di Patrizia Pittia

Carissimi lettori, oggi salgo a Ruttars, un paesino arroccato sul Collio Goriziano, patria di grandi vini. Giornata splendida, soleggiata. Sulla collina si erge il Castello di Trussio maniero medievale del XIII Secolo con le sue torri merlate, oggi sede di un rinomato ristorante. Salendo do uno sguardo alle vigne esposte a mezzogiorno, finalmente a riposo dopo l’ultima vendemmia, pennellate di colori caldi con le diverse sfumature che vanno dal rosso al marrone. Arrivo a destinazione: un agglomerato di case con un panorama stupendo. Mi viene incontro il giovane produttore Alessandro Pascolo, sorriso aperto e modi garbati. Ci conosciamo da diversi anni, anche per aver condiviso i corsi di sommelier. Era da tempo che volevo parlare di lui, della sua azienda e degustare i suoi vini.

Alessandro Pascolo in vigna

La storia: una famiglia e le vigne
“Tutto è iniziato nel 1974 – racconta Alessandro – quando nonno Angelo decise di diversificare gli investimenti di imprenditore nel settore del mobile. La sua grande passione per la campagna lo convinse ad acquistare una quindicina di ettari di terreno, qui a Ruttars, assieme ad alcune case diroccate e diversi filari di vite. In un primo tempo decise di produrre il vino solo per gli amici. Poi, visto che  il prodotto piaceva, e il passaparola fra i clienti correva, gli ettari di vigna diventarono tre e mezzo, esposti a Sud Ovest, proprio dietro la cantina. Era il 1987 e la viticoltura da hobby divenne una vera professione. All’epoca fu mio padre a decidere di dedicarsi a tempo pieno a questa attività. Viene aiutato da vari  consulenti e dai piccoli produttori della zona per i primi rudimenti del mestiere: una professionalità acquisita sul campo. Nel 1993 nacque il secondo vigneto esposto a Sud Est e nel 1998-99, dalla sua entrata in produzione, si decise di non acquistare più uve da altri produttori”.

La scelta di Alessandro
Alessandro si schiude in uno dei suoi tanti sorrisi entrando nel personale. “Il mio destino, ovviamente, era segnato. La mia infanzia trascorreva tra i filari, seguendo, come fosse un gioco. la passione di mio padre. Pensa che già all’epoca sognavo di fare il vignaiolo: avevo le mie viti che curavo come fossero il mio vigneto personale. Così è scoccata la scintilla. Perciò, dopo la maturità scientifica, nel 1999, decisi di iscrivermi a Scienze Agrarie all’Università di Udine. Laureato nel 2005, un anno dopo sono diventato titolare dell’azienda di famiglia. Il mondo del vino aveva preso definitivamente il mio cuore. In realtà, già prima della laurea, quando non avevo lezione o esami, lavoravo già in azienda. La vendemmia del 2002 è quella che sento al 100% mia”.
Fare il viticoltore era proprio quello che volevi? “Devo essere sincero: i miei genitori, essendo figlio unico, aspiravano ad altro per me, magari ingegnere. Alla facoltà di Agraria mi sono iscritto a loro insaputa. Il mestiere di produttore è davvero impegnativo e comporta molti sacrifici, non ha orari e ferie limitate. Ma questa per me è una vera passione: non ho avuto dubbi”.

I vigneti, i vini, il territorio
Vi racconto ora il territorio, i vigneti e la scelta dei vini. Ruttars è a circa 200 metri sul livello del mare. Il terreno è tipico della zona, fatto di marna- arenaria. Gli attuali sette ettari di vigneto si circondano per intero la cantina, metà a Sud Est e altra metà a Sud Ovest. Spiega Alessandro: “Abbiamo voluto puntare sulla valorizzazione della microzona, mettendo in luce le caratteristiche peculiari della collina di Ruttars. Abbiamo perciò freschezza, sapidità e longevità dei nostri vini. Fondamentale è l’escursione termica che garantisce all’uva delle acidità elevate in piena maturazione: vini con freschezza più netta. A Sud Est si coltivano bianchi e rossi; sulla parte più alta soleggiata il nostro Merlot Riserva – una parcella di vigna ha circa sessanta anni – un rosso che ci dà grandi soddisfazioni. Poi, scendendo per la collina abbiamo Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Malvasia Istriana, Friulano e Ribolla Galla”.
Nel versante  Sud Ovest – continua Alessandro, descrivendo con la mano la collina – dall’alto in basso ci sono le vigne di Cabernet Sauvignon, Sauvignon, Riesling, Malvasia, Friulano e ancora Ribolla Gialla. Negli ultimi anni abbiamo deciso di eliminare qualche varietà per potenziare le qualità, ottenendo perciò una costanza qualitativa migliore anche a scapito di maggiori facilità di vendita. La pendenza dei versanti fa sì che le piante abbiano direttamente le radici sulla ponca. Il tipo di allevamento è guyot bilaterale, bassa produzione per ettaro: non più di Kg. 1200-1300 per ceppo”.
In totale Pascolo produce circa 25mila bottiglie. La caratteristica peculiare dei vini di Ruttars è che sono più freschi (grazie alla maggiore acidità). Perciò i vini bianchi sembrano meno rotondi rispetto a quelli di altre zone del Collio: nel loro primo periodo sono più spigolosi alla beva, ma nel tempo, dopo una lunga evoluzione in bottiglia, diventano più eleganti e longevi.

