Sono arrivate sugli scaffali le circa 4 milioni di bottiglie di vino novello (nel 2002 erano 18 milioni: il calo in 10 anni è dell’80%) Made in Italy prodotte nel 2012, ma mancano le castagne, la cui produzione risulta praticamente dimezzata per la lunga estate calda e soprattutto per l’attacco del parassita ”Cinipide galligeno del castagno” proveniente dalla Cina che sta distruggendo i boschi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che è  proprio in questa settimana segnata dal lungo ponte che si registrano i maggiori consumi delle castagne e del vino novello, ormai entrati nella tradizione alimentare degli italiani.
Per le castagne i prezzi variano notevolmente a seconda della qualita’ del prodotto e del luogo di acquisto. Nelle sagre in programma in questi giorni in tutta Italia – aggiunge Coldiretti – è possibile fare buoni acquisti di alta qualità; in alternativa è opportuno rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire magari il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.

L’Italia resta il primo produttore di castagne mentre la quantità complessiva di novello (che risulta in calo del 30 per cento) ha indotto – osserva la Coldiretti – i produttori nazionali a riservare un quantitativo minore di bottiglie rispetto al solito. Inoltre – continua la Coldiretti –  il vino da bere giovane, anche se apprezzato come prima produzione enologica dell’anno, ha un po’ perso lo smalto di qualche anno fa anche per la limitata conservabilità che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi.
I prezzi di vendita sono stabili con una media di 5 euro a bottiglia per un fatturato complessivo del vino novello di circa 20 milioni di euro. Sono oltre duecento i produttori con oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto che insieme al Trentino copre quasi la metà della produzione nazionale, mentre a seguire si posizionano la Toscana, la Sardegna, l’Emilia Romagna e la Puglia.
La produzione italiana – precisa Coldiretti – è caratterizzata soprattutto da novelli monovitigno con l’utilizzazione di un’ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d’Avola, ecc.) anche se quelli più utilizzati sono nell’ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

(fonte: Coldiretti)
Link:
www.coldiretti.it