di Michela Pierallini

La prima cosa che faccio appena scendo dalla macchina è guardare per terra. Strane abitudini, lo so, ma sono appassionata di erbe spontanee e questo vizio non riesco proprio a togliermelo. Se vedo una cicerbita, o addirittura la salvistrella, mi sento a casa, memore delle fantastiche insalate dell’infanzia. Così mi sono presentata a Ivan Muzic, indicando una cicerbita e lui ha risposto mostrandomi una cicoria selvatica. “L’insalata non è bella se non c’è la salvistrella” ho esclamato io e così ho imparato ad usarla per insaporire la frittata. Ottimi presupposti per iniziare la giornata! Orieta, la moglie di Ivan, mi corre incontro a braccia aperte. Ci siamo conosciute per motivi di lavoro e subito piaciute. Forse perché entrambe siamo donne “multitasking”. Giro la testa per guardare il panorama, la nebbia è momentaneamente in pausa così vedo vigneti, ciliegi, alberi e sassi, salite e discese. Il marrone domina in tutte le sue sfumature. Gennaio è un mese che non regala colori ma la campagna è bella in ogni stagione e poi adoro l’odore della terra umida, bagnata dall’inverno.

MuzicDavanti alla cantina ci sono, in bella mostra, moltissimi reperti bellici trovati nei vigneti. Vengono i brividi soltanto a pensarci…che proprio lì, dove stiamo gioiosamente conversando, uomini e uomini e ancora uomini dell’età dei nostri nonni e bisnonni, si sono ammazzati per conquistare centimetri di terra. La storia ha anche il colore del sangue. Bando alla tristezza, andiamo in cantina! Mi fermo sulla porta attirata da una vespa gialla marchiata “collio”, simpatica iniziativa di alcuni produttori che la mettono a disposizione degli ospiti desiderosi di fare un giro per il Collio e per i Colli Orientali. La cantina è semplice e funzionale, ha un buon profumo, è pulita e in ordine e tutto questo mi piace.

Conoscendo la finezza e l’eleganza dei vini Muzic è proprio quello che mi sarei aspettata. L’occhio è presto rapito dalla bellezza della porzione storica della cantina. Le luci sono soffuse, ci sono libri, bottiglie, ma soprattutto pietre, e quando entri istintivamente abbassi il tono della voce, non so perché, sarà la suggestione dei muri in pietra, sarà che ti trovi in una delle cantine più antiche di San Floriano, risalente al XVI secolo, sfuggita ai bombardamenti, ma è piacevole osservare in religioso silenzio. “Vogliamo andare a pranzo?” Orieta ha già le pentole sul fuoco ed ora posso dire di lei che è anche una cuoca eccezionale. Indugio sulla porta per fotografare una zucca di ben 100 kg che i figli di Ivan e Orieta, Elija e Fabijan si sono divertiti a far crescere nell’orto del nonno e poi non posso fare a meno di notare una strana scritta sulla porta, e chiedo. Ivan mi spiega che a San Floriano ci sono circa 800 abitanti e le tradizioni amano tenerle in vita. Nella notte fra il 5 e il 6 gennaio i Re Magi si fermano in tutte le case portando oro, incenso e mirra e segnano sulla porta il passaggio avvenuto.

Sono senza parole, piacevolmente sorpresa, affascinata dai racconti di una realtà quasi surreale. Finalmente entriamo in cucina, accolti dal profumo del brodo e dalla musica soft della radio. Non vedo la televisione, perché non c’è, ed inizio ad amare profondamente questo luogo e queste persone che scelgono di onorare il pranzo e la cena con il dialogo. E infatti non smettiamo di parlare e bere Collio Friulano Vigna Valeris, e parliamo e beviamo, e parliamo e stappiamo la seconda bottiglia e il piacere della convivialità aumenta. È un vino bianco DOC ottenuto dalle uve Friulano che coprono poco più di 1 ha di vigneto di età superiore ai 40 anni. Emozionante. Mi sorprendo leggendo in etichetta che ha circa 13% vol. perché non ci si accorge, complice forse l’accostamento al formaggio e al prosciutto appena tagliato.