Verticale di “Agnul”, Collio Bianco Doc, cinque annate: 2009-2008-2007-2006-2005
A questo punto mji aspettavo di dover degustare il Merlot Selezione, cavallo di battaglia aziendale e invece Alessandro mi fa una bella sorpresa. Assaggeremo insieme l’ Agnul, il vino bianco di punta, che è un blend di Friulano, Pinot Bianco, Malvasia Istriana e Sauvignon. Un progetto per un vino di lunga evoluzione, dedicato a nonno Angelo, il fondatore.

Agnul 2009 – Annata calda con vendemmia anticipata. Uve raccolte manualmente, vinificazione separata: il Friulano si è affinato in tonneau di rovere francese, un anno sui lieviti. Dopo la cuvèe il vino riposa un anno in bottiglia. Giallo paglierino intenso, al naso note fruttate: pesca e albicocca, note tropicali di ananas maturo, leggera mela cotogna, fresca nota minerale. Finalmente si degusta: una piacevole freschezza che pulisce bene la bocca, poi ritorna la frutta. Spiccano le note sapide e minerali, ti invoglia a berne ancora. Lunga vita.

Agnul 2008 – Annata fredda con andamento medio. Giallo paglierino limpidissimo. Al naso è meno intenso del 2009, ma la mineralità è molto presente, sentori di erbe aromatiche fini. In bocca freschezza esuberante, sale marino, note tropicali, idrocarburo, finale di sambuco: Complesso ed elegante.

Agnul 2007 – Annata precoce, spiega Alessandro: “Caldo secco e a marzo germogliamento precoce”: poca acidità e poco frutto, le note minerali più marcate. Giallo dorato, al naso note mature, mela cotogna, castagno, frutta esotica con profumi di erbe aromatiche secche. Al sorso è molto sapido, ma carente di acidità: il vino è arrivato al massimo della sua evoluzione.

Agnul 2006 – Un’altra annata calda in cui è stata fondamentale l’escursione termica giorno-notte. Giallo dorato nel calice, note minerali e dolci, caramella ripiena alla frutta. Al palato la sapidità in primis, bocca piena, note aromatiche, caldo, possente struttura, equilibrato nonostante i 15 gradi alcol dichiarati. Lunghissima persistenza gusto-olfattiva, chapeau!

Agnul 2005 – In questa annata solo il Pinot Bianco si è affinato in tonneau prima dell’assemblaggio. Stagione piovosa, acidità alte, difficile e impegnativa da gestire. Al naso meno intenso, delicato, note minerali, meno concentrazione al naso, lievi note aromatiche, bel fruttato di albicocca. Meno potente in bocca, scorrevole freschezza e bella nitidezza. Dieci anni e non li dimostra.

Nel complesso è stata una piacevolissima degustazione. Il comune denominatore di questo bianco è la grande mineralità, accompagnata da freschezza ed eleganza in un vino che si dimostra molto longevo. Un progetto che continua e che offrirà senz’altro grandi soddisfazioni.
Parlando con Alessandro il tempo è volato via velocemente. Ho capito che mi sono trovato di fronte un bravo e lungimirante viticoltore, dalle idee chiare, proiettato ad una continua ricerca della qualità in vigna e in cantina. Scelte coerenti e mirate, le sue, nel pieno rispetto del territorio. Un ringraziamento va anche ai suoi genitori, papà Giuseppe e mamma Gabriella, sempre presenti in azienda per l’accoglienza dei clienti. In ultimo, una notizia “rosa”: lo scorso luglio Alessandro ha coronato il suo sogno d’amore, sposando la dolce Milena, la donna che ha preso il suo cuore.

www.vinipascolo.com

 

 

 

 

 

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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