di Michela Pierallini
perenzin-10 “Dai, dai, dai, non voglio arrivare tardi, ma è possibile che mi trovi sempre a combattere contro il tempo? E poi combatto cosa, che non vinco mai!
” Sto pensando questo mentre percorro la strada che mi porta verso Bagnolo, a San Pietro di Feletto, nel Trevigiano. Stasera me la godrò più del solito perché andrò a tavola pronta e soddisfazione certa. Entro nel parcheggio e vedo solo auto, nessuno che stia scendendo o  entrando nel locale. “Lo sapevo, sono l’ultima, come al solito. In fin dei conti non è mica colpa mia se sono nata di sabato all’ora di ricreazione.. cioè alle 11:05 del mattino”. Entro e raggiungo la tavolata dove la mia dolce amica Elisa Giraud, giornalista del Gazzettino, mi sta aspettando. Mi siedo nello stesso momento in cui l’antipasto viene servito. “Tempismo perfetto, come sono brava e puntuale”.
Siamo da PER, acronimo di Percorsi Enogastronomici di Ricerca, il locale ideato da Emanuela Perenzin e Carlo Piccoli, conosciuto anche come “quel del formajo”, che hanno appena ricevuto il premio di Horeca24 nella categoria New Format. Quella che una volta era la Latteria Perenzin oggi è un laboratorio di idee che prendono forma e si rivolgono a numerose tipologie di utenti. Da PER c’è allegria, novità, cultura e didattica, oltre a una cucina deliziosa che trasforma materie prime di altissima qualità.
Mi armo di forchetta e rendo onore all’insalatina tiepida di cereali e zucca con robiola di capra BIO e pomodorini confit. Nel calice un PROsecco col fondo Salvarego vinificazione antica 2011. E’ agreste, spontaneo e sincero. Suppongo che abbia avuto un periodo di macerazione sulle bucce per essere così intenso. I vini stasera sono presentati da Gian Antonio Posocco, produttore, e Gigi Miracol, esperto di vini e artista.

Il risotto al radicchio di Treviso tardivo e Montasio DOP BIO è servito con una Bianchetta gentile, vinificazione con macerazione, del 2005. L’abbinamento forse era buono ma il vino non lo è. Sto zitta e quieta nel mio posticino quando Sara Azzalini, fiduciaria Slow Food e collaboratrice di PER, mi vede storcere il naso e manda Gigi a intervistarmi con il microfono. Dispettosa! Lo stesso Gigi commenta questo vino accostandolo a figure come Gina Lollobrigida e Sofia Loren, bellissime donne che oggi sono un po’ rilassate, “senza culo” dice lui “senza poppe” aggiungo io. E’ così che ho conosciuto Gigi Miracol, un uomo con il fuoco dentro e fuori, un artista di strada, poeta, scrittore, enologo e conoscitore di vini, di vita, di storia andata e di storia che verrà. Tra un piatto e l’altro legge le sue poesie, le interpreta, dà vita alle parole fino a farle vibrare, fino a trasportarci in un mondo assurdamente reale, o realmente assurdo e paradossale, il nostro.
La caciotta San Michele ha un profumo che sa di tenerezza, di latte pulito quasi non venisse da animale. La caciottona di capra in foglia di noce è prodotta con fermenti lattici che danno dolcezza, nella noce. Il capra ubriaco al Prosecco è insieme intenso e raffinato, sorprendente per essere un formaggio di capra, ma normale, conoscendo la competenza e la bravura di Carlo Piccoli, il mastro casaro. Il vino nel bicchiere è un Raboso Piave della società. agricola Galileo, anno 2009. Forse sono stata condizionata ma sento le foglie di noce, il profumo del mallo che colora le mani di giallo, le amarene sotto spirito e mi vedo correre tra gli alberi che spiccano alti su un tappeto fitto d’erba.
Tra una portata e l’altra Emanuela, Carlo, Gigi e Gian Antonio si alternano nel dare pillole di cultura sui piatti, sui formaggi e sui vini. Carlo suggerisce agli scettici del BIO di andare a visitare gli allevamenti così da farsi un’idea di quale siano le differenze tra una realtà e l’altra. “Ci sono situazioni in cui le capre soffrono così tanto che non prenderei mai il loro latte, andate a vedere con i vostri occhi”.
E per restare in tema di capra, arriva la panna di robiola di capra BIO con pompelmo rosa e melograno. Nel calice un Torchiato di Fregona del Brolo delle Cucche Azienda agricola . Buffoni, anno 2005. Anche il melograno è di casa Perenzin: “L’unico inquinamento che può avere avuto è che ci sia passata vicino una capra”. Colgo questa battuta volante e me la scrivo perché mi tira fuori un sorriso.
Una serata ormai lontana che ricordo come se fosse stata ieri perché la positività non si dimentica. Datemi retta, seguite PER, PER imparare, PER divertirvi, PER condividere e PER scoprire. Cercate anche Gigi ma senza avvicinarvi troppo: potrebbe bruciacchiarvi!

PER – Perenzin, via Cervano 77 – San Pietro di Feletto (TV) – Tel. 0438 34874; per@perenzin.com

Links:
www.perperenzin.com
www.facebook.com/gigi.miracol?fref=ts 

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A proposito dell'autore

Sono Michela, cos'altro posso dire? Se volete conoscere qualcosa di me, leggete i miei articoli, tra una riga e l'altra si capiscono molte cose. Scrivo perché ho bisogno di esternare le mie emozioni, di condividere le mie esperienze e di far conoscere le prelibatezze che mi entusiasmano. Sono una consulente di immagine e comunicazione per le aziende del settore enogastronomico. Mi prendo cura di tutto ciò che riguarda il web. In realtà sul web io mi diverto e faccio incontri strepitosi, come quello con Umberto Gambino che mi ospita su wining.it.Studi di agraria ed enologia alle spalle mi aiutano a comprendere la materia, il master in Reiki Usui mi permette di entrare in empatia con l'Anima del mondo. E' così che me la godo. Del vino apprezzo le vibrazioni positive e la storia che racconta, del cibo mi entusiasma il suo percorso, e l'armonia del gusto. Mi piace ridere e dire quello che penso. Ho finito. P.S. L'ho scritto che sono una toscanaccia? Ecco, ora l'ho scritto

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