Martedì 27 settembre 2016 si è svolta nell’incantevole cornice del cinquecentesco chiostro di Palazzo Caracciolo la gara finale, con relativa premiazione, del contest #pizzaunesco, lanciato da My Social Recipe, il primo portale di registrazione ricette originale e che, grazie alla lungimirante idea di Francesca Marino, sostiene la candidatura dell’Arte dei Pizzaioli Napoletani a Patrimonio immateriale dell’Umanità.

Delle oltre 130 pizze partecipanti al contest, tutte rigorosamente attinenti all’idea di pizza napoletana, ma con un tocco di originalità e innovazione, in finale ne sono arrivate solo dieci, analizzate dalla giuria presieduta dal giornalista Tommaso Esposito, esperto del settore. Ecco le dieci pizze finaliste:

Mauro Autolitano, con la pizza Tiziana
Maria Cacialli, con la pizza A carrettiera
Davide Civitiello, con la pizza Pomodorosa
Vincenzo Esposito, con la pizza Un bacio a Furore
Gaetano Giglio, con la pizza AmatriciaMia
Vincenzo Lettieri, con la pizza Tripudio
Carmine Paduano, con la pizza Sorpresa
Pasqualino Rossi, con la pizza Vivadella
Bernardo Sollo, con la pizza Vivi al Sud
Giuseppe Vaccaro, con la pizza Terra Mia

gara-al-molino-1024x683Dopo un aperitivo iniziale, con i deliziosi finger food curati dalla Scuola di cucina Dolce e Salato di Giuseppe Daddio e dal team Costa del Cilento, con l’ottima mozzarella del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP e i vini spumante delle aziende vitivinicole del Consorzio del Sannio, si sono svolte le premiazioni degli altri pizzaioli non partecipanti al contest ma ugualmente scelti dalla giuria per aver dato un contributo incisivo al mondo della pizza: dalla miglior pizza senza glutine (di Marco Amoriello) alla miglior pizza del territorio (di Giuseppe Pignalosa), passando per la prima pizzaiola donna campione del mondo (Teresa Iorio) fino alla storica pizzeria Gorizia (con Salvatore Sasso).

Pomodorosa, la pizza vincitrice di Davide Civitiello

Il vincitore del contest, scelto all’unanimità dalla giuria, e premiato da Tony May, ambasciatore da oltre 50 anni della ristorazione italiana nel mondo, da Luciano Pignataro e dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, è stato alla fine Davide Civitiello, già campione del mondo nel 2013, con la sua Pomodorosa, ovvero una pizza con variazione di pomodoro: 4 pomodori, 4 gusti e 4 colori diversi, sicuramente molto saporita e bella da vedere. La pizza della tradizione, in tutte le sue varianti.

Questa invece la Top 3 delle pizze che ho preferito:

vivialsud

Vivi al Sud (Bernardo Sollo), con carciofi grigliati sott’olio di Paestum, pomodori secchi dell’agro-sarnese (presidio Slow Food), frutti di capperi di Pantelleria, olivo EVO di Sorrento, basilico e provola di Agerola: pizza dai sapori decisi, forse un po’ troppo, ma con un gran bel carattere.

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Pizza Sorpresa (Carmine Paduano) con cornicione ripieno di crema di pistacchio, mortadella e provola. La base era invece condita con fior di zucca saltati, aglio e olio, provola, scaglie di parmigiano e pesto a crudo. Pizza golosa e grassa, molto persistente.

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Un bacio a Furore (Vincenzo Esposito) con fiordilatte, olive, capperi, gamberoni, origano, olio evo, prezzemolo e buccia di limone. Pizza semplice, dal sapore di mare e spiaggia, delicata e leggera.

Nell’ottica del contest, My Social Recipe ha raccolto in un solo mese 1 milione e 200 mila firme. Un importante punto di partenza per la candidatura della pizza napoletana a Patrimonio dell’Unesco, che sarà accompagnato da altre attività previste in futuro di cui non hanno voluto/potuto svelare ancora nulla. Nel mentre, fino al prossimo evento o contest, direi di mangiarci una pizza, che è sempre l’occasione buona!

www.mysocialrecipe.com