di Adele Elisabetta Granieri

Ventisei aziende, più di cinquanta vini in degustazione nelle sale tufacee di Castel dell’Ovo, il maniero più antico della città, con la suggestiva cornice del Borgo Marinari, sospeso tra terra e mare: così Napoli ha accolto il primo Spumante Metodo Classico italiano. Era da 10 anni che il Festival del Franciacorta mancava dal capoluogo partenopeo. Due territori estremamente diversi – Napoli e Franciacorta – ma con sorprendenti punti di accordo. Uno su tutti, la pizza.

Franciacorta: Il Metodo e il vino
Il Franciacorta è stato il primo vino ottenuto col metodo della rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto in Italia la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nel 1995, anche se in etichetta non è consentita tale indicazione. La zona geografica di produzione, che identifica il nome, si trova nella parte settentrionale della provincia di Brescia.

Le differenti tipologie di produzione del Franciacorta in sintesi

Franciacorta: prodotto con uve Chardonnay e/o Pinot Nero, ma è consentito anche l’utilizzo del Pinot Bianco, fino ad un massimo del 50%. Deve restare a contatto con i lieviti ameno 18 mesi ed avere una pressione in bottiglia tra le 5 e le 6 atmosfere.
Franciacorta Satèn: prodotto da uve Chardonnay (prevalenti) e Pinot Bianco, fino ad un massimo del 50% e perciò definito “blanc de blanc”. Deve restare a contatto con i lieviti almeno 24 mesi e la pressione in bottiglia non deve superare le 5 atmosfere. Proprio grazie alla moderata pressione in bottiglia, il Franciacorta Satèn è caratterizzato da una peculiare morbidezza gustativa (nel dialetto bresciano “satèn” significa “setoso”). È consentita la produzione esclusivamente nella tipologia brut.
Franciacorta Rosé: prodotto da uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero (minimo 25%). Deve restare a contatto con i lieviti almeno 24 mesi. La presenza del Pinot Nero conferisce a questo Franciacorta un corpo ed un vigore particolari.
Franciacorta Millesimato: prodotto da vini base di un’unica annata per almeno l’85%. Può essere messo in commercio dopo almeno 37 mesi dalla vendemmia, di cui 30 trascorsi in bottiglia a rifermentare a contatto con i lieviti. Sull’etichetta riporta l’indicazione dell’annata della vendemmia, il millesimo, appunto. I Franciacorta millesimati riportano nel calice le caratteristiche peculiari dell’annata di produzione, giudicata ottimale.
Franciacorta Riserva: è un millesimato, che può essere prodotto anche nelle tipologie Satèn e Rosé, che è rimasto a contatto con i lieviti per almeno 60 mesi. Rappresenta la massima espressione qualitativa del Franciacorta.

I migliori assaggi del Franciacorta Festival di Napoli

Contadi Castaldi, Franciacorta Satèn Soul 2006
(Chardonnay 100%): Un bel giallo paglierino brillante e profumi complessi che vanno dai sentori floreali di ginestra, alla crosta di pane, fino alle note di frutta secca. Un perlage molto fine ed una bocca strutturata, equilibrata e persistente.


Ca’ del Bosco, Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2005
(Chardonnay 55%,Pinot Bianco 25%, Pinot Nero 20%): Solo le uve migliori selezionate nei vari “cru” e nelle migliori annate sono predestinate alla produzione di questo Franciacorta dedicato alla fondatrice dell’azienda, che affina a contatto con i lieviti per oltre 7 anni. Il risultato è un vino di un’eleganza eccezionale, caratterizzato da un bel colore dorato, un perlage finissimo, una straordinaria complessità olfattiva, che spazia dalla frutta esotica, alla nocciola tostata, toccando note floreali, burrose, speziate. Al sorso è cremoso, avvolgente, di gran corpo e molto persistente.


Bellavista, Franciacorta Gran Cuvée Pas Operé 2007
(Chardonnay 65%, Pinot Nero 35%): Un dosaggio zero (senza aggiunta di “liquer d’expedition, ovvero di zuccheri) prodotto con la fermentazione di buona parte del mosto in piccole botti di rovere. Nel calice si presenta di un bel giallo paglierino brillante, con un perlage molto sottile ed un naso complesso ed elegante con note di agrumi e mela verde, accompagnati da accenni di fiori secchi e spezie dolci. In bocca è ricco e di buona struttura, con acidità ben calibrata, leggermente sapido. Fine e persistente.


Monte Rossa, Franciacorta Brut Cabochon 2009
(Chardonnay 70%, Pinot Nero 30%): Un Franciacorta ottenuto attraverso una prima fermentazione del mosto in barrique ed un affinamento sui lievitassi protratto per più di 40 mesi. il risultato è un vino armonioso ed elegante che si presenta con profumi di pompelmo rosa, nocciola e crosta di pane. Al gusto è corposo con buona spinta acida, piacevole sapidità e persistente retrogusto di nocciola.


Uberti, Franciacorta P.R. Brut
(Chardonnay 65% e vino Chardonnay di riserva 35%): Un blanc de blanc fine ed intrigante arricchito dalla struttura e dalla complessità del vino di riserva. Un bel colore dalle sfumature dorate ed un perlage fine e continuo, al naso si colgono sentori di agrumi, frutta esotica, erbe aromatiche, note burrose e piacevoli ricordi minerali. Il sorso è ricco, pieno, morbido, ma bilanciato da un’ottima spinta acida, elegante e lungo.
www.franciacorta.net