di Daniela De Morgex
Il Chiaretto col rosa chiarissimo del Lago di Garda, di Bardolino e della Valtènesi.
Il Cerasuolo con le uve di Montepulciano dell’Abruzzo.
Il rosa corallo del Negroamaro del Salento e il buccia di cipolla del Gaglioppo di Cirò.

Parliamo della grande varietà dei vitigni che determina la ricchezza dei vini rosa italiani e dell’ultimo appuntamento di degustazione della F.I.S.A.R. Delegazione di Manziana Monti Sabatini, che stavolta ha avuto luogo presso il Consorzio Lago di Bracciano, sul lungolago, intitolato “VIVA I ROSATI !”.

 

Con l’usuale professionalità dei suoi sommeliers, è stata presentata una bella selezione di oltre 50 vini rosa provenienti da tutte le regioni d’Italia: una tipologia di vino che all’estero è molto richiesta e bevuta, specie in Nord Europa, USA e Cina, ma che qui in Italia, nonostante da un paio d’anni sia in netta risalita, non ha ancora superato la soglia del 7-8% dei consumatori.

Iniziamo dunque a valorizzare le singole identità dei nostri vini rosa, a cominciare dai loro diversi colori, per poter poi apprezzare le specifiche identità territoriali.

E a diffondere la cultura del bere rosa ci pensa Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, costituito lo scorso marzo e che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore (Bardolino Chiaretto, Valtènesi Chiaretto, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte Rosato e Bombino Nero, Salice Salentino Rosato e Cirò Rosato) con l’obiettivo di dare una spinta decisiva, non solo dal punto di vista promozionale, ma anche economico-culturale, ai più significativi territori vocati alla produzione di questa tipologia di vino.

L’attenzione del consumatore si vanifica se però non trova riscontro nei prodotti offerti nelle enoteche e nelle carte dei vini dei ristoranti. Pertanto auguriamoci un effettivo ampliamento della proposta dei prodotti attualmente a scaffale e nelle carte dei vini.

 

Ringrazio Silvia Zannetti (Delegata Fisar di Manziana Monti Sabatini) che mi ha carinamente voluto accompagnare durante il percorso degustativo di sabato scorso e qui di seguito vi propongo i 10 migliori assaggi per WINING.IT.

Coenfer – Triskell 2014 – Rosé Brut Metodo Classico 2014
Da uve Mayolet coltivate nell’Enfer di Arvier, in Val d’Aosta, ecco uno spumante metodo classico prodotto dalla cooperativa Coenfer. Nel calice profumi intensi di mirtilli e fresie mentre in bocca scorre morbido e avvolgente con un bel finale di arancia rossa.

Tenuta Elisabet – Metodo Classico Rosè 2013 – extra brut
E’ l’extra brut da uve Pinot Nero prodotto dall’azienda di Elisabetta Pagani dalle uve dell’Oltrepò Pavese. Sui lieviti per 24 mesi. Perlage fine, persistente. Note di lampone, crema pasticcera, anice. E’ morbido, con piacevoli note zuccherine, equilibrato e dal finale ammandorlato. Ne berresti a litri senza stancarti.

Altemasi Rosè
Prodotto con uve Chardonnay e Pinot Nero. Permane 15 mesi sui lieviti. Rosa tenue con riflessi ramati, perlage fine, persistente. Note di ribes, mela rossa, il sorso è ricco, fresco, morbido, avvolgente, di buona struttura. Bell’esempio di Trentodoc rosato.

Guerrieri Rizzardi – Fior di Rosa
Spumante extra dry da 70% Corvina, 20% Rondinella, 10% di Sangiovese e Molinara.
Frutti rossi e spezie dolci, sorso delicato, spumeggiante, sfizioso. Perfetto con aperitivi salati.

Tenuta Valdelli – Rosa del Bacino 2018
90% Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e 10% Lambrusco Salamino di Santa Croce.
E’ il rosato prodotto da una piccola cantina di Sassuolo: uno spumante mix di due tipologie di Lambrusco. Nel calice un bel rosa salmone, perlage fine e persistente con le sue note di fragola e lampone, dal gusto molto fresco e sapido che accarezza delicatamente il palato.

 

 

Santa Barbara – SensuaDe 2018
Dai tre autoctoni marchigiani Lacrima di Morro d’Alba, Vernaccia di Pergola e Moscato rosso. La creatura rosé del geniale Stefano Antonucci esprime melagrana, fragoline di bosco, fresie con il suo sorso consistente, lungo, in cui riemerge l’anima della Vernaccia.

Tenuta Ulisse – Merlot Rosé Brut s.a.
Si trova a Crecchio sulle colline di Chieti, l’azienda dei fratelli Antonio e Luigi. Lo spumante è un metodo Charmat da uve Merlot davvero ben fatto e sorprendente per tutti i suoi aspetti. E’ fragrante, cremoso, offre al naso fragoline di bosco, melagrana, ribes, petali di rosa mentre in bocca è rotondo, corposo, esplosivo, quasi sensuale.

Cantine Capitani – Rosalago 2018
Nata con il nome di Trevignano Vini, Cantine Capitani è un’azienda autoctona del Lago di Bracciano, la cantina di casa insomma. Il Rosalago è un bel rosato da Sangiovese in purezza che esprime ribes, fragoline, mela rossa, fresie e accarezza il palato grazie alla sua freschezza e sapidità.

 

 

 

Antico Palmento – Rose del Sud 2018
A Manduria, nel cuore del Primitivo, c’è la cantina Antico Palmento di Bruno Garofano. Rose del Sud è il classico, intenso, piacevolissimo rosato pugliese: tinta corallo, melagrana, rose fresche e piacevolezza di beva infinita.  

 

 

Murgo – Murgo Brut Rosé da Nerello Mascalese vendemmia 2016, sboccatura febbraio 2018
Fra i primi a puntare sulla spumantizzazione delle uve etnee, Murgo convince anche con il Rosé da Nerello Mascalese. Sui lieviti fino a tre anni, è un metodo classico ben riuscito. Lampone, ciliegie e pepe rosa al naso mentre il sorso è avvolgente, spumeggiate, cremoso, di grande acidità e persistenza.