di Fabrizia Dalpiaz

Giornata splendida, così decido di regalarmi e regalarvi una nuova esperienza, andando a partecipare ad un evento un po’ particolare. La cantina Francesco Moser ha organizzato per questo pomeriggio una degustazione che, partendo dal mosto, arriverà allo spumante Trentodoc  Brut 51,151. L’azienda sorge sulle colline di Trento, sopra l’abitato di Gardolo, in un piccolo borgo che risale al 1300 circa, un tempo residenza vescovile. Il Maso Villa Warth, circondato da uno splendido anfiteatro di vigneti di circa 10 ettari, è anche l’abitazione della famiglia Moser, che porta avanti la passione per la viticoltura iniziata dal nonno Ignazio in Val di Cembra. Oggi siamo alla terza generazione con i figli Carlo e Francesca e il nipote Matteo.

02 Panorama Trento

Panorama di Trento

Mi attende Francesca, che ho già conosciuto in occasione di un evento delle Donne del Vino del Trentino Alto Adige. Insieme saliamo tra le vigne, e raggiungiamo la “logeta” un belvedere da cui si può ammirare la città. “Wow…che vista!”. Immediatamente faccio un balzo all’indietro, le mie vertigini si fanno sentire anche se siamo solo a circa 400 metri d’altitudine.
L’Ora del Garda ci scompiglia i capelli, qui soffia forte tutti i giorni, infatti hanno piantato le vigne in modo che il vento le “spazzoli” senza opporre resistenza. Attraversiamo i vigneti di Riesling e di Chardonnay, in cui è già iniziata la vendemmia e passiamo accanto ad un grande deposito attrezzature interamente ricoperto da pannelli fotovoltaici integrati, per produrre energia elettrica pulita. L’energia termica invece viene prodotta da una caldaia a biomassa, alimentata con i resti della vigna e gli scarti del bosco di loro proprietà. Grande attenzione quindi per la cura dei vigneti ed il rispetto dell’ambiente. Una parte delle uve Chardonnay sono state vendemmiate oggi e con l’enologa entriamo in cantina dove sono situate le vasche d’acciaio.

07 Mosto pompato nella vasca

Mosto pompato nella vasca

Profumi intensi e un piacevole fresco tutt’intorno. Il racconto parte da qui, mentre osserviamo il raffreddamento ad acqua di alcune vasche d’acciaio, necessario per abbassare la temperatura interna poiché la fermentazione è già in atto.
“Ecco, quella che state vedendo è la macchina per la pressatura delle uve intere, da qui il mosto viene pompato nelle vasche d’acciaio in cui avverrà la normale fermentazione, che durerà alcuni mesi”.
Sbircio nella vasca che raccoglie le uve pressate e quello che vedo non è per nulla invitante! Una schiuma biancastra copre un liquido giallognolo: speriamo non faccia parte della degustazione! In realtà, il mosto che andremo ad assaggiare, viene preso da una vasca d’acciaio in cui è già avvenuto un primo deposito, quindi risulta più limpido. Ci raggiunge Matteo Moser, nipote di Francesco Moser, l’indimenticato campione del mondo di ciclismo titolare dell’azienda: con lui faremo la degustazione nella bellissima sala degustazioni che è anche punto vendita.  Una delle sale è stata adibita a “museo” in onore della carriera ciclistica dello zio Francesco. Qui è possibile ammirare biciclette, trofei, magliette e coppe!

14 Bicchieri degustazione

Bicchieri pronti per la degustazione

I bicchieri sono allineati ed il percorso è segnato: Mosto-Mosto in fermentazione-Vino-Bottiglia in punta-51,151 Trentodoc Brut. Prima di stabilire l’inizio della vendemmia vengono effettuati attenti controlli delle uve Chardonnay,  per controllare il tasso di acidità e degli zuccheri. Matteo, utilizzando il mostimetro Babo, verificherà questi parametri, nel mosto che andremo ad assaggiare. Risultano ottimali, nonostante il gran caldo di questa estate e la carenza di piogge.
Mosto: il colore è giallo opaco, al naso profumi piacevoli di uva matura e in bocca è dolce ma non esageratamente.
Mosto in fermentazione: il colore è ora più intenso e scuro, al naso profumi più definiti e in bocca la dolcezza è accompagnata da una leggerissima nota sapida, appena accennata la fermentazione.
Vino: colore sempre intenso e torbido, al naso i profumi dolci sono meno intensi, in bocca la fermentazione è più ricca e anche la sapidità.
Bottiglia in punta: Matteo ha fatto la sboccatura in diretta ed ora assaggiamo questo “spumante” praticamente a dosaggio zero poiché solo successivamente verrà aggiunto il “liquore di tiraggio” composto dallo stesso vino base, zucchero di canna, lieviti selezionati e altre sostanze “segrete”.
Durante la rifermentazione in bottiglia il vino rimarrà sui lieviti per 24 mesi. Successivamente inizierà il rèmuage , che ora avviene utilizzando una speciale macchina, fino a completa rotazione della bottiglia. A questo punto il sedimento si sarà concentrato all’interno del “bidule” nel collo della bottiglia.

22 Trentodoc Brut 51,151

Trento Doc Brut 51,151

In questo bicchiere, lo spumante è di colore giallo oro con riflessi verdognoli,  perlage ricco e continuo, al naso profumi fragranti, agrumati con in evidenza note di fiori bianchi e un accenno di crosta di pane. In bocca è viva la nota sapida, grande freschezza e mineralità.

51,151 Trentodoc Brut: la sboccatura è del febbraio 2015. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, fine ed elegante perlage. Al naso, fragranti note fruttate e crosta di pane, al palato un’esplosione di freschezza e mineralità in ottimo equilibrio con la nota sapida. Un grande Trentodoc dedicato al padre Francesco, in ricordo del record dell’ora di città del Messico del 1984, e diventato ora il prodotto più conosciuto, di punta della cantina Moser. Grandi soddisfazioni per chi sta lavorando al meglio e cura con passione le sue vigne e i suoi prodotti.

www.cantinemoser.com

 

 

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A proposito dell'autore

Fabrizia Dalpiaz

Ciao, sono Fabrizia, chitarrista, concertista, insegnante, pittrice, da sempre appassionata di gastronomia. Da più di 10 anni seguo questo settore in modo più consapevole e assiduo, e dalla fase in cui stavo più ai fornelli sono passata alla fase in cui preferisco viaggiare, scoprire e sperimentare, girando per ristoranti e cantine. Amo tutto ciò che è emozionante, dalla musica, alla pittura, dal cibo ai vini, dai viaggi alla natura, ed ora eccomi qui a condividere con voi le mie esperienze e le mie emozioni perché è questo che farò. Non sono assolutamente un tecnico del settore ma spero che il mio animo sensibile possa trasmettervi tutto ciò che proverò nei miei viaggi e nei miei incontri. Sono nata e cresciuta a Trento, città che adoro, e vi racconterò soprattutto della mia terra: il Trentino.

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