di Germana Grasso

emozioni-04“Ma vale poi la pena de soffrì lontano da ‘na tavola e ‘na sedia pensanno che se deve da morì? Nun è pe’ fa’ er fanatico romano, però de fronte a ‘sto campa’ d’inedia, mejo morì co’ la forchetta in mano!”. Risuonano nella mia mente le rime de “La dieta” di Fabrizi appena declamate, mentre sulle nostre tavole si avvicendano le portate. Come dargli torto? Non mi azzarderei, soprattutto perché percepisco un’affinità nell’approccio gastronomico.Ma andiamo per ordine.
Metti una sera a cena Paolo Lauciani, Sergio Vastano ed Aldo Fabrizi. Connubio improbabile, ma non impossibile. È infatti accaduto in occasione di una delle serate per “Le Emozioni del Gusto” al ristorante del Queen’s Club di Roma. Le emozioni del gusto è un progetto enogastronomico, che prevede in calendario serate-evento per capire, degustando, alcune eccellenze della tavola italiana, in primis, vino e olio. Si tratta di un progetto nato a margine di “Quattrocento Denominazioni” della GMT – Produzioni Televisive Italiane, un’opera multimediale che è un viaggio nelle DOP guidati da Lauciani per i vini e da Fausto Borella per gli oli. Le note professionali di Lauciani, sommelier master class dell’Ais, a margine della degustazione dei vini sono state intervallate dalle “incursioni” comiche di Vastano e dalle poesie di Aldo Fabrizi, che seppe incarnare l’anima pura della romanità in bilico tra picchi altamente poetici e punte di ironia popolare.

La cena, a cura degli chef Luca Cirulli ed Andrea Carassai del Ristorante Grand Cru di Roma, si apre con la frittura di paranza molisana, accompagnata dallo spumante Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry 2011 di Angelo Bortolin. Il perlage fine, fitto e persistente, come la spuma, e la nota fruttata, leggermente minerale ed al palato la nota iniziale piacevolmente zuccherina ne fanno uno spumante beverino.
Trancetti di focaccia bianca fanno da base agli oli in degustazione, il Leccino di Terresacre di Montenero di Bisaccia (Cb) e l’olio dell’azienda agricola dei fratelli Biagi di Colonnella (Te). Per l’antipasto è proposta una rivisitazione nostrana del fish & chips in versione finger food: un filetto di sgombro sposa la patata in pastella con birra Weiss. A seguire la vellutata di ceci decorticati e vongole mi riporta alla mente la zuppa fagioli, cozze e cotiche, che i napoletani tradizionalmente amano consumare con l’aggiunta di pasta “mischiata”, cioè di rimanenze di varie forme di pasta. Per questa portata i nostri sensi saltano dal Veneto dei Bortolin all’Oltrepò Pavese dei fratelli Giorgi. Centellino nel calice il Pinot Nero Brut Gianfranco Giorgi 2008, trascorre il tempo, si avvicendano le portate e questo vino continua ad esprimersi in un bouquet complesso ed accattivante. Un giallo luminoso fa da sfondo al perlage finissimo, rado e persistente. Al naso la prima nota è quella delle fette biscottate dolci, una nota che svanisce per lasciare posto alla più persistente crosta di pane, poi fiori bianchi e pesca matura. In bocca è fresco, sapido, pulito e netto, piacevolmente persistente, come piacevole è il perlage cremoso che accarezza la lingua.
La calamarata con polpo verace, datterini e olive taggiasche è accompagnata dalla Passerina Colli Aprutini Igt 2011 dei fratelli Biagi. Approccio dolce al naso di frutta matura a polpa bianca con note di marmellata di albicocche e fiori bianchi. In bocca è fresco e sapido, pulito, dal finale morbido. Fantasioso l’accostamento per il secondo piatto, la millefoglie di salmone scottato e pane guttiau su crema di spinaci con julienne di zucchine al limone. Gradevole anche nell’abbinamento di colore tra il rosa del salmone ed il verde delle verdure, questa millefoglie va in tandem con la Falanghina Oravera 2010 di Terresacre. Dal calice emerge la mineralità tipica di questa Falanghina molisana al 100%. La vaniglia che si percepisce è conseguenza del fatto che Oravera fa legno. Questa dolcezza si percepisce anche al palato. Si chiude in dolcezza con il Tiramisù alla birra Stout con savoiardi artigianali e crema al mascarpone pastorizzata. La birra scalza il caffé nella bagna, conferendo un tocco di originalità al classico. La mia strada del ritorno a casa ha i profumi della Grappa Il Morellone di Giorgi, con quel suo piacevole sentore di botte invecchiata e con finale di liquirizia al palato, mentre continuo a pensare alle parole di Fabrizi, “mejo morì co’ la forchetta in mano!”. E con il calice alzato!

Ristorante Grand Cru di Roma
Piazza Enrico Martini, 10 – 00127, Roma; Tel. 06.52834046 – 339.2716521 – 338.6146830
info@grandcruristorante.it

QRestaurant del Queen’s Club Roma, Via Cristoforo Colombo 1800 – 00127 Roma; Tel. 06.52370612

Links:

www.spumantibortolin.com
www.giorgi-wines.it
www.aziendaagricolabiagi.it
www.terresacre.net
www.grandcruristorante.it
www.queensclub.it
www.denominazioni.it   

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

A proposito dell'autore

Germana Grasso

Giornalista professionista, sono convinta che la migliore qualità di questo mestiere sia la curiosità, un modo di essere che impregna i pensieri e scaccia la noia. Per curiosità mi sono accostata al mondo del vino e mi sono lasciata affascinare dalla scoperta delle nostre radici. Immagino ogni bottiglia di vino come un'opera, che il produttore lascia andare per il mondo a raccontare di sé. Ho voluto documentarmi per sentire cosa intende comunicare un vino, chi lo produce e la sua/nostra terra. Discendente da tre generazioni di pizzaioli napoletani, amante della buona cucina, ho eletto la comunicazione a stile di vita, passando dalla carta stampata, alla tv al web. L'incontro con Umberto e con Wining, il suo progetto nel cassetto, è stata l'ennesima occasione per confrontarmi con la curiosità e raccontare un mondo vitale, difficile, ma sempre ricco di umanità.

Post correlati