di Valentina Casetta
 Ed ecco che a distanza di tempo mi trovo nuovamente a varcare la soglia del Foro Boario di Nizza Monferrato. E’ una grande emozione perché qui, qualche tempo fa, ho degustato la mia prima memorabileorizzonte-01 verticale ed ho conosciuto i componenti dell’Associazione Produttori del Nizza. Il Foro Boario è una struttura a base rettangolare, un tempo adibita al commercio del bestiame, che è stata recentemente ristrutturata e che personalmente ritengo molto gradevole ancor più oggi vestita a festa.
L’Associazione Produttori del Nizza è nata nel 2002 con lo scopo di elevare la qualità media della produzione dei propri associati e promuovere questa nuova denominazione. All’Associazione hanno aderito oltre 40 produttori e sono due i nuovi soci nel 2013: Vitaliano Maccario della Pico Maccario e l’azienda L’Armangia che produce Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg dal 2004.
Con una procedura molto innovativa l’Associazione promuove tra gli associati periodiche degustazioni dei vini prodotti dai soci stessi. La degustazione, rigorosamente alla cieca, è guidata a turno da uno o più soci dell’Associazione designati dal Presidente e ha lo scopo di accertare l’idoneità dei vini alla denominazione “Nizza”, individuando correzioni di eventuali imperfezioni o indicando possibili miglioramenti da comunicare ai soci.
Il Nizza è una Barbera d’Asti Superiore Docg prodotta, a partire dal 2000, in una zona ristretta che comprende 18 comuni intorno a Nizza Monferrato. Tale zona è delimitata nell’ambito della vasta area di produzione della Barbera d’Asti che comprende 169 comuni di cui 118 in provincia di Asti e 51 in provincia di Alessandria.
Attualmente il periodo di affinamento della Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg è di 18 mesi e durante detto periodo è obbligatoria una permanenza di almeno sei mesi in botti di legno, lasciando, per i rimanenti 12 mesi,  a ciascun produttore la possibilità di modulare l’utilizzo del legno e l’affinamento in cantina in funzione delle uve di partenza e del vino che si vuole ottenere.

Il Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza, Gianluca Morino, illustra i principali punti che differenziano il disciplinare della Barbera d’Asti Superiore Nizza Docg (attualmente in vigore) da quello del Nizza Docg (nuova proposta di disciplinare) e sono attonita quando scopro che sarà il primo disciplinare in Italia a vietare qualsiasi forma di arricchimento il che implica il rischio, in alcune annate troppo scarse, di non produrre il Nizza.
L’intenzione dei produttori, con l’approvazione del disciplinare, è quella di chiamarsi esclusivamente Nizza Docg per favorire la comunicazione, in ambito nazionale ed internazionale, non solo di un vino ma anche del suo territorio d’origine.
Per questa nuova edizione di Orizzonte Nizza l’Associazione ha pensato di mettere a confronto due annate: la 2009, ossia quella attualmente in commercio e la 2007, che dopo alcuni anni in bottiglia dimostra la capacità di evoluzione e di affinamento del Nizza. I vini in degustazione sono stati 30 (17 per il 2009 e 13 per il 2007).
Nel 2009 la vendemmia della Barbera (il Nizza è prodotto con il 100% di uve Barbera) è iniziata nella seconda decade di settembre mentre nel 2007 nella prima decade di settembre, due annate molto calde.

Entrambe le annate esprimono bene la tipica acidità che caratterizza questo vino.

2009
orizzonte-02Al giovanissimo Umberto Brema delle Antiche Cantine Brema tocca il “gravoso” compito di aprire le danze e lo fa con il Nizza a Luigi Veronelli rotondo e corposo, un buon inizio.
Il 1613 dell’ Azienda Agricola Ivaldi Dario è un tuffo nel passato, tra vino e storia. Si narra che Nizza, governata dai Gonzaga di Mantova, in quell’anno, venne assediata dagli uomini di Carlo Emanuele I duca di Savoia e le donne e i bambini cercarono rifugio nella Chiesa. Il 12 maggio 1613 all’improvviso davanti alle donne in preghiera si accese la lampada posta accanto alla statua di San Carlo, senza che vi fosse lo stoppino ne l’olio, lasciando tutta la comunità sbigottita. Fu un segnale di conforto e buon auspicio per Nizza che stava attraversando momenti difficili.
Pianoalto di Bava
mi conduce lontano tra i campi di fieno e i cespugli di erbe aromatiche delle colline monferrine nei caldi tramonti d’estate. 
Cantina Sant’Evasio
vanta nella propria storia la produzione di questo vino fin dal 1984 con il nome di Rosignolo. La maggior parte dei produttori del Nizza lo producevano già nelle annate precedenti il 2000 e questo ci fa capire come sia da sempre un vino profondamente radicato sul territorio.
Invasi dall’etereo odore della Laudana della Cantina Sociale Vinchio Vaglio riflettiamo con il presidente Morino sul ruolo fondamentale delle cooperative come punto di riferimento per le piccole realtà produttive locali.
Il giovanile Mario Scrimaglio delle cantine Scrimaglio racconta l’aneddoto legato all’origine del nome  Acsé che in dialetto piemontese significa “così”. Questo perché durante una degustazione uno dei partecipanti, affermò: “Non ho mai assaggiato una Barbera buona così!”, da lì il nome. Confermo, non ho mai assaggiato una Barbera d’Asti Superiore Nizza così: albicocca raccolta dall’albero e poi lampone, mora e mirtillo avvallata in bocca da una giusta acidità.
Il Titon di L’Armangia di Ignazio Giovine recepisce bene l’acidità e la longevità dei terreni argillosi dell’area di Moasca.
La Crena di Vietti ci avvolge con il suo profumo intenso e la bassa acidità caratteristiche autoctone dei terreni sabbiosi-marnosi della zona di Agliano.
I vigneti del Ru (termine che in dialetto piemontese significa Rovere, il legno utilizzato per l’affinamento) di Erede di Armando Chiappone si trovano sulla collina nicese di San Michele. Al naso le note balsamiche unite a una buona freschezza e sapidità in bocca, quest’ultima mi ricorda il Nizza della Cantina Tre Secoli.
Il Nizza Vigna dell’Angelo della Cascina La Barbatella, il Nizza di Cascina Lana, , il Nizza Dedicato a di Villa Giada, il Nizza di Tenuta Olim Bauda, il Nizza Anssèma della Cascina Giovenale e il Nizza Vigna Dacapo della Dacapo sono le altre Barbere d’Asti Superiore Nizza degustate per il 2009.

2007
Ritorniamo ad Agliano con la “Generala” di Bersano e la sua insospettabile freschezza tanto da indurmi a chiedere conferma dell’annata, siamo al 2007.  Stessa zona ma più mature la Barbera d’Asti Superiore Nizza della Cantina Sociale Barbera Sei Castelli e la Barcarato di Guasti Clemente.
Con Franco Mondo ci spostiamo a San Marzano Oliveto, dove la permeabilità dei terreni risulta più bassa rispetto ad Agliano, con un vino delicato nel nome “Vigne delle Rose” e nelle sue note di frutta secca caramellata.
L’intenso e vellutato rosso rubino del Neuvsent di Cascina Garitina porta alla mente l’immagine di un elegante tulipano, ottimo equilibrio finale contraddistinto da un elegante tannino.
L’elegante finale della “Mora dei Sassi” dell’azienda Malgrà è la piacevole constatazione di un vino da subito armonico e rotondo.
Il Nizza Sotto laMuda di Avezza Paolo, il Nizza di Baravalle, il Nizza delle Cantine Cavallotti, il Nizza Riserva della Famiglia di Coppo, il Nizza La Court di Michele Chiarlo e il Nizza Bricco Asinari delle Tenute dei Vallarino
sono gli altri vini proposti in degustazione per il 2007.
Un complimento speciale per la loro tenacia, il loro impegno e  il loro sorriso, oltre che per i loro vini, lo rivolgo a Susanna Galandrino di La Gironda (Le Nicchie 2007) e Fiorella Bianco dell’azienda vinicola Fratelli Bianco (Carpe Diem 2009). “Perché – come ha sottolineato da Fosca Nomis durante il convegno #digitalbarbera – il contributo delle donne all’economia e alle idee del territorio è fondamentale per laorizzonte-14 crescita”.

Che l’Associazione Produttori del Nizza sia un gruppo coeso lo si evince dal confronto con le due annate, è come se i vini di anno in anno ci raccontassero il rafforzarsi del loro legame, l’impegno al confronto e la crescente passione che li anima.
Nei 2009 in generale si è registrata una maggiore piacevolezza nella beva, una buona eleganza, una riduzione del grado alcolico e una maggiore omogeneità tra i Nizza rispetto al 2007, mentre i colori integri del 2007 ne fanno presagire una buona longevità.
Novità assoluta di questa edizione è stato il premio per l’Ambasciatore del Nizza, un riconoscimento che l’Associazione ha deciso di assegnare, anno dopo anno, a un operatore che apprezzi il territorio e i vini e che si sia distinto per la promozione della denominazione. Per la prima edizione del premio è stato scelto il ristorante Arnaldo Conti della Trattoria Il Quinto Quarto di Bosisio Parini in provincia di Lecco. Arnaldo Conti, dopo una visita nella zona di produzione del Nizza, si è talmente innamorato dei vini prodotti in zona da dedicare una intera carta alla denominazione. Un vero e proprio ambasciatore in terra lombarda dei vini nicesi, e i produttori dell’Associazione sperano che l’esempio di Arnaldo Conti venga seguito da tanti altri ristoratori italiani e stranieri.
E’ difficile scrivere dell’Associazione Produttori del Nizza e dei loro Nizza in un singolo articolo poiché ne dedicherei uno a ciascuno di loro. Sguardi, storie, parole e vini che narrano di un territorio (Nizza Monferrato), ma soprattutto di chi ha sempre creduto in un sogno che si sta realizzando dopo grandi sforzi e sacrifici vissuti sulla propria pelle di produttore.L’Associazione Produttori è prima di tutto un gruppo di amici affiatati oltre che di produttori competenti e preparati ed è impossibile non lasciarsi coinvolgere da questo bellissimo clima, ringrazio tutti voi per la splendida degustazione che mi ha regalato tante emozioni.