l’Italia sta crescendo, sfiorando punte di eccellenza finalmente degne della fama enogastronomica del nostro Bel Paese. Un dato testimoniato anche dalla nuova edizione di “Sparkle. Bere spumante 2013”, edita da Cucina & Vini e presentata nelle lussuose sale del Grand Hotel Excelsior di Roma.

La guida, giunta all’undicesima edizione, offre un vasto panorama della spumantistica italiana, presentando 924 vini. In testa la Lombardia con 335 etichette, 268 delle quali della Franciacorta. Segue il Veneto con 329 etichette, con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore a farla da padrone. E poi giù per lo stivale, fino alla Puglia. Il dato che fa riflettere riguarda l’assegnazione delle “5 sfere”, simbolo con cui la redazione di Cucina & Vini premia i migliori spumanti italiani. In questa edizione sono ben 55, una crescita così non era mai stata registrata, ha affermato in conferenza stampa il direttore Francesco D’Agostino.
A margine della presentazione della guida, ampio spazio è stato dato ai vini premiati, tra cui il Franciacorta Cabochon Brut 2008 di Monte Rossa, “Vino dell’emozione Sparkle” premiato dalla Diam Bouchage, azienda francese produttrice di tappi di sughero a tecnologia avanzata; il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Dry 2011 di Bortolomiol, che si è aggiudicato il premio Tre Marie “Da Donne a Donne 2013” per l’eccellenza femminile, essendo l’azienda trevigiana gestita da quattro sorelle. Infine il Vittorio Puiatti Oltre il Metodo Blanc de Noir Extra Brut 2006 di Puiatti, premiato dal Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop, per il  miglior abbinamento. Non è la prima volta che questo latticino tipico della Campania, di difficile abbinamento, trovi un compagno ideale in uno spumante friulano.
Confesso che non poteva essere indicato un periodo migliore per stappare le bottiglie. Di seguito troverete alcune delle degustazioni secondo me più interessanti e, chissà, potreste trovare qualche “bollicina” che vi intrighi a tal punto da accompagnarvi per le prossime  festività.

Il Tasting dei 10 migliori assaggiati a “Sparkle”
Franciacorta Cabochon Brut 2008 – Monte Rossa: brillante dal perlage finissimo. Questo spumante profuma di frutta a polpa gialla, di pesca, di fiori e di pastarelle dolci. Al palato è cremoso ed avvolgente. Armonico ed elegante, un vino prezioso come il nome che porta: il taglio di una pietra di valore. Nasce da Chardonnay al 70% e Pinot Nero al 30%.
Soldati La Scolca Riserva D’Antan Brut 2000 – La Scolca: giallo dorato, dalla consistenza quasi liquorosa e dal finissimo perlage. Al naso una piacevole nota smaltata cede il passo a fiori bianchi e frutta polposa e matura. Al sorso è cremoso, lascia in bocca un finale dolce di brioche e di pesca sciroppata. Morbido ed equilibrato dal finale raffinato. Millesimato di uva Cortese al 100%, fa undici anni sulle fecce.
Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé Extra Brut 2006 – Bellavista: brillante e luminoso giallo paglierino con riflessi dorati e dalla spuma che dirada lentamente, consistente e dal finissimo perlage. Al naso è molto intenso e intriga per la fragranza della crosta di pane, della frutta gialla matura con finale di fette biscottate dolci e vanigliate. Sentori di crema pasticciera e di brioche. In bocca è cremoso e persistente, elegante ed armonioso. Chardonnay al 65% e Pinot Nero a 35%.
Cuvèe Imperiale Vintage Brut 2006 – Guido Berlucchi: perlage finissimo e lento. Al naso è ampio ed elegante dai sentori di crosta di pane, biscotti, frutta a polpa gialla matura, fiore di vaniglia. Al sorso risulta più austero, con piacevole sapidità e calore persistente.  Chardonnay al 55% e Pinot Nero al 45%.
Franciacorta Casa delle Colonne Zero 2005 – Fratelli Berlucchi: giallo dorato dal sottile  perlage. Al naso è ampio e piacevole: la frutta lascia spazio prima a note floreali delicate ed infine al pan brioche rustico. Al gusto è morbido e persistente, fruttato con finale di vaniglia e burro di cacao. Equilibrato tra Chardonnay e Pinot Nero.
Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry 2011 – Bortolomiol: giallo paglierino dalla spuma compatta e persistente. Ha sentori che spaziano dalla frutta gialla matura alla frutta esotica (banana in primis), crema pasticcera, caramella gelèe alla frutta. Al sorso sono confermati i sentori percepiti all’olfatto. Elegante Glera.
Vittorio Puiatti Oltre il Metodo Blanc de Noir Extra Brut 2006 – Puiatti: giallo paglierino dalla spuma fine e persistente. Al naso è minerale, sulfureo al primo impatto. Seguono fiori freschi, note agrumate e crosta di pane appena sfornato. In bocca ha una  buona struttura acido-sapida persistente, che ben si sposa con l’acidità della mozzarella di bufala. E’ un Pinot Nero.
Gran Cuvée del XXI secolo Brut 2007 – D’Araprì: tonalità dorate, consistente e dalla spuma sottile. La nota smaltata cede il passo ai sentori floreali, alla crosta di pane ed alle persistenti note tostate ed agrumate. In bocca è cremoso e persistente, di interessante austerità che soppianta le note dolci percepite al naso. Bombino Bianco al 60%, Pinot Nero al 20% e Montepulciano al 20%.
Trento Perlè Nero Extra Brut 2006 – Ferrari: bel dorato brillante e dalla spuma sottile e poco persistente. Al naso fette biscottate dolci, note vanigliate, frutta gialla matura si fondono per un finale quasi liquoroso. Al sorso è caldo e sapido, persistente e secco. Un bilanciato Pinot Nero.
Alto Adige Riserva Hausmannhof Brut 2003 – Haderburg: giallo paglierino con riflesso dorato, consistente. Al naso sentori di burro di cacao, vaniglia, prodotti da forno, pesca sciroppata e fiori freschi. Al palato è elegante e persistente. Uno Chardonnay aristocratico.


Links:

www.cucinaevini.it
www.monterossa.com
www.scolca.it
www.bellavistasrl.it
www.berlucchi.it
www.fratelliberlucchi.it
www.bortolomiol.com
www.puiatti.com
www.darapri.it
www.cantineferrari.it
www.haderburg.de
www.diam-cork.com
www.tremarie.it
www.mozzarelladop.it