di Alessia Canarino
Le statistiche lo dicono e i consumi lo confermano: il trend delle bollicine in Italia è in netto aumento. Mentre anni fa, il Prosecco dominava gli aperitivi italiani, una maggiore consapevolezza e le diverse occasioni d’uso hanno generato un sensibile aumento del consumo di spumanti Metodo Classico e Charmat sulle nostre tavole. Le bollicine accompagnano tutto il pasto, sposandosi bene con piatti anche ricchi, quando l’anidride carbonica del perlage, ripulisce bene la bocca da sensazioni gustative legate all’untuosità di una frittella di baccalà o alla grassezza di una fetta di mortadella…

Ma se l’icona dello spumante italiano è il Franciacorta, insieme alla pletora di spumanti del Nord Italia, stanno guadagnando sempre più spazio sul mercato gli spumanti meridionali, che siano da metodo Charmat o da Metodo Classico. In questo panorama, è interessante come si stia collocando la Puglia, regione comunemente legata alla produzione, piuttosto, di vino rosso.
Ostuni Sparkling Wine, la prima edizione di una manifestazione organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia, nella delegazione di Brindisi, è stata la testimonianza, di come gli spumanti pugliesi stiano raggiungendo livelli qualitativi notevoli.

«Quello delle bollicine pugliesi elaborate col Metodo Classico è un mondo in gran fermento», sono le parole del dottor Giuseppe Baldassarre, relatore e studioso dell’Associazione Italiana Sommelier Puglia. «Partirono per primi da pionieri in quel di San Severo, i D’Araprì quasi 40 anni fa; decenni di sperimentazioni ne hanno fatto un’azienda leader, capace di valorizzare una varietà autoctona come il Bombino bianco. La sfida è stata recentemente raccolta nel territorio di Capitanata, dove si è puntato anche su Aglianico e Nero di Troia. Negli ultimi dieci anni sono partite esperienze di grande interesse in tutte le aree del territorio pugliese, dal Basso Salento, dove si lavora principalmente con uve Negroamaro, ma anche con la Verdeca, all’Alto Salento, dove si sta dando risalto al Susumaniello e all’Aglianico. Nel Tarantino c’è chi punta sul Negroamaro, anche in versione blanc de noir e chi su Bianco d’Alessano e Fiano. La Valle d’Itria per ora si cimenta con uve Verdeca, mentre il territorio Murgiano è un vero e proprio laboratorio con diverse proposte, alcune delle quali certamente destinate a positivi sviluppi futuri».

Parole sottoscritte anche dal delegato di Brindisi, dell’Associazione Italiana Sommelier, Rocco Caliandro, che sottolinea come la produzione di spumanti in Puglia stia migliorando nei processi di vinificazione, con un incremento dei produttori che nelle proprie cantine producono autonomamente, sia metodo Charmat che Metodo Classico, per una migliore controllo delle masse e dei processi. “Tra l’altro – continua Caliandro – è l’intera regione, in tutti i suoi territori, che si sta muovendo verso produzioni di qualità, dalla Daunia, alla Murgia al Salento. Nonostante il Negroamaro sia il vitigno più versatile e promettente per la produzione di bollicine, anche la Verdeca, nella Valle d’Itria, e il Nero di Troia, nella Murgia, danno risultati interessanti. Ed in questo scenario, sono i singoli produttori a spiccare, con il proprio impegno e la propria capacità di interpretare territorio e vitigno. Con un tale fermento, in regione, non si può non pensare a puntare sempre più l’attenzione sugli spumanti di qualità, magari anche con una seconda edizione di Ostuni Sparkling Wine, a giugno 2019”.

 

Top 10 spumanti pugliesi da Ostuni Sparkling Wine 2018

Delle oltre 40 etichette in degustazione, che rappresentano il 70% della produzione spumantistica pugliese, ne abbiamo scelte dieci che meritano particolare attenzione. Eccole di seguito:

Cantine Pisante – Pisan Battél Metodo Classico n.m. Brut – 12%
Bombino 100% – Naso agrumato di fiori d’arancio che si amplificano al sorso, con una chiusura piacevolmente amarognola.

Cantine Ciato – Re Luigi Metodo Classico n.m. Pas dosè – 12,5%
 Nero di Troia 100% (vinificato in bianco) – Note dolci di briochè e gardenia. Nonostante sia un pas dosè il nerbo del vitigno è riconoscibile, concedendosi con suadenza al sorso.

Angiuli Donato – Ru Maccone Metodo Ancestrale n.m. Brut – 11,5%
Maresco 100% – Frutta a pasta gialla ben fuse con note di lieviti. Lungo il sorso, esaltato da una spiccata freschezza.

Franco di Filippo – Estasi in Armonia metodo classico 2013 Pas Dosè – 12%
Moscato 100% – Al naso le note dolci, di agrumi canditi e miele inducono a pensare ad un vino dolce, ma la mancanza di dosaggio rende la beva piena, persistente con una chiusura ammandorlata.

Cosimo Taurino – Antoros Spumante rosè n.m. extra Dry – 12%
Negroamaro 100% – Intenso di frutti rossi maturi, che si amplificano al sorso con equilibrio e persistenza

Colli della Murgia –  Amore Protetto n.m. metodo classico – Brut – 12,5% 

Fiano 100% – Delicatamente floreale al naso con richiami fragranti di crosta di pane, ma di una decisa sapidità e lunghezza al sorso

 

Masseria L’Astore – Brut rosato n.m. metodo charmat – 12%                                          
Susumaniello 100% – Frutta rossa croccante e scorza d’arancia. Ritorni fruttati in bocca di lampone, accompagnati da  una buona freschezza.

Masseria Altemura – Rosamaro Vino spumante rosè n.m. Brut Metodo Charmat – 12%
Negroamaro 100% – Al naso esprime note fruttate che richiamano la mela renetta e i frutti rossi. Piacevolmente sapido in bocca.

Coppola – Metodo Classico 2015 Pas dosè – 12%
Negroamaro 100% (vinificato in bianco) – Tagliente al naso con chiari richiami alle erbe da cucina, menta e salvia in primis, cui seguono note di lievito fresco. La stessa schietta taglienza si ripete al palato.

Cantele – Rohesia Metodo Classico n.m. Brut rosè – 12%
Negroamaro 100% – Delicatamente fruttato al naso, di ciliegia e rosa rossa. Sontuoso ed elegante al palato, con una lunga ed elegante chiusura.

(ph. credits: ringraziamenti AIS Puglia)

 

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