Serviamo il primo piatto e apriamo il Collio bianco Bric, un uvaggio di Friulano, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla. Mi sento nel posto giusto al momento giusto, e col vino giusto! Mi trovo in empatia con questi bianchi, colgo la delicatezza e insieme la personalità mai arrogante e mai presuntuosa, ma sempre ben equilibrata. “Ivan perché i tuoi bianchi hanno una gradazione così alta?” chiedo ” Perché l’uva la colgo quando è matura, come si fa con tutta la frutta”.

Mi piace. In effetti tutto mi è piaciuto di questa domenica. Ci sono ospiti a quattro zampe da queste parti che apprezzano l’uva matura, e hanno anche preferenze, perciò i vigneti nel periodo intorno alla vendemmia sono recintati con il filo elettrico. Sto parlando dei cinghiali, amanti dell’uva Chardonnay. Ivan mi racconta che riescono a trovarla anche in mezzo a filari di Ribolla o Pinot Grigio, e quando la trovano la divorano con ingordigia. I caprioli invece arrivano in primavera perché mangiano i germogli.

Orieta porta in tavola il pollo con i peperoni e continua a riempire i bicchieri, questa volta di Collio Cabernet Sauvignon. 0.70 ha di viti allevate a guyot con una resa per ettaro di 60/70 quintali. Questo vino si fa bere con una facilità stupefacente. Credo che si aggiri intorno ai 14 gradi ma ho deciso che berrò una bottiglia d’acqua prima di guidare e quindi continuo a rendermi felice. Ho sempre sostenuto che il vino rispecchia il carattere della persona che lo ha fatto e qui ho trovato conferma.

L’aria che si respira è buona, è piena d’amore e di rispetto, di comprensione e di condivisione, in famiglia, nella coppia, tra genitori e figli, addirittura tra compaesani! Ivan è un uomo che ha molto da raccontare e lo fa con simpatia, generosità e spontaneità, senza fretta, e d’altronde la natura non ha fretta. (tanto c’è Orieta che corre abbastanza per tutti e due).
Come dico sempre: i vini vanno bevuti, non raccontati.
La Cantina Muzic si trova a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia.

Cantina Muzic, località Bivio, 4 – 34070 San Floriano del Collio (GO)

www.cantinamuzic.it

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A proposito dell'autore

Patrizia Pittia

Sono fiera di essere una friulana DOC. Nata a Udine un bel po' di anni fa, ma con lo spirito e la mente come quelli di una ragazzina. I miei genitori - gente semplice e di grandi valori - mi hanno insegnato a muovermi con serietà e rispetto verso gli altri. La mia voglia di indipendenza e il non voler pesare sulla famiglia (ho tre fratelli) mi hanno portato a lavorare molto presto : sono contabile aziendale per un'azienda di prodotti petroliferi. Fin da ragazzina avevo il pallino per la cucina: mi divertivo (e mi diverto) a preparare risotti e molto altro. Così, una decina di anni fa, mi sono iscritta all'Associazione Italiana Sommelier perché mi incuriosiva l'abbinamento cibo-vino. E pensare che a quei tempi ero quasi astemia! Dopo il diploma di sommelier mi si è aperto un "universo" che non avrei mai immaginato e il mondo del vino ha preso il mio cuore (e anche il mio tempo). Organizzo spesso visite nelle cantine della mia regione e nella vicina Slovenia. Su invito di Umberto Gambino, collaboro con Wining, una sfida a cui mi sono sottoposta molto volentieri. Così ora le mie visite in cantina e le degustazioni le condivido con i lettori del nostro sito. I miei gusti? Adoro le bollicine metodo classico , i vini aromatici e i passiti. Sono diventata anche una patita del mondo dei Social. Credo che la comunicazione digitale sia fondamentale, in particolare per i vignaioli che vogliano davvero promuovere i loro prodotti, la loro azienda nel territorio. Oggi il marketing online e il turismo enogastronomico sono veicoli di comunicazione fondamentali. E Wining aiuta tantissimo in questo. Dal luglio 2015 sono giornalista pubblicista.

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