di Marina Alaimo “Acino Ebbro”

Entrando a Montalcino, l’azienda vinicola San Lorenzo, con le sue bellissime vigne e la vecchia casa tipica del territorio,  danno il benvenuto. Chi viene qui per godersi questo meraviglioso borgo del vino, può raggiungere a piedi la cantina di Luciano Ciolfi che ha deciso di dare vita ad un Brunello molto autentico, senza mezze misure, libero da ogni incertezza, lì dove i suoi nonni erano allevatori. I vigneti si trovano ad un’altitudine di 500 metri sul livello del mare, su terreno argilloso, visibilmente ricco di galastro che al sole biancheggia luccicando gioioso. I cinque ettari di filari, a conduzione biologica certificata, circondano l’antico podere di famiglia, a sua volta di gran fascino, dove è posta la cantina sovrastata dall’appartamento dei Ciolfi.
Le vigne hanno circa 15 anni e sono esposte a Sud, Sud–Est. Il silenzio domina lo spazio, infondendo una profonda sensazione di benessere insieme al paesaggio armonioso, dove i vigneti sono avvolti dall’abbraccio dei boschi e le parole di Lorenzo quasi si disperdono nel nulla perché tutto il resto coinvolge in maniera totale.

Podere San Lorenzo

Entrando nella vecchia cantina sono le grandi botti a rassicurare ed accogliere, mentre alle spalle la maestosa porta pesantemente si chiude con andamento lento e saggio, senza riuscire però a lasciare fuori il grande freddo di questi giorni (siamo a febbraio) di Benvenuto Brunello 2018.
Luciano vuole far arrivare il più possibile il messaggio dei suoi vini da sangiovese in purezza e stappa con generosità molte bottiglie di diverse annate e etichette.
In apertura il Rosso di Montalcino 2015, nella sua apparente semplicità, anticipa tutta la passione e la competenza investite sia in vigna che in cantina: i vini, assaggio dopo assaggio, sanno coinvolgere facendo perdere il controllo del tempo. Il vino si mostra preciso, profondo, anche elegante nei profumi dove è la viola a prevalere, seguita dalle visciole e prugna, verde nella tonalità del mallo di noce, appena speziato nei toni del caffè. L’assaggio è succoso, di piena energia, batte un ritmo veloce tra tannini decisi, la freschezza vibrante e ben calibrata.
Subito dopo assaggiamo il Brunello Bramante 2013, dalla vigna più vecchia e preziosa, dedicata al nonno Bramante, memoria vivente della storia agricola e viticola di Montalcino con i suoi 101 anni. Nonostante l’annata non facile, è un grande vino: ha richiesto un bel po’ di tempo nel bicchiere per raccontarsi, ma vinta la diffidenza iniziale, ha saputo coinvolgere in maniera profonda. Si presenta scuro, cupo nei toni di mora, carrubo, caffè, avvolge sia al naso che al palato, diretto, non conosce mezzi termini, vigoroso, tannini vivi e di gran razza, pieno e complesso, riesce ad avere uno stile leggiadro e veloce sulla spinta della freschezza.
Per Luciano, il Brunello Bramante 2010 rappresenta una espressione massima, infatti delinea una certa eleganza sia nei profumi sussurrati che all’assaggio, leggiadro e profondo.
Spettacolare il Brunello Bramante 2006: l’annata equilibrata e i tempi lunghi lo rendono fine e particolarmente espressivo. Ampio e sottile al naso, prevale il tocco floreale di viola, seguito delicatamente da more e gelso nero, cenere, spezie accennate, il sorso sinuosamente avvolge con grande piacevolezza, vibra di energia e si fa bere con avidità.
Il Brunello Riserva 2013 arriva dalla vigna più vicina al bosco, esposta ad ovest, impiantata nel 2002, il suolo è arido e le rese dell’uva sulla pianta risultano molto basse. Esprime una personalità decisamente diversa dagli assaggi precedenti, più complesso, mantiene un temperamento piuttosto giovane, esuberante e vuole ancora tempo per distendersi.
La cantina di Luciano Ciolfi accoglie molti enotursiti, ma è capace di richiamare anche gli appassionati che ricercano vini autentici, territoriali, diversi annata dopo annata, raccontati con passione dal produttore, senza frasi fatte e senza mai guardare l’orologio.

 

 

pro-cam

www.sanlorenzomontalcino.it