di Adele Elisabetta Granieri

poliphemo-03– Gran Caffè Gambrinus, “I Luoghi del Vino”, manifestazione promossa dall’ associazione “Le Stanze della Cultura”, organizzata da Romina Sodano in collaborazione con Pasquale Brillante. Location insolita per una personalità come quella di Luigi Tecce, che fa della natura il suo unico credo. Lo vedremmo sicuramente meglio tra i filari delle sue vigne di Paternopoli, ma anche qui se la cava egregiamente.

Una personalità affascinante e controcorrente, un uomo umile e per certi versi timido, che ama immensamente il suo lavoro. Ed i suoi vini ne sono la cartina al tornasole. Il suo Taurasi è estremamente affascinante e complicato, sia da giovane, quando la scontrosità dell’Aglianico è ancora scalpitante, sia col tempo, quando la complessità olfattiva mette in difficoltà chiunque si cimenti nell’arduo compito di descriverne i profumi.

Quando gli chiediamo il segreto del suo vino, ci risponde: “Sono un autodidatta, non ho studi specifici, mi lascio guidare dalla mia sensibilità interpretativa e cerco la simbiosi con i cicli vitali della vigna. Non ho un protocollo di vinificazione, ogni anno vinifico in modo diverso a seconda dell’annata, perchè l’uva che raccolgo è sempre diversa”. Convinto che il vignaiolo sia “un ballerino che si muove al ritmo dettatogli dalla natura”, ci spiega che la vendemmia può durare diverse settimane, perchè ogni grappolo deve essere raccolto quando è giunto al perfetto grado di maturazione, che la fermentazione in vecchi tini di castagno è indotta dai soli lieviti indigeni spontanei, che le follature sono manuali e che si svina col secchio. E Luigi sicuramente ricopre il ruolo di “etoile” tra i vigneti storici del 1930 a raggiera e quelli più giovani, da quando con la prematura scomparsa del padre nel 1997, proprio quei vigneti hanno cominciato a far sentire il proprio richiamo, troppo forte per non assecondarlo.


Quando Luigi Tecce ci guida attraverso le varie annate del suo Poliphemo, mi ricorda un padre davanti ad un album di vecchie fotografie del proprio figlio. Ci racconta, con emozione mista a soddisfazione, ogni singola annata: l’andamento climatico, i tempi di maturazione dell’uva, le tecniche di vinificazione scelte. Ecco le impressioni delle sei annate proposte:

2005 – Annata con un clima perfettamente equilibrato in primavera-estate, ma con copiose piogge autunnali che hanno determinato numerosi attacchi fungini. Vendemmia, di conseguenza, molto selettiva. Il vino è di un bel rosso rubino con unghia granata; al naso è estremamente complesso, con sentori di ciliegia e frutti rossi maturi, terra bagnata, note balsamiche e minerali; in bocca è di grande struttura, con un’ottima spinta acida capace di sostenere l’imponente alcolicità, dai tannini ben tangibili, sapido. Persistente e molto fine. Emozionante.

2006 – Annata caratterizzata da piogge torrenziali ad agosto ed un novembre con clima particolarmente favorevole, con forti escursioni termiche. Vendemmia a fine novembre. Il vino si presenta con un colore ancora vivido; il naso, inizialmente austero, si apre poco alla volta in profumi di more mature, erbe officinali e sottobosco note minerali che ricordano la cenere; in bocca è graffiante, con spiccata acidità e sorso molto lungo che ne demarcano l’estrema longevità.

2007 – Annata torrida e siccitosa in estate, pioggia a settembre e neve ad ottobre. Vendemmia ritardata. Colore rubino carico; al naso è intenso, con profumi di prugna e ricordi di violetta, leggera speziatura di pepe e tabacco; in bocca la spinta acida sferzante, i tannini imponenti, ed il sorso lungo, lo rendono estremamente energico e lo predispongono ad una lunga giovinezza.

2008 – Annata perfetta, da manuale, con condizioni climatiche ideali in tutte le stagioni. Al naso è di notevole complessità, con profumi primari di ciliegia e note di rosa appassita, poi speziatura di pepe e ginepro; in bocca è caldo, rotondo, di buona struttura e spinta acida equilibrata e tannini affinati. Elegante e persistente.

2009 – Annata caratterizzata da un inizio estate ed autunno piovosi e con temperature elevate. La resa in vigna bassissima ha determinato un vino molto concentrato. Al naso è austero, le leggere note fruttate, che ricordano la scorza d’arancia, sono quasi del tutto soppiantate da quelle minerali, cineree e calcaree, e dai forti sentori di terra e corteccia; in bocca è molto fresco, di buona struttura ed alcolicità, con tannini tangibili ma non prepotenti. Un vino lungo, che offre una progressione incredibile di sensazioni olfattive e gustative.

2010 – Annata dall’andamento climatico perfetto: sole in primavera-estate, piogge in autunno. Il colore è un rubino meno carico di quello delle annate precedenti; i profumi sono elegantissimi: scorza d’arancia, frutti rossi, erbe aromatiche, violetta; in bocca è fresco, più morbido, leggermente sapido, i tannini sono affinati. Elegante o, come lo definisce Luigi, “celeste”.