di Manuela Zanni
“L’Unione fa la forza” sembra essere il motto che meglio si addice a sintetizzare gli obiettivi espressi da Flora Mondello, produttrice e  Presidente del Consorzio di Tutela della DOC Mamertino, in occasione della presentazione dei tredici produttori attualmente associati, il cui numero è in crescita,  e dei progetti futuri a cominciare dal Vinitaly 2019, per proseguire con tante attività enoturistiche volte a valorizzare un territorio finora sottovalutato.

“Fare sistema, fa vincere il territorio. Il Mamertino è una risorsa anche identitaria che può generare valore e sostenibilità del Paesaggio” ha detto  Flora Mondello  che ha tutta l’intenzione di portare  questo messaggio al Vinitaly 2019 facendosi portavoce dei  tredici produttori che  si sono presentati dal notaio a metà marzo, per costituire l’associazione dei Produttori del Mamertino, con l’obiettivo di avviare un primo nucleo da cui poter far sviluppare – un giorno – il Consorzio di Tutela della Denominazione, riconosciuta nel 2004.

Il Consiglio direttivo dell’Associazione DOC Mamertino è composto dal Presidente, Flora Mondello (Gaglio Vignaioli), dal vice Presidente, Carmelo Grasso (Feudo Solaria), dal tesoriere  Simone Paone (Mimmo Paone) e dai consiglieri Ylenia Martino (Antica Tindari) e  Maria Genovese (Vigna Nica).

Quella del Mamertino è un’area produttiva estesa su 34 comuni  che rientrano tutti interamente nella Provincia di Messina,  dalla costa tirrenica alle colline, dai  boschi ai rilievi  tutti elementi ampelografici che contribuiscono a caratterizzare  uno degli habitat viticoli più straordinari e ricchi di biodiversità della Sicilia quali i Nebrodi. 
Grazie alle specifiche  condizioni pedoclimatiche  espresse da questi territori e all’interazione di queste con i vitigni impiantati l’identità enologica appare talmente differenziata, per suoli, clima ed esposizione da rendere il  Mamertino un piccolo gioiello della storia vitivinicola  siciliana che, pur venendo da un glorioso e remotissimo passato ben si presta ad interpretare una modernità enologica davvero interessante e competitiva. Si tratta di un territorio dalla morfologia molto irregolare, aperto sul mare, ma con altezze che raggiungono anche i 500  metri sul livello del mare caratteristiche che contribuiscono a creare vini dalla buona acidità e mineralità.
Quattro sono le tipologie ammesse dal disciplinare di produzione, adottato nel 2004 e su cui sono intervenute alcune modifiche, la più recente nel 2014:  Bianco e Bianco Riserva; Rosso e Rosso Riserva; Calabrese o Nero d’Avola e Calabrese o Nero d’Avola Riserva e, infine Grillo – Ansonica o Grillo – Inzolia.
Il disciplinare regola anche le percentuali varietali minime e massime per ciascuna tipologia prima descritte e nei vini Bianchi e Riserva ammette le seguenti varietà: Grillo, Ansonica e Catarratto (normale e Lucido) a cui possono aggiungersi, in percentuali minime, tutte quelle altre varietà ammesse alla coltivazione sul territorio siciliano che, nei bianchi non può superare il 20%  e, nei rossi, il 15%. Per i vini Rossi e Riserva le varietà ammesse sono: Calabrese o Nero d’Avola e Nocera, oltre che tutte le altre varietà a bacca rossa ammesse alla coltivazione nell’isola.
 La differenza tra Bianco e Riserva e Rosso e Riserva è data dal periodo di affinamento obbligatorio, prima della commercializzazione pari a due anni dalla vendemmia. Sia per i Bianchi Riserva che per quelli rossi, è previsto un periodo minimo di 6 mesi di maturazione in legno.

Attualmente il tessuto produttivo del Mamertino è costutuito in prevalenza da piccole aziende a conduzione familiare, con una media di 3 o 4 ettari per azienda.  I vigneti coprono un’estensione di circa 100 ettari complessivi con una produzione di circa 100 mila bottiglie. “Sono piccole produzioni – ha detto  Flora Mondello – che devono essere spinte anche dal sistema ricettivo e dalla ristorazione locale e siciliana, ancora troppo poco coinvolta in questa fase di rinascita e comunicazione dedicata ai vini del  Mamertino”.

Anche la Camera di Commercio di Messina ha assicurato il proprio appoggio al progetto di rinascita e divulgazione nella persona del Presidente, Ivo Blandina che ha detto: “Grandi imprenditori  condividono un obiettivo irrinunciabile: promuovere un vino che rappresenta la storia millenaria di questa terra nella coltivazione e nella vinificazione. L’associazione rappresenta la migliore sintesi, la volontà di crescere insieme e di accelerare processi di valorizzazione in chiave turistica e culturale, con ricadute economiche estremamente positive. Il Mamertino è un efficace driver di crescita di queste aziende e dei territori in cui insiste. La Camera di Commercio di Messina parteciperà attivamente al successo di questa coraggiosa iniziativa sostenendo ogni azione messa in campo dall’Associazione”.
Ad oggi le tredici aziende consorziate sono: Antica Tindari, Barone Ryolo, Bongiovanni Giuseppe, Calderone Antonino, Cambria Vini, Feudo Solaria, Gaglio Vignaioli, Mimmo Paone,  Planeta, Principi di Mola, Sapuri Cantina Siciliana, Vasari e Vigna Nica le cui etichette, poste in degustazione, hanno rivelato notevole differenze l’una dall’altra poiché, grazie all’ampia forbice di variazione di percentuali dei vitigni prevista dal disciplinare, ciascun vino presenta una personalità e un carattere ben distinti che varia non solo in base al terroir di provenienza ma anche, e soprattutto, in base alla volontà del singolo produttore di attribuirgli un carattere più o meno austero in base alle percentuali dell’uvaggio utilizzato.