Verticale di “Nakone”, Igt Sicilia – Tenuta di Fessina
E’ uno Chardonnay in purezza Igt Sicilia in controtendenza con la tipologia territoriale etnea: siamo infatti nella parte occidentale dell’isola, in provincia di Trapani. Le uve si coltivano in un vigneto di 5 ettarinako-1 impiantato nel 2000 fra Calatafimi e Segesta, vicino all’antico tempio greco. Il terreno è di medio impasto, calcareo a 600-700 metri d’altitudine. Vendemmia a metà agosto. Fra le 4.000 e le 9.000 le bottiglie prodotte. Vinificazione e affinamento con il metodo della pigiatura soffice. Solo acciaio: questo vino non conosce legno. Ma cos’è insomma “Nakone”? E’ il nome di un’antica città fondata dagli Elimi nella valle del Belice ancora non trovata dagli archeologi. Il popolo degli Elimi proveniva dall’antica Troia, non erano greci e fondarono Segesta che fu rivale di Selinunte. Il Nakone è “un vino contro corrente, uno Chardonnay moderno, dal nome classico”, come ama definirlo Federico Curtaz. La sfida di Tenuta di Fessina era quella di fare in Sicilia un vino che ancora non c’era, così come l’antica città.
Quattro le annate proposte (dal 2007 al 2010), il 2011 è stato solo un curioso esperimento di mosto-fiore non svinato e non filtrato. Prezzo 11-13 euro


2010
L’aspetto è un bel giallo paglierino chiaro, abbastanza nordico nella tipologia. Subito aromatico e fumè al naso con note fresche di mela, pesca bianca, cedro e fiori di campo. Poi anche nocciola. Al gusto evidenzia freschezza e sapidità unite a dinamica morbidezza. Un vino “verticale” che richiama subito un altro assaggio. Sicuramente più piacevole e appagante se assaggiato fra un anno o due. Dinamico.

2009
Qualche nota sull’andamento climatico dell’annata: primavera piuttosto piovosa e umida. Estate breve con un picco di calore a fine luglio. Autunno umido e fresco con bel tempo tra fine settembre e metà ottobre; seconda metà di settembre piovosa. Giallo paglierino pieno. Al naso svela note floreali di biancospino e scorza d’agrumi seguite da burro fuso, nocciola tostata ed erba tagliata. Il bocca è deciso, freschissimo, corposo, abbastanza lungo ed equilibrato. Tonico.

2008
Primavera fresca con buona piovosità, estate molto calda, autunno fresco. Il colore è giallo paglierino, limpido con riflessi verdolini. Si sentono subito note fresche, umide, vegetali, fini e molto minerali. Si sente addirittura il mare. Poi arriva l’immancabile nota d’arancia in compagnia dei fiori di biancospino. Al gusto ritornano subito mineralità e sapidità, freschezza e propulsione. Un vino molto “verticale”, fine, lungo. In una degustazione alla cieca, tra altri Chardonnay, non sarà facile per molti identificarlo come il “solito Chardonnay siciliano”. Per me questo 2008 è il migliore della “verticale”. Forse l’estate caldissima gli ha conferito più “sprint”. Estatico e davvero contro corrente.

2007
Annata piovosa in inverno e primavera, clima secco d’estate. Aspetto giallo paglierino pieno. All’olfatto, note di frutta gialla più evoluta, anche tropicale (ananas) e fiori primaverili. Gusto sapido, morbido, freschissimo, “teso al limite”, con ritorno delle note fruttate. Leggero fumé in un finale un po’ meno corposo e lungo rispetto al 2008. Può essere bevuto anche fra altri 5 anni. Nervoso.
U.G.

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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