Sono sempre di più in Gran Bretagna i viticoltori che si dedicano alla produzione di vini e principalmente di spumanti. Le bollicine “tirano” e incontrano il gusto dei consumatori che in gran numero li scelgono fra gli scaffali dei supermercati o li degustano nei tipici pub e nei locali. Una tendenza confermata anche dalla recente scelta di un vignaiolo francese, Didier Pierson-Whitaker (il proprietario delle Hogan) che è pronto ad affrontare il mercato britannico con le prime cinquemila bottiglie di “Meonhill”, un bollicine metodo classico, coltivato da portainnesti francesi di uve Pinot nero e Chardonnay, che sarà messo in commercio nei prossimi mesi.

Un vero e proprio Champagne francese, in stile UK, frutto dei vigneti dello Hampshire. Quella di Didier Pierson-Whitaker è una prima volta in assoluto di uno champagne francese coltivato e imbottigliato sul suolo britannico.

Sono queste le conseguenze del riscaldamento climatico che ha colpito anche le regioni più settentrionali del globo dove, fino a pochi anni fa, coltivare la vite era praticamente impossibile. Come l’Hampshire, in Gran Bretagna, anche il Kent e il Sussex, si stanno avvicinando sempre di più, nella tipologia della composizione del suolo e per le condizioni climatiche, a quelli del Nord della Francia.

E la stampa britannica non ha perso tempo, coniando un neologismo: “Champshire” dalla sintesi di Champagne e Hampshire.

Non solo champagne, negli usi e costumi inglesi, ma anche tanti vini frizzanti prodotti in Gran Bretagna. Anche la regina Elisabetta produrrà vino “Chateau Windosr” dalla sua tenuta di Windsor Great Park dai tipici vitigni dello Champagne (Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier).

Le bollicine britanniche incontrano un buon successo anche nell’export verso Hong Kong e gli Stati Uniti. Il settore vitivinicolo nel paese d’Oltremanica continua a crescere: basti pensare che vent’anni c’erano soltanto 56 ettari di vigneti, oggi sono quasi 600. Circa la metà è dedicata alla produzione di spumanti, champagne o vini frizzanti.