Chiamatelo “Il Nizza”, semplicemente “Il Nizza”
Il “Nizza” colpisce e convince! Per noi che raccontiamo di vini su Wining è una vecchia conoscenza, un caro amico. Ne abbiamo già scritto in tempi non sospetti, accompagnando quasi per mano il passaggio di quello che era una “sottozona” della Barbera d’Asti fino alla realtà odierna: il Nizza DOCG, promettente e in grande espansione, tenendo sempre alta la qualità dei vini. Il primo a farmelo conoscere, ad un Vinitaly di sette anni fa, è stato Gianluca Morino (Cascina Garitina). Poi, direttamente sul territorio, alcuni produttori lungimiranti, come Daniele Chiappone e Michele Chiarlo, incontrati all’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato.

Il Nizza è un vino maschile che nasce da un’uva femminile: la Barbera. E colpisce subito per freschezza, pulizia dei profumi, piacevolezza del sorso, elegante e intenso al tempo stesso: una “Barbera femminile”? E’ riduttivo. Per me, invece, è l’esempio virtuoso di come si possa valorizzare la tipicità di un territorio piccolo e ben identificabile.

Il 14 febbraio scorso, la cosiddetta “Super Barbera” ha ottenuto il riconoscimento anche a livello comunitario: la Gazzetta Ufficiale della UE ha sancito che il Nizza DOCG si aggiunge alle denominazioni di origine tutelate del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato. E’ il coronamento di un percorso iniziato da un manipolo di coraggiosi vignaioli nel 2008, culminato con il riconoscimento della DOCG, l’11 settembre 2014. “Forse nessun’altra denominazione italiana ha dovuto attendere così a lungo per ottenere la DOCG” ha commentato Gianni Bertolino, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza.

Per chi fosse interessato a scoprire i passaggi del Nizza nel tempo. Ecco alcuni link:   

www.wining.it/orizzonte-nizza-un-tasting-fra-storia-cultura-e-gioco-di-squadra/

http://www.wining.it/nizza-docg-il-2014-sara-lanno-della-svolta-per-la-qsuper-barberaq/

http://www.wining.it/un-passo-avanti-verso-il-riconoscimento-del-nizza-docg-il-consorzio-dei-vini-dasti-e-monferrato-ha-detto-si/

http://www.wining.it/storie-del-nizza-di-un-viticoltore-digitale-di-barbera2-vigneto-nato-dal-web/

La vendemmia del 2014 è stata la prima a potersi fregiare della denominazione ufficiale Nizza Docg ma è il primo luglio del 2016 che, a Nizza Monferrato, i 60 produttori hanno festeggiato l’entrata sul mercato dei primi vini Nizza Docg, figli di quella vendemmia 2014 che, per sempre, segnerà la storia di questo vino. Un primo compleanno chiamato, con chiare allusioni cinematografiche, #natailprimoluglio.

Il Nizza DOCG nasce dai vigneti di 18 comuni della provincia di Asti. Duecento ettari di vigneti (su un potenziale stimato di 720) e circa mezzo milione di bottiglie prodotte. Secondo il disciplinare, l’invecchiamento previsto è di 18 mesi di cui almeno 6 mesi in legno. Per il Nizza Riserva, invecchiamento di 30 mesi (di cui 12 mesi in legno). Solo da uve Barbera al 100%. (anche se nel disciplinare è scritto 90%, i produttori ci tengono a fare il vino solo con la Barbera). Le uve si coltivano solo nei territori di 18 comuni della provincia di Asti intorno a Nizza Monferrato, la zona considerata di eccellenza per la produzione della Barbera d’Asti.

Ma anche in un territorio molto piccolo, sono molto differenti le caratteristiche del suolo: sabbie e terre rosse a nord, arenarie a sud, marne sabbiose e argille nel settore centrale, terre rosse a est.

“Il Nizza”: chiamatelo semplicemente così, è l’auspicio dei vignaioli, ribadito da Gianni Bertolino durante la tappa romana di “Orizzonte Nizza in Tour” ospitato dalla storica Enoteca Trimani.

All’incontro hanno partecipato, con i loro vini, le aziende:

Michele Chiarlo (Nizza DOCG 2016),
Tenuta Olim Bauda (Nizza DOCG 2015),
Fratelli Bianco (Carpe Diem Nizza DOCG 2015).
Vinchio Vaglio e Serra (Laudana Nizza DOCG 2015),
Ca’ dei Mandorli (Gattera Nizza DOCG 2013)

Abbiamo assaggiato cinque diverse sfumature della Barbera, tutte piacevoli, caratterizzate da profumi ampi, di fiori e frutta rossa, in alcuni casi anche evoluti, balsamici, mai bruschi. Si bevono bene, sono corpose ma non troppo, dai tannini finemente lavorati. Si abbinano alla perfezione ai piatti della tradizione piemontese e non solo.

A chiudere la piacevole serata fra produttori astigiani e giornalisti romani, non poteva mancare il dessert accompagnati da cinque freschi e profumati Moscato d’Asti.

Ma la regina della serata è stata la Barbera Nizza: per gli amici “il Nizza”, e basta!

www.ilnizza.net