di Ilaria Rossi
fivi-07 Sabato 30 novembre sono partita da Milano con amici alla volta di Piacenza per il Mercato dei  Vignaioli FIVI , sotto un velo di neve che iniziava a cadere piano piano facendo svegliare  la metropoli con un po’ di romanticismo.
La FIVI, per chi non la conoscesse, è la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti nata nel 2008, in Italia. Il gruppo è stato costituito per tutelare e difendere gli interessi dei Vignaioli Indipendenti in ambito morale, tecnico, socio-economico e amministrativo. Il Vignaiolo è colui che difende il proprio terroir, cura la propria vigna, che raccoglie le proprie uve,  le vinifica, imbottiglia e vende il proprio vino: questo perchè il vino è un prodotto agricolo legato al territorio d’origine, inscindibile ed espressione di esso.
I produttori associati sono 750, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 7.500 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. I 7.500 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale. Le bottiglie commercializzate 55 milioni.

Vini autentici, dunque, quelli che si trovano al Mercato dei Vignaioli della FIVI giunto alla terza edizione con sempre maggiore affluenza di appassionati e consumatori attenti alla ricerca della qualità e del rapporto diretto con il produttore.
L’aria che si respira al Mercato è espressione degli obiettivi e dei principi che hanno portato alla creazione non solo della FIVI ma soprattutto della “madre” della Federazione la CEVI (Confederation EUropenne des Vignerons Indipendants): lo spirito di squadra, di fratellanza, di solidarietà è veramente emozionante. Mi sono trovata al banco d’assaggio di Walter Massa e sul tavolo c’era una bottiglia di un altro produttore Piemontese  e qualcuno ha chiesto “si può assaggiare?”, ed hanno risposto: “Non è di Walter  ma  di un collega,  è qui perché siamo tutti fratelli”. Mi sono sinceramente commossa perché non è facile prescindere da interessi personali e promuovere il “vino” ed il lavoro dei Vignaioli, indipendentemente dall’ “etichetta”.


Quest’anno in programma sei
 incontri raccolti sotto il titolo “Autori: vignaioli ed artigiani a confronto”. La mia curiosità è stata stuzzicata da un incontro dal titolo “Tradizione, idea innovativa”.  La discussione si è mossa sul come la tradizione, sia nel mestiere dell’ artigiano così come in quello del vignaiolo, “l’artigiano del vino” , possa combinarsi con l’innovazione. Cosa è emerso? Sicuramente la necessità che tutto ciò che è “tradizione”, “artigianato”, il fatto di tramandare un mestiere, la cultura ad esso collegata possano e debbano essere comunicati grazie alle nuove tecnologie e ad i nuovi mezzi e strumenti di comunicazione: qui l’innovazione si presta al servizio della tradizione e ne amplifica il messaggio e la divulgazione. Vignaioli ed artigiani a confronto sono stati, per gli artigiani Elisabetta Bovina ceramista e per i vignaioli Isabella Perego  di Arpepe e Nanni Copé.
Al mercato di Piacenza erano presenti 240 vignaioli per un totale di circa 1000 vini in degustazione ed in vendita! Una manifestazione che consente veramente di cogliere l’anima della produzione vitivinicola di qualità e della grande passione che i vignaioli mettono nel loro lavoro che fondamentalmente è la loro vita! Belle persone, bel clima, solidarietà, unione: una bellissima immagine per il vino italiano!

Ma veniamo al vino….fra le tante etichette ed i tanti nomi, mi sono soffermata su alcune realtà che più mi  hanno incuriosita.


Azienda Agricola Eredi di Cobelli Aldo- Trentino
I due fratelli Devis e Tiziano dal 2005 gestiscono a tutto tondo l’azienda che si trova a Maso Panizza, Sorni, e le vigne trovano la loro collocazione in un suolo ricco di gesso che caratterizza i loro vini.  Molto interessante il loro Gewurztraminer Gess: profumi intensi, espressione del varietale e grande sapidità.

Cascina I Carpini – Piemonte
Paolo Carlo Ghislandi, social-vignaiolo, eclettico e grande comunicatore produce nella sua azienda, nella cornice dei colli Tortonesi: che dire? Un grande Timorasso in purezza e lo spumantizza per giunta! E’ il Chiaror del Masso, uno spumante ottenuto da sole uve selezionate di Timorasso. Molto complesso e ben strutturato, profumi di miele e frutta gialla ed una grande persistenza gustativa. La spumantizzazione ha consentito di sfruttare al meglio le naturali caratteristiche di acidità e mineralità del vitigno.

Castello di Ripa d’Orcia-Toscana
Piccola produzione per un Orcia Doc: al massimo 20.000 bottiglie annue. L’azienda ha deciso da poco di investire su un nuovo vino a base Syrah, interessantissimo: è il Ripa d’Orcia, primo anno di vendemmia il 2011. Speziatura importante, grandi tannini, e grande potenziale evolutivo. Il blend è Syrah- Merlot-Cabernet Sauvignon.


Azienda Agricola Filippi Mattia – Trentino
Come non parlare del “Viticