di Mariangela Bonfanti
La fase di studio e ricerca è in piena attività al Vigneto Castello a 700 metri di altitudine e dopo un anno di analisi delle parcelle e della geofisica dei vigneti, affidate ai maggiori esperti mondiali, l’azienda vitivinicola La Collina dei Ciliegi ha presentato ufficialmente i primi 6 ettari di vigneto “Super Valpantena” che daranno il nuovo Cru extra Doc
Il press tour con visita agli impianti in crescita si è svolto per tre giorni a Erbin, in Valpantena, zona Doc Valpolicella, con la guida di Massimo Gianolli, presidente dell’azienda e noto imprenditore della finanza.

Claude e Lydia Bourguignon e Christian Roger

In programma: degustazioni in cantina, incontri eccellenti e conversazioni “fuori campo” con alcuni protagonisti principali del progetto Super Valpantena: Lydia e Claude Bourguignon, gli agronomi francesi consulenti dei più importanti Chateaux d’oltralpe e Christian Roger, membro permanente del Grand Jury Européen du Vin e AD Vino & Finanza.

 

Il Borgo di Erbin è la Valpantena che non ti aspetti e lo capisci fin dai primi momenti nel nuovissimo Ca’ del Moro, l’ospitale e lussuoso wine retreat con ristorante e 6 suite dai nomi dei grandi vini rossi e dei vitigni che hanno reso famosa la Valpolicella.

La vecchia struttura rurale della tenuta, da 50 anni di proprietà della famiglia Gianolli, è stata recuperata ristrutturando gli spazi secondo gli antichi metodi costruttivi dei rifugi della Lessinia con legni, fibre naturali, tecniche di miscelazione di pietre e calci vive. 

Un’esperienza di benessere totalizzante a contatto  con la natura dove la ruralità si fonde con la modernità.

 

Il Valpantenashire è il progetto creato negli anni da Massimo Gianolli che a partire dal vino – la prima produzione di uve destinate all’Amarone risale al 2005 – oggi è anche ospitalità, turismo, rivalutazione socioeconomica in chiave sostenibile del territorio, ricerca, innovazione e valorizzazione del sistema vitivinicolo di questa generosa terra, ingiustamente considerata sorella minore della Valpolicella, ma a quanto pare non destinata a rimanerlo a lungo.

Le idee in fermento, come nel processo della trasformazione dell’uva in vino, sono tante e inesauribili. Imminente la realizzazione di originali suite costruite sugli alberi, lussuose treehouse per soggiorni immersi nella natura del bosco.

Massimo Gianolli

Buona parte dei 46 ettari sono attualmente coperti da vigneti che entro due anni si estenderanno a tutta la superficie vitabile. Ma le protagoniste del momento sono le due aree Cru che hanno rivelato, dopo lunghe analisi, quell’iterazione quasi magica tra sito di coltivazione e varietà che conduce alla produzione della migliore espressione possibile di vino: il Vigneto Castello a 700 metri di altitudine con 6 ettari di vitigni Corvina e Teroldego, per la produzione di un grande vino oltre i dogmi della denominazione e il Vigneto Le Sponde, circa due ettari a bacca bianca, l’autoctono Garganega e un altro vitigno il cui nome rimane segreto.

Fin dai primi test i terreni più alti hanno rivelato potenziali sorprendenti, lasciando increduli gli stessi agronomi francesi. “Un terreno prezioso come un giacimento di petrolio …” è stata l’espressione di Massimo Gianolli per rendere l’idea della ricchezza degli elementi presenti in questa area che risale al giurassico e non è mai stata sfruttata da colture. Ma come sarà il vino che nascerà da queste uve speciali entro 4 anni? Il team di cui fa parte anche l’enologo Luca Degani lo descrive come un super vino extra doc Veneto, caratterizzato da una forte identità con il terroir unico a cui appartiene.

Lydia e Claude Bourguignon sono sicuri dell’elevata qualità di questo vino e stanno lavorando con molta determinazione imponendo scelte impegnative non solo di tipo economico. Sono stati commissionati complessi macchinari su misura adeguati alle asperità del terreno, la coltivazione a sesto d’impianto stretto ha rese per ettaro molto basse e per il nuovo Cru si sta costruendo un’apposita cantina, ma loro non hanno dubbi. Il vino che arriverà nei calici entro 4 anni sarà il migliore del Veneto, destinato a sorprendere con emozioni sensoriali indimenticabili.

Assaggi di botte

DEGUSTAZIONE SPECIALE DALLA BOTTE
Christian Roger maestro di cerimonia come l’occasione solenne richiedeva,  ha guidato con passione e competenza gli assaggi in botte e in bottiglia dei preziosi Amaroni custoditi nella barricaia, un santuario realizzato con le tecnologie più innovative che si raggiunge inerpicandosi lungo un breve pendio. All’interno, nel silenzio ovattato, le botti en primeur. Diverse appartengono a ricchi uomini d’affari, sceicchi che si concedono brevi vacanze ad Erbin per degustare l’Amarone di loro proprietà gelosamente custodito nella “nursery”. Non dimentichiamo che Christian Roger vice presidente della Collina dei Ciliegi si occupa di gestione di portafogli d’investimento nell’ambito del vino attraverso la sua società Vino & Finanza.

La Collina dei Ciliegi Amarone 2015
Anteprima dell’anteprima, scusate la ripetizione, ma lo abbiamo assaggiato con qualche mese di anticipo rispetto all’Anteprima Amarone 2019. Annata importante caratterizzata da una vendemmia straordinaria. Un vino di elevata qualità ricco di profumi intensi e molto avvolgente al palato, equilibrato e persistente. Dopo l’affinamento di pochi mesi in bottiglia risulta un vino più armonioso. E’ quasi del tutto svanito il sentore di legno molto accentuato nell’assaggio dalla botte.

La Collina dei Ciliegi Amarone 2016
Da un’annata molto produttiva un vino integrato nel suo equilibrio. Colore rosso rubino con sfumature di granato e profumo di marasche e ciliegie mature. Tra le sensazioni gustative morbide spezie e cacao.

La Collina dei Ciliegi Amarone Riserva 2007
Appartiene alla collezione Cru dedicata agli intenditori. Il colore è un lucente granato e all’olfatto si presenta ricco di sentori decisi ,ben armonizzati in sequenza, che persistono a lungo: la frutta matura, prugna e ciliegia marasca, con le piacevoli note di cioccolato e spezie.

Al termine Christian Roger ha riproposto la degustazione dello stesso vino nel Royal Glass, un calice di dimensioni contenute, messo a punto di recente da esperti che hanno trovato così il “bicchiere universale”. Il test a sorpresa ha rivelato in bocca un sentore amplificato del vino, rispetto al precedente assaggio e un’espansione degli aromi con accentuazione delle caratteristiche del terroir. Un contenitore speciale che svolge un ottimo servizio al vino … ma non cercatene la spiegazione.

www.lacollinadeiciliegi.it

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A proposito dell'autore

Mariangela Bonfanti

Vivo a Verona. Il vino e la buona tavola hanno incontrato la mia storia professionale di giornalista svariate volte. Ho iniziato giovanissima a scrivere e a condurre programmi radio e TV negli anni '80. Erano ancora lontani i tempi dei cuochi in televisione e dei canali tematici dedicati alla cultura del vino e della cucina, ma il programma che conducevo su Rai 3 dal titolo "E'gradito il dialetto"si concludeva con tavole imbandite intervistando sommelier e chef al lavoro tra i fornelli. Mi sono sempre divisa tra il pubblico delle platee e quello delle televisioni,Telenuovo e Telearena le due emittenti veronesi dove ho lavorato fino al 2010 occupandomi di cronaca e di trasmissioni sulla salute e il benessere. Nelle molte edizioni di Vinitaly di cui ho presentato gli eventi per Verona Fiere ho avuto modo di conoscere tante cantine e le loro storie che mi hanno affascinata. Sono entrata a far parte dell'Associazione Nazionale Le Donne del Vino nel 2012 occupandomi dello sviluppo del brand di un'azienda agricola della Valpolicella. Un' esperienza che mi ha consentito di acquisire buone competenze anche nel campo della produzione e del marketing del vino. Ma le passioni ritornano sempre e grazie proprio alle Donne del Vino ho ritrovato ciò che più amo fare: la giornalista che documenta le cose belle della vita e che fanno stare bene; il mondo del vino e' sicuramente una di queste.

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