di Marina Alaimo “Acino Ebbro”
Appena fuori dal centro storico di Caiazzo, nell’Alto Casertano, c’è la piccola azienda agricola di Paola Riccio. E’ bellissimo il paesaggio che avvolge la casa cantina, disegnato da dolci colline a perdita d’occhio, mentre sull’orizzonte fa mostra di se il monte Taburno, ricordandoci che in questo territorio le province di Caserta e di Benevento si toccano.

Paola Riccio e le terre del Pallagrello from Wining on Vimeo.

Paola Riccio e le terre del Pallagrello from Wining on Vimeo.

Il Pallagrello Bianco è diventato per Paola motivo di vita: una sfida con la quale misurarsi quotidianamente. Instancabile viaggiatrice nel passato, oggi vive a pieno ritmo i tempi della vigna, in uno scambio costante e dinamico che ha cambiato profondamente entrambi.

Vigna Alepa

Dal 2014 ha scelto di fare tutto da sola, nella convinzione che fosse l’unica strada giusta per affermare la sua idea di vino. La maturità ha sviluppato un rapporto di maggiore intensità con la Natura circostante e acceso la consapevolezza che sarebbe diventata un’alleata preziosa per i suoi vigneti, se trattata con il massimo rispetto.
Il cambiamento nella viticoltura di Paola si è concentrato soprattutto nelle pratiche agricole che puntano a ristabilire l’equilibrio proprio del suolo, la sua vitalità ricca di microorganismi, insetti e delle tante erbe spontanee. Solo un suolo sano e ricco di biodiversità può dare vita ad un’uva sana e poi ad un vino espressivo, con una personalità precisa e riconoscibile.

Da brava vigneron artigianale, ha poi ridotto al minimo i trattamenti in vigna: quasi nulli. E quanto più il suolo ristabilisce il suo naturale equilibrio, tanto più le piante sono forti e buona l’uva. La flora spontanea è così tornata ad inerbire i filari migliorando la grana del terreno e il suo humus, favorendo l’assorbimento dei nutrimenti da parte delle piante.

Il suo Pallagrello Bianco ha un carattere esclusivo e personale: la forte personalità della produttrice si è proiettata sull’espressività del suo vino. Sono circa 5000 le bottiglie prodotte del suo Pallagrello Riccio Bianco, dal colore intenso per la macerazione lunga sulle fecce fini cui segue l’affinamento per 24 mesi in acciaio. Chiacchierando del percorso dell’azienda Alepa fatto fin qui ne vien fuori una verticale coinvolgente e convincente.

Riccio Bianco 2011 – Vino di grande luce che indora i suoi riflessi, profondo, molto espressivo. Sa di agrumi dolciastri, poi cenere e genziana. E’ piacevolissimo all’assaggio che sa coinvolgere a lungo, sorso dopo sorso, ricco e complesso, integro nella freschezza che gli dona vivacità. Un grande bianco che sa sorprendere.

Riccio Bianco 2012 – Mantiene un andamento sinuoso, elegante, rompendo ogni indugio verso questa annata notoriamente calda. I profumi tendono ai toni dorati e alla dolcezza del miele, ai fiori di acacia, al bergamotto. Il sorso incuriosisce non poco: è lungo, sottile fresco, ha ritmo e stoffa da grande vino.

Riccio Bianco 2013 – Molto diverso nei profumi che richiamano decisamente le erbe mediterranee, si racconta sottovoce, con discrezione: apre sulle tonalità fumé seguite da un bel tocco di cenere che si ripropone anche all’assaggio. E’ un bianco succoso e saporito, dinamico tra accenti ruvidi e morbidezze proprie del pallagrello bianco.

Riccio Bianco 2014 – Cristallino ed elegante, vuole i suoi tempi nel bicchiere e si racconta sottovoce. Avvolge delicatamente nei profumi un po’ dolci, fra i quali spiccano l’albicocca indorata del sole e le erbette di campo. Il sorso vibra di energia, fresco e scorrevole.

 

E poi arriva lui, Privo l’Eretico – Pallagrello Bianco 2016. E’ la grande sfida di Paola! Un vino privo di solfiti aggiunti, da fermentazione spontanea, lasciando le bucce a lungo a contatto con il mosto. Gli interventi in cantina sono limitati al minimo necessario. 

Raccoglie il grande desiderio di abbracciare il mondo dei vini naturali. E’ la prima prova, quasi un esperimento, con le sue imprecisioni e un carattere del tutto diverso dai precedenti. Esuberante, un po’ scontroso, devi attenderlo a lungo e cambia di continuo nel bicchiere: decisa la macchia mediterranea, seguita timidamente dalle note iodate, dalla mela cotogna matura. Esprimi toni evoluti. Staremo a vedere cosa accade con le prossime annate.

ALE.PA è in via Barraccone Caiazzo (CE)

www.alepa.it