giardini-1Francesco Iacono – Giardini Arimei (Fratelli Muratori) dall’isola d’Ischia.
Quando quasi tutti pensano al vino che sta maturando in cantina c’é ancora chi è in vigna a raccogliere l’uva. Anche nel 2013, con un ottobre bellissimo, caldo e asciutto ma con un novembre molto piovoso e freddo, siamo riusciti a fare le 7 vendemmie a Ischia presso la Tenuta di Giardini Arimei. Prima vendemmia a settembre, macerazione pellicolare in prefermentazione in palmento e poi fermentazione alcolica. Da quel momento in poi ogni 2 settimane nuova raccolta di uve, nel frattempo surmaturate in pianta, loro diraspatura e macerazione/fermentazione nello stesso vino. In questo modo Giardini Arimei si arricchisce dei profumi della tarda estate, dell’autunno e dell’inverno. Uve che godono delle brezze marine autunnali, delle piogge novembrine, dei primi freddi e, perché no, del tiepido sole che spesso fa vivere nell’Isola d’Ischia la sensazione che l’estate non sia ancora del tutto finita.

L’idea è antica, niente di nuovo, ma il vino assolutamente unico e originale: le 5 varietà isolane (Biancolella, Forastera, Uva rilla, San Lunardo e Coglionara) sono coltivate nelle terrazze alle pendici del Monte Epomeo e la loro esposizione al sole è molto variabile. A settembre preferiamo raccogliere le terrazze che sappiamo restare in ombra da ottobre in poi in modo da lasciare al sole autunnale le uve che possono surmaturare di più. Alla fine passiamo e ripassiamo negli stessi filari per selezionare grappolo dopo grappolo: una cernita meticolosa, davvero, una lotta con le vespe che svuotano le bacche della loro polpa ma anche con altri animali selvatici che degli zuccheri delle uve fanno scorta per l’inverno. Poi tutto nei palmenti. A Giardini Arimei ne abbiamo ristrutturato quattro scavati in una stessa pietra di tufo verde, ognuno a diversa altezza per facilitare il travaso del vino. Chiusure ermetiche in acciaio, vetrificazione delle parti interne, tubi in acciaio per facilitare travasi e sgrondi: insomma gli antichi palmenti sono efficienti vasi vinari moderni mantenuti coibentati in maniera naturale dalla pietra stessa.
L’ultima raccolta è di venerdì scorso, il 6 dicembre, e le uve adesso stanno macerando nel vino che ha già 14 gradi alcool: le bucce rilasceranno i loro aromi e la polpa, reidratandosi, cederà il suo zucchero al vino: ecco il passito secco Giardini Arimei che a gennaio andrà in legno per affinare almeno 2 anni. Ogni volta che racconto questa storia penso che i vignaioli siano proprio dei sognatori!