di Elisa Barbini
I migliori vini rosati italiani si suddividono in tre tipologie: fermi (o tranquilli), frizzanti e spumanti.
In generale, i vini rosati sono molto freschi e profumati. Prima di entrare nel dettaglio, però, ci sembra d’obbligo un breve chiarimento sull’origine di questo particolare tipo di vino.

Perché i vini sono di colore rosa? Innanzitutto sfatiamo una convinzione comune: i vini “rosati” non sono il risultato di una miscela fra vino bianco e vino rosso, pratica peraltro illegale in Italia.
Il colore rosato di questi vini, infatti, deriva dall’uso di una particolare tecnica di vinificazione: le bucce dell’uva vengo lasciate a macerare direttamente sul mosto per un periodo variabile da poche ore ai due giorni. E’ proprio il contatto prolungato fra bucce e mosto a determinare il colore rosato del liquido.

Vini “a consumazione rapida”. I vini rosati hanno un basso contenuto di polifenoli e per questo motivo tendono a perdere velocemente acidità. Questo significa che non sono adatti all’affinamento in bottiglia e devono quindi essere consumati al massimo entro due anni dall’imbottigliamento. Oltre i due anni, infatti, anche i migliori vini rosati italiani tendono a perdere in freschezza aromatica e nel loro caratteristico gusto morbido di fiori e frutta.

L’eccellenza dei vini nostrani si conferma anche nei migliori vini rosati italiani, fra cui abbondano le etichette Doc, Dop, Igt, Igp e Vsq (Vino spumante di qualità).

Migliori vini rosati italiani: la Top 10 di Wining

I migliori vini rosati italiani provengono principalmente da Veneto, Abruzzo, Puglia e Sicilia.

i migliori vini rosati italiani il Barodlino

Foto da www.ilbardolino.com

Vini rosati del Veneto

Fra i vini spumanti rosati, in Italia la fa da padrone il Veneto. Ecco i più importanti.
Bardolino Chiaretto DOC: vino spumante brut prodotto sulla sponda veronese del Lago di Garda. ABBINAMENTI: tagliolini al ragù di coniglio, zuppa di pesce, arrosto di vitello, formaggi di breve stagionatura.
Garda Chiaretto DOC: prodotto nei comuni sul lato orientale del Lago di Garda. ABBINAMENTI: filetti di merluzzo alla mugnaia, zuppa di pomodori e tofu, lavarello ai ferri.
Bagnoli Rosato Doc: prodotto nella provincia di Padova, ha un colore tendente al rubino e un sapore leggermente amabile. ABBINAMENTI: spatzle, ravioli al radicchio e salciccia, minestre in brodo.

Vini rosati dell’Abruzzo

In fatto di migliori vini rosati italiani, l’Abruzzo è una delle poche regioni con una vera tradizione rosatista e vanta una fama indiscussa anche all’estero. La punta di diamante della “produzione rosa” abruzzese è il Cerasuolo.

Cerasuolo DOP: questo vino deve il nome al suo colore ciliegia (in dialetto abruzzese “cerasa” significa “ciliegia”). Ottenuto dalle stesse uve con cui si produce il Montepulciano d’Abruzzo (il Cerasuolo è una sua variante), il Cerasuolo ha un gusto fruttato, dal sapore secco, morbido e con retrogusto mandorlato. ABBINAMENTI: carni delicate, brodetto pescarese, primi piatti regionali, scamorza, pecorino fresco, salumi.

Vini rosati della Puglia

La Puglia, e in particolare il Salento, è terra di grandi vini rosati italiani.
Castel del Monte Rosato DOC: prodotto nella provincia di Bari, è un vino a tutto pasto, si fa apprezzare soprattutto d’estate. ABBINAMENTI: antipasti di mare, minestre leggere, pesce al forno, carni bianche.
Salice Salentino Rosato DOC: presente anche nella versione spumante, viene prodotto nella parte settentrionale del Leccese e nasce da uve Negroamaro completate da Malvasia Nera. ABBINAMENTI: primi piatti leggeri, fritti, salumi, carni bianche in umidi leggeri, formaggi a media stagionatura.
Negroamaro Rosato IGP: prodotto nella provincia di Lecce, si distingue per il colore rosa brillante e per il profumo di frutta matura (fragola e ciliegia) e di fiori selvatici. ABBINAMENTI: risotto a base di pesce o verdure, formaggi freschi, tortini di verdure, pesce saporito, uova.

Vini rosati della Sicilia

migliori vini rosati italiani abbinamentiI vini rosati siciliani raccolgono sempre più riconoscimenti negli ultimi anni.
Etna Rosato Doc: prodotto nella provincia di Catania, si caratterizza per un colore rosato tendente al rubino. ABBINAMENTI: penne, tonno e aceto balsamico; fusilli alle acciughe e tonno; cozze gratinate;piatti a base di pomodoro.
Monreale Rosato Doc: prodotto nel Palermitano, presenta un colore rosa tenue e un profumo fruttato e fragrante. ABBINAMENTI: cozze gratinate, involtini di melanzane su vellutata di zucca, zuppa di cernia.
• Nero d’Avola Rosato DOC: la sua zona di produzione è la Sicilia occidentale, il suo profumo risulta fruttato con note di ciliegia. ABBINAMENTI: piatti leggeri a base di pesce, paste asciutte con sughi delicati, salumi leggeri.

Foto in alto da www.monvin.it

3 Risposte

    • Umberto Gambino
      Umberto Gambino

      Salve. Con le ostriche consigliamo due opzioni: un Pinot Nero metodo classico dell’Oltrepò Pavese (spumante) oppure un Etna Rosato Doc da uve Nerello Mascalese.

      Rispondi
    • MARCO

      Se vuoi provare un abbinamento emozionante, ma internazionale, ti consiglio lo Chablis 1er Cru “Les Lys” 2012 – La Chablisienne.

      Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Elisa Barbini

Più che il vino, è la birra la mia bevanda alcolica preferita (meglio se blanche). La mia curiosità e la mia passione per la scrittura fanno il resto: la collaborazione con Wining mi sta aprendo un mondo che finora mi era poco noto, quello del vino appunto, ma che si sta rivelando molto più seducente di quanto pensassi. Scrivere per questo sito, poi, mi riporta alle mie origini professionali, cioè a 10 anni fa, quando curavo una rubrica sul consumo critico e consapevole, una rubrica che mi ha dato grandi soddisfazioni perché, anche qui, mi fece scoprire tante realtà interessanti e stimolanti. Mi sono avvicinata al mondo della birra e del vino un paio di anni fa grazie alla mia dolce metà: un (uomo) veneto DOC e, come tale, appassionato “della bibita”, come dicono nel Nord-Est! Per il resto, sono tutta amici, shopping, cucina salutare, pigrizia e Roma (città e fede calcistica).

Post correlati