di Luisa Leandri

Arrivare a San Quirico d’Orcia passando per Radicofani, è stato ancora più emozionante. Quando si giunge in paese, a 814 metri sul livello del mare e poi si scendono i tornanti che portano alla Via Cassia, si può ammirare la Val d’Orcia in tutto il suo splendore. In un attimo comprendi perché questa parte della bellissima Toscana, dal 2004, sia stata nominata dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità: è il primo territorio rurale ad essere premiato con questo riconoscimento ed è anche il paesaggio agricolo più fotografato del mondo. Dalle meravigliose Crete Senesi si passa quasi senza accorgersi, alle amene colline toscane, con le file di cipressi, i poderi, le abbazie, i borghi medievali caratteristici e i vigneti dove si producono il Brunello e gli altri grandi vini di questa zona vitivinicola toscana, tra i quali appunto l'”Orcia”.

La denominazione Orcia DOC, che vanta una produzione attuale di circa 300.000 bottiglie,  nasce nel 2000 e comprende: le varietà “Orcia” senza indicazione riservata al vino rosso, ottenuto da uve con almeno il 60% di Sangiovese;  “Orcia Sangiovese”, con almeno il 90% di questo vitigno, le tipologie Bianco, Rosato e Vin Santo. Orcia e Sangiovese si producono anche nella tipologia “Riserva”.

Per conoscere ancor più da vicino questi vini ho creduto opportuno partecipare all’Orcia Wine Festival, giunto alla sua sesta edizione, organizzato lo scorso aprile dal Comune di San Quirico d’Orcia, dal Consorzio dei Vini Orcia  e dall’ ONAV, Organizzazione Nazionale assaggiatori di vino di Siena. L’evento si è svolto nelle sale seicentesche di Palazzo Chigi a San Quirico d’Orcia, registrando un grande afflusso di pubblico e soprattutto di wine lovers.

Il programma organizzato è stato davvero in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta. Dalle visite in cantina “con vista”, dove l’apprezzamento del vino si è unito a quello del paesaggio in cui nasce, alla mostra mercato, dove è stato possibile assaggiare e comprare i vini Orcia, incontrando gli stessi produttori, tutti molto disponibili nel raccontare il loro lavoro, la loro filosofia; alla mostra di pittura con il vino rosso di Arianna Greco, ai concerti, alle varie degustazioni guidate magistralmente e in modo piacevole da Alessandra Ruggi, delegata Onav di Siena. Tra queste mi preme sottolinearne due, alle quali ho preso parte con molto piacere, che si sono svolte nella giornata di sabato 25 Aprile.

La prima degustazione, effettuata nella prima parte della mattinata, consisteva in una verticale di Orcia DOC. Presenti in sala quattro  produttori: Donatella Cinelli Colombini, Presidente del Consorzio del Vino Orcia, Filippo Rossi per Castello di Ripa d’Orcia, Marco Capitoni e Luca Zamperini per Poggio Grande.
La seconda, svoltasi nel  pomeriggio, era denominata “Pentagrammi di Vino”. Un’esperienza inedita, dove è stato possibile degustare due vini, il Coreno Orcia Doc dell’Azienda Agricola Le Buche e l’Arciere dell’Azienda Poggio al Vento, ascoltando brani musicali dal vivo, con variazioni cromatiche in sala che spaziavano dal naturale, al verde e al rosso, dimostrando come l’udito e il cambiamento di colori modificano in maniera rilevante, le percezioni gusto/ olfattive.

Da riconoscere all’Onav anche l’inaugurazione dell’Orcia Wine Class, una vera e propria scuola di vino per turisti, anche stranieri, che svolgerà le lezioni sia in italiano che in inglese, in modo permanente all’interno di Palazzo Chigi. Questa volta è stata un’impresa veramente ardua scegliere i 10 vini che mi hanno colpito di più durante la degustazione presso i banchi di assaggio. Le 17 aziende presenti alla mostra mercato, sulle 40 che rientrano nella DOC, secondo il mio modestissimo parere, sono tutte, per un motivo o per un altro, meritevoli di essere menzionate e di poter organizzare una visita più accurata in cantina.

La maggior parte dei produttori fa tutto direttamente, dalla vigna alla vendita delle bottiglie, dimostrando quotidianamente con grande umiltà, tanta passione e la volontà di migliorarsi costantemente. Quello che è emerso parlando con ognuno di loro è che il vino Orcia, oltre ad essere prodotto in uno dei territori agricoli più belli del mondo, si può tranquillamente definire un “vino familiare”, fatto proprio da chi vive in mezzo alle vigne, da chi seleziona in maniera accurata le varie uve, da chi adotta varie metodi per l’affinamento e per la lavorazione dei terreni, nel rispetto della natura, con consapevolezza e competenza. E questo è  un valore aggiunto notevolissimo.

Vini ogni anno più buoni questi della Doc Orcia degustati, di annate anche meno recenti. Una denominazione giovane ma decisamente dinamica e di grande prospettiva. In linea generale i vini presentati sono caratterizzati da sentori di frutti di bosco e spezie fini accompagnati da note floreali. Al gusto spiccano raffinatezza e complessità aromatica, buona struttura con tannini fini e non astringenti. Nel complesso vini tutti di buona bevibilità oggi e anche fra qualche anno. In tre parole: eleganza, equilibrio, struttura.

“Le nostre mani si muovono attente tra le foglie verdi per sistemare i tralci. Le nostre braccia sembra che si uniscano ad altre braccia: i tralci della vite. E, sempre con il naso all’insù, a vedere se piove o se fa bello, si pena tanto nelle cattive annate, ma forse altrettanto nelle buone, perché allora dipende solo da noi….” [Marco Capitoni]

Link
www.valdorciaterresenesi.com
www.azienda-trequanda.it
www.sassodisole.it
www.nautilus-mp.com
www.aziendapoggiogrande.it
www.poggioalvento.net
www.poderealbiano.it
www.lebuche.eu
www.canonicaholiday.com
www.tuscanyvillas.it
www.fattoriaresta.it
www.cinellicolombini.it
www.castelloripadorcia.com
www.capitoni.eu
www.cantinacampotondo.it
www.agriturismobagnaia.it
www.atrivm.it