di Federica Romitelli
IMG 1171Eccomi a Padova fra Piazza dei Signori e Piazza della Frutta, pronta a perdermi fra le colorate bancarelle del “Biologico in Piassa”. È il 25 marzo, splendida domenica di sole, I profumi della primavera cominciano a diffondersi e i grigi abiti invernali iniziano ad essere riposti negli armadi. Era ora! Questa è l’occasione giusta per curiosare fra i cibi sani, scoprire qualcosa di insolito e conoscere le persone che dietro quei banchi ci lavorano tutto l’anno ma che oggi hanno l’occasione di ritrovarsi fra loro e fra la gente per discutere e confrontarsi.
“El biologico in passa” è la festa-mercato che dal 1988 riunisce ogni anno – in primavera e la prima domenica di ottobre – aziende agricole, artigiani, casari, fornai e associazioni, provenienti soprattutto da Veneto e dintorni. Dagli alimenti all’abbigliamento, dalla cosmetica all’artigianato: tutto bio! Già dalle prime ore del mattino le piazze si animano, i produttori montano gli stand ed espongono le loro confezioni mentre arrivano i primi avventori.
Pronta ad accogliere nuove esperienze sensoriali e culturali comincio la mia passeggiata. Attratta dalle numerose forme di pane fragrante mi informo con la sorridente signora che lo fa e lo vende. Mi spiega che usano farine di tipo diverso e mi mostra la differenza di colore, consistenza e profumo fra quello ottenuto dal lievito madre e dal lievito di birra. Me ne offre qualcuno da assaggiare; il panino alla curcuma (spezia anche detta “zafferano delle Indie”) mi colpisce per il gusto e la tonalità giallo-verde della mollica. Compro una selezione di pani diversi e mi sposto col mio sacchetto verso un banchetto che espone vestiti. La commessa mi dice che i capi realizzati in fibre biologiche sono più resistenti dei normali abiti in cotone e anche anallergici. Il mio sguardo cade su un pigiama sui toni del viola, di cotone caldo e morbido. Mi immagino in una serata invernale, con un libro fra le mani, una tisana sul comodino e capisco che devo averlo. Dopotutto mica andrà a male se resta in armadio fino alla prossima stagione fredda no?  

Nelle piazze sono stati allestiti spazi dedicati ai bambini (d’età o di spirito). Troviamo allora il cerchio di percussioni, per scoprire la musica, e i giocattoli in legno, a disposizione di chi voglia divertirsi coi “giochi di una volta”. Per tutti, le varie associazioni propongono incontri su come avviare il proprio orto in casa, dibattiti sull’agricoltura biologica, laboratori spontanei sulla produzione casalinga della pasta madre per fare il pane, dove condividere dubbi, consigli e ricette.
C’è anche Slow Food Padova, alla sua terza partecipazione all’evento, con un banchetto su cui fanno bella mostra libri, borse di tela, t-shirt con slogan dell’associazione e alcune variopinte “gallinelle padovane” di tessuto che la signora Franca confeziona nelle serate di relax sul divano di casa, utilizzando ritagli di stoffe; cartelli spiegano che i fondi raccolti andranno a finanziare il progetto dei Mille orti in Africa. Il banchetto è presidiato da alcuni soci volontari che propongono giochi di analisi sensoriale per i bambini e allegramente informano i passanti circa i progetti dell’associazione e le attività della condotta patavina. Fra le varie associazioni che distribuiscono materiale informativo spiccano Emergency, che in tutto il mondo offre cure mediche gratuite alle vittime delle guerre e della povertà e Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, nata per spronare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.
Oltre a girovagare fra le bancarelle bio, c’è anche la possibilità di visitare gratuitamente la vicina torre dell’orologio, uno dei simboli dell’epoca Carrarese, che nel Trecento offriva un punto di riferimento alla vita quotidiana. L’orologio segna le ore, i giorni e i mesi, le fasi lunari e il moto dei pianeti e lo zodiaco. Le visite sono gratuite ma i visitatori, per motivi di sicurezza, non possono essere più di dieci per turno: molto difficile quindi riuscire ad aggiudicarsi un biglietto. Per visitare la torre e l’orologio-astrario dovrò quindi venire nel normale orario d’apertura (mercoledì, venerdì e sabato.).
A pranzo un panino? Certo: con farina di segale ripieno di formaggio di capra, acquistato poco fa in uno di questi banchetti. Riprendo il tour e vedo un signore che potrebbe essere mio nonno, seduto su uno sgabello di legno intento a intrecciare paglia e saggina per farne cestini e scope. E’ Ignazio Canesso, poeta contadino, che mentre lavora intrattiene un pubblico di varie età con aneddoti e poesie in dialetto padovano. Dietro quel sorriso c’è l’orgoglio di essere un contadino, mestiere che stava scomparendo ma che da qualche anno sta tornando – se così possiamo dire – di moda. Il ritorno alle campagne, infatti, non è più visto come una scelta degradante, come il mestiere inevitabile di chi non ha studiato, ma come l’opportunità di una vita sana e senza stress, scandita dal ritmo delle stagioni e non dell’orario dei treni e del cartellino da timbrare.
La manifestazione in piazza si conclude con musiche popolari che coinvolgono il pubblico in balli sfrenati. Persone sconosciute, di diversa età ed estrazione sociale, che si prendono per mano e ballano insieme: uno spettacolo di gioiosa energia che chi ha vissuto ricorderà per tutta la vita. Dopo questa giornata divertente e istruttiva, per tutti è venuto il momento di raccogliere le proprie cose e tornare a casa. Il prossimo appuntamento è per la prima domenica di ottobre.

http://www.aiabveneto.org/

http://www.eltamiso.it/
http://www.slowfood.it/
http://www.biorekk.org/Biorekk/index.php
http://www.lacostigliola.org/
http://salvalarte.legambientepadova.it/home_html.htm

 

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A proposito dell'autore

Federica Romitelli

Di origine romano-veneziana, sono cresciuta a "pizza, prosciutto e fichi" in una località del litorale romano. Già in tenera età ho scoperto il gusto di "metter le mani in pasta", di creare, seguendo la passione familiare per gli ingredienti giusti e le tradizioni culinarie. Il gusto per libri e scrittura, poi, non è mai mancato: ogni viaggio è stato una scoperta di sapori, emozioni e tipicità da narrare. Dopo la scuola alberghiera, gli studi mi hanno portato alle origini, nel materno Veneto. Oggi lavoro a Venezia e nel tempo libero mi occupo di ciò che è piacere e cultura del cibo per i sensi e la mente. Il web e i social network rappresentano il mezzo più efficace e diretto per comunicare col più vasto numero di persone. Scrivo su Wining per trasmettere quella curiosità che anima la mia ricerca di luoghi e incontri da condividere, poiché credo che viaggiare insieme sia il modo giusto per raggiungere la più completa felicità.

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