di Umberto Gambino
Il teorema noto è “il buon vino si fa partendo dalla vigna”. Per fare un buon vino occorre un vitigno di grande personalità, possibilmente tipico e territoriale, cioè autoctono. Un vitigno, sia pur diffuso in diverse regioni vicine, porta a risultati completamente differenti e non omologabili grazie a due variabili determinanti: il vignaiolo e il territorio. Ecco perché il Montepulciano delle Marche dà vita a vini completamente diversi dal Montepulciano del vicino Abruzzo. A fare la differenza sono il territorio, la terra, il microclima, i viticoltori. Dalle vigne di Montepulciano coltivate sui lievi colli che circondano il Parco del Monte Conero nascono due tipologie di vini: una più immediata e di pronta bevibilità, il Rosso Conero Doc; l’altra più elegante che confida nell’affinamento e nell’invecchiamento, il Conero Riserva Docg. Due facce della stessa medaglia, due possibilità di lavorare sullo stesso vitigno, il Montepulciano, che colpiscono favorevolmente. Anche se il disciplinare consente l’utilizzo come minimo per l’85% di uve Montepulciano, la maggioranza dei produttori sceglie di fare vini da Montepulciano in purezza. Una scelta che a noi piace molto!

Dall’evento Red Marine Wine dedicato ai vini rossi del Conero, organizzato dall’IMT (Istituto Marchigiano di Tutela dei vini) ecco i nostri 10 Conero Riserva favoriti. Volendo paragonare questo vino ad un atleta, il Riserva è come un mezzofondista: non si concede subito, si deve far respirare, ma poi, dopo un po’ prende pista, esprimendosi al meglio con profumi ancora freschi nelle annate più giovani e poi con aromi più evoluti in quelle più longeve. La buona opera in vigna e in cantina dei viticoltori consente di non calcare troppo la mano con l’utilizzo di legni nuovi: il risultato è una corrispondenza vino-vitigno integra favorita dalla freschezza del Montepulciano del Conero. Ecco perché anche dopo 20-25 anni si possono assaggiare Conero Riserva di grande bevibilità.

Discorso diverso sui Rosso Conero Doc, anche d’annata, dai sentori immediati di frutti e fiori rossi, che di solito non vedono legno (preferite le vinificazioni in acciaio o cemento) e che – grazie a tannini non bruschi – diventano un buon abbinamento con i piatti di mare. Il classico “rosso da pesce”! Il Rosso Conero Doc è uno sprinter: parte e arriva in pochi secondi.

Così il Montepulciano delle Marche mostra due volti (come Giano bifronte) ma non è ambiguo, anzi: possiede e dimostra una precisa personalità nel calice. 

I 10 migliori Conero Docg Riserva

066-20160930_100419Fattoria Le Terrazze – Sassi Neri 2012
Azienda da 90.000 bottiglie all’anno, quella di Antonio e Georgina Terni che ha nel Sassi Neri il suo fiore all’occhiello. Maturazione del vino in barrique di rovere francese per 18 mesi più 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Note fresche e immediate floreali e di marasca, chiodi di garofano e pepe nero, funghi e macchia mediterranea con una pennellata di vaniglia non invadente. E’ vino fine ed elegante al sorso, austero, progressivo, equilibrato, morbido con tannini setosi e di buona fattura. Un gran bel bere! Enologo è il valdostano Federico Curtaz.

Fattoria Le Terrazze – Sassi Neri 2013
Ottima anche l’annata più giovane, non ancora in commercio. Un po’ timido all’inizio, emana sentori di frutta rossa fresca su un piacevole tessuto speziato. In bocca deve ancora smussare qualche angolo ma è fresco e dinamico. Magari non da bere subito, ma si farà. Con soddisfazione per chi lo compra e se lo beve.

La Calcinara – Folle 2011
Paolo ed Eleonora Berluti, sono due fratelli enologi, giovani e piacevolmente folli così come i vini che fanno. Non hanno affatto atteso prima di compiere esperienze professionali formative in Nuova Zelanda, in Cile e a Bordeaux. Loro sì che corrono. Come i loro prodotti.
Il vino che hanno voluto chiamare “Folle” ne è un chiaro esempio. Dopo una doppia macerazione, fermentazione e svinatura, riposa in barrique di rovere francese nuove per 18 mesi. Poi dopo 6 mesi di assemblaggio altri 12 mesi di affinamento in bottiglia.
E’ un Conero Riserva che gioca subito su note rotonde, balsamiche, molto vive, pepate, poi su tinte floreali di violetta. Al gusto è coerente, morbido, sapido, decisamente minerale e iodato. Buona chiusura su note di marmellata di ribes.

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Garofoli – Grosso Agontano 2011
Vinificazione: 12 mesi in barrique e 24 mesi in bottiglia.
Si esprime con note di marasca e floreali, poi una spruzzata di balsamicità e un pizzico di vaniglia. Bocca fluente, intensa e morbida al tempo stesso, con tannini ben lavorati. Lungo e piacevole. Uno dei migliori. Certamente ben fatto. Lo presentano Carlo Garofali e la cognata Daria.

Moroder – Dorico 2011
Questo vino è una bomba! Con la sua veste rosso rubino vivo e luminoso, mostra sentori di confettura di ciliegia, floreale di violetta, pepe nero e liquirizia avvolte in un contesto maturo molto rotondo e piacevole. Al palato sfoggia sapidità, intensità, corpo unite a morbidezza e tannini vivaci molto piacevoli. Per il mio gusto personale è la Riserva migliore fra i Conero Docg assaggiati.

Umani Ronchi – Campo San Giorgio 2011
Montepulciano con una piccola percentuale di Sangiovese (5%). Affinamento in botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri.
Al naso non si concede subito, poi emergono note molto scure, il balsamico, la liquirizia, il floreale, il fruttato, fino a tracce di tabacco, noce, castagno. Gusto intenso, fine e persistente. Mantiene intatti freschezza ed eleganza. E’ indubbiamente un vino potente e fine che vizia subito chi lo beve. Lo presenta il titolare dell’azienda, Michele Bernetti.

Moncaro – Nerone Riserva 2012

Presentato dal direttore tecnico della cooperativa, Giuliano D’Ignazi, è vinificato con la pratica dell’appassimento delle uve. Una specie di ripasso come l’Amarone. E si sente e si capisce subito, annusando ciliegia sotto spirito, liquirizia (impronta tipica dell’area), poi spezie scure, caffè, tabacco dolce. Note dolci (ma non è un vino dolce!) tutte in linea con il prodotto che si è voluto disegnare e ottenere. In bocca entra potente e si allunga presto su un tessuto piacevolmente balsamico. E’ corposo, fresco, con tannini un po’ irruenti e ancora giovani. 

Fattoria Lucesole – Nympha 2009
La vinificazione del Nympha consiste in un anno di affinamento in acciaio e un altro anno in botte da 20 ettolitri. Il titolare, Massimiliano Manieri, spiega che l’azienda conta su 6 ettari di vigneti (solo Montepulciano) divisi in due frazioni: quella del Ninfa proviene da vecchie piante di 70 anni fa.
Nel calice è molto piacevole e ruffiano: liquirizia, rosmarino, ciliegia sotto spirito, balsamico, per un naso molto piacevole. Al gusto si mostra caldo (15% alcol), molto rotondo con tannini fini, mineralità e persistenza.

Angeli di Varano – Stile Libero 2010
La piccola azienda (solo 15.000 bottiglie) dei fratelli Matteo e Lorenzo Chiucconi è stata ereditata dai nonni. Metodo di vinificazione particolare: si dispongono le barrique in verticale e si toglie il coperchio delle botti. Parte la fermentazione normale solo in 4-5 barrique, poi si passa alla follatura a mano. Il resto dell’uva passa in vasche di cemento e da queste in altre barrique. Poi 20 giorni di fermentazione e macerazione, svinatura e passaggio finale in barrique solo in parte nuove dove il vino sosta per due anni di maturazione. Può essere una New Way del Rosso Conero.
Naso balsamico immediato, liquirizia, confettura di ciliegie, un frutto che risulta integro con lievi note di macerazione e tabacco dolce.
Al palato sfodera grassezza, forza, opulenza e un bel tannino. Chiude pulito, integro, lungo in perfetto equilibrio. 

Marchetti – Villa Bonomi 2009
14-16 mesi di barrique francesi e poi affinamento in bottiglia.
Bel bouquet floreale e note di visciole, vaniglia, balsamico. In bocca tannini piacevoli e setosi. Si mostra morbido e corposo con un bel finale vanigliato che non copre il frutto.

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Le 7 annate Top dei Rosso Conero Riserva stagionati 

Fattoria Le Terrazze – Sassi Neri 2004
Note già evolute di frutti di bosco in confettura, cuoio, spezie, salamoia: nel complesso è intenso. In bocca esce bene la sapidità, una buona freschezza e un finale dai toni scuri. Nel complesso meglio in bocca che al naso. Ancora fresco e vivace nonostante gli anni.

Fattoria Le Terrazze – Sassi Neri 2002
Annata molto difficile, dice il produttore. Al naso è una spremuta di confettura di more, poi si apprezzano tabacco, cioccolato fondente, note eteree, aromi nel complesso eleganti.
Bocca di eccellente bevibilità. E’ fine, morbido, dinamico: una piuma, setoso nei tannini con un retrogusto di incenso. Legno ben assorbito. Vino equilibrato e moderno. 13,5% e tanta roba! Il migliore fra le Riserve più stagionate.

Garofoli – Grosso Agontano 1997
Dal calice escono nette le note di cuoio e tabacco, la confettura di prugna: si avverte perfettamente il grado di evoluzione.
Al sorso è contenuto all’inizio, poi si distende non morbidissimo con tannino presente e vivo. Lungo al palato. Un vino di respiro e che respira. Evoluto al punto giusto.

Garofoli – Grosso Agontano 1993
Si apprezzano sentori di cacao, cioccolato fondente e ricche note balsamiche. Integro e fine al palato, tanto da evidenziare un equilibrio eccellente. Un po’ magro di corpo, ma è normale. Vince in eleganza! E Casa Garofoli dimostra di avere una buona mano nell’affinamento in botte dei propri vini. Complimenti davvero!

Umani Ronchi – Cumaro 2003
Cumaro (il nome è quello antico del Conero).
Al naso si respira il bosco, la macchia mediterranea, poi note di menta, liquirizia, cuoio, confettura di more e spezie in quantità su uno sfondo balsamico. Gusto morbido, intenso, vivace, persistente. Finale corretto, giocato su tannini fini e nota di liquirizia nel finale.

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Moroder – Dorico – 2005
Naso non immediato, poi si apre bene su note essenzialmente scure, di cioccolata scura, confettura di visciole, tabacco, olive in salamoia.
Al palato si mostra corposo, intenso, tannico, morbido e sapido. Non è un vino muscolare, ma piace per la sua tipicità. Nonostante gli anni è vivo e vivace. La dimostrazione che il Montepulciano di queste parti invecchia bene, mostrando piacevolezza a affinandosi di più, lasciando da parte la corposità.

Moncaro – Nerone 2007
Vive su note giovanili e floreale di violetta e confettura di visciole. Si capisce che è maturo, baciato dal sole. Sforna poi aromi di marmellata, balsamici, eucalipto, cioccolato al latte.
In bocca si distende e si amalgama bene nelle sue componenti. Tannino fine e finale di liquirizia. E’ molto rotondo nel finale.

I migliori 6 Rosso Conero Doc

Marchetti – Castro di San Silvestro 2014
Montepulciano 85%, Sangiovese e Syrah 15%. Vinificazione: 6 mesi in vasche di cemento con un blend del 20% in barrique francesi seguiti da un affinamento in bottiglia per 12 mesi.
Naso floreale, fruttato, speziato. Vaniglia. Si avverte l’effetto legno, ma non disturba. Al gusto è morbido e concentrato.

Moroder – Aion 2015
Montepulciano che fa solo acciaio. New entry nella linea produttiva.
Bel naso marino, iodato e di ciliegia fresca. Gusto giovane, fresco, rotondo, immediato. Molto frutto, manca un po’ di progressione, non è astringente. Buono da bere subito.

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Umani Ronchi  – Serrano 2015
Prodotto in 200 mila bottiglie è un fresco e pimpante esempio di vino rosso da pesce.
Naso che sa di ciliegia e pepe nero, note nel complesso dolci. Bocca fresca, immediata, vivace con tannini fini. E’ piacevole, giovane, equilibrato e sfodera un bel tannino.

Conte Leopardi – Fructus 2013
Enologo Paolo Novelli, consulenza Riccardo Cotarella.
Il vino permane per il 70% in contenitori di acciaio e per il restante 30% in barrique per la durata di 6 mesi.
Al naso spicca il pepe, lo speziato, il fruttato di prugna, poi un tocco di vegetale e balsamicità.
Al sorso è un po’ piccante, dal tannino bifasico (c’è, poi non c’è). Lieve e particolare nel finale. Come detto più volte: il Rosso Conero non è vino muscolare.

Serenelli Alberto – Marro 2012
Definito dallo stesso vignaiolo come un “vino da garage”, affina in botti di legno di 2° e 3° passaggio.
Naso molto speziato, pepe di tutti i tipi, rosmarino, frutta rossa.
In bocca è piacevole, morbido, con tannini vellutati. E’ molto fresco, pulito, fine. Un bel vino da pesce nonostante il legno. 

Pesaresi Federico – Nerto 2013
Solo 6.000 bottiglie prodotte di questo 100% Montepulciano vinificato in acciaio.
Nel calice spiccano lo speziato, il pepe e il rosmarino: è piccante con note di more, floreali e di cannella. Sorso fresco, piacevole, equilibrato, tannino fine, manca un po’ di lunghezza. E’ un vino pronto da bere subito. Con piacere.

Complimenti a tutti i vignaioli e alle aziende del Conero!
Leggi qui la prima parte del reportage sul Rosso Conero.

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A proposito dell'autore

Umberto Gambino

Lo scrivo subito, tanto per non generare equivoci: non mi piace improvvisare. Sono sempre uno che dà il massimo in tutti i campi. Prima di tutto adoro il mio lavoro di giornalista: si può dire che sia nato con questa idea fissa. Non ho mai voluto fare altro nella vita. Però di cose ne seguo parecchie contemporaneamente: potrei definirmi un esempio anomalo di uomo "multitasking". Dopo una trentina d'anni da cronista sul campo, sono attualmente caposervizio del Tg2 Rai. Sul versante enologico, sono sommelier Master Class dell'Ais e coordinatore della guida Vinibuoni d'Italia Touring. Si può ben dire che il mondo del vino è il mio ambiente naturale, e non poteva essere altrimenti, in quanto figlio e nipote di viticoltori siciliani. E' anche in loro onore, per ricordare sempre le mie radici, la mia terra natìa, gli odori e i sapori di quando ero bambino, che mi sono inventato - con l'amico webmaster, Maurizio Gabriele - il massimo della "digital creativity": una formula inedita per un web magazine di reportage in stile blog sull'enogastronomia: www.wining.it che state leggendo. In più sono anche un ottimo fotografo. Può bastare?

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