di Irene Catarella

Ho avuto modo di essere invitata ad una degustazione “en primeur” nel padiglione del Consorzio Franciacorta, all’interno di EXPO 2015, a Milano. Si tratta dell’anteprima del Biondelli Brut Millesimato “Première Dame” 2011. Joska Biondelli, che dall’ambiente della finanza è ritornato a coltivare e gestire la tradizione vitivinicola di famiglia, ha presentato in anteprima questo nuovo prodotto di cui saranno messe in circolazione circa 3000 bottiglie. Il Biondelli Brut, un Metodo Classico da Chardonnay in purezza che è rimasto a contatto con i lieviti per 40 mesi: viene prodotto solo in annate particolari senza aggiunta di zuccheri e liqueur. L’impressione sensoriale rimanda ha un piacevole bouquet di biancospino, zagara, susina bianca, burro fuso e note iodate unitamente ad un profilo minerale che ne permea la lunghezza.

I molti personaggi  della stampa e del settore presenti hanno potuto apprezzare anche gli altri vini della gamma Biondelli: il Brut e il Satèn. Quest’ultimo ha aperto le danze con la sua anima delicata e inebriante creata da un’esplosione floreale impreziosita da sfumature di miele di acacia, pesca bianca e meringa che lo rendono fresco, senza dimenticare la nota grintosa data dalla clausola “black” al sapore di liquirizia. Il Biondelli Brut”, come il Satèn, è prodotto interamente con Chardonnay proveniente dalla vendemmia 2012, ma nel caso del Brut le uve provengono da due vigneti, Nave e Paini, capaci di imprimere ai vini rispettivamente struttura e freschezza. Da poco vincitore dei due prestigiosi premi “Best in Class” come “Best Franciacorta” e “Best Blanc de Blancs” al concorso mondiale organizzato annualmente da Tom Stevenson, “Biondelli Brut” denota una veste poliedrica di albicocca essiccata, mandorla tostata con un’impronta finale di liquirizia, qui accompagnati da tinte di anice stellato.

Claudia Bondi ha sapientemente guidato il percorso degustativo con la tradizionale e spontanea amabilità che la caratterizza.

La famiglia Biondelli nasce con la vocazione alla viticoltura. Per questo motivo, Joska Biondelli ha puntualizzato il fermo intento di produrre vini che conservino e rispecchino il sapore autentico della terra di Franciacorta senza orpelli aromatici aggiuntivi che possano spersonalizzare tale vocazione. I dieci ettari di vigneti sono ubicati a Bornato, zona dalla particolare composizione del terreno denominata “moreniche sottili”, che evidenzia quelle note erbacee e profondamente complesse di cui i vini devono farsi portavoce. Si tratta di vigne che fin dalla fondazione dell’azienda, datata 2010, sono state lavorate con un rispetto pressoché totale dell’ecosistema, culminato con la certificazione biologica nel 2014.
Sicuramente rimando a tutti a seguire l’evoluzione a lungo termine del protagonista della degustazione, il Biondelli Brut Millesimato del 2011, per scoprire la personalità che tirerà fuori durante la sua “crescita”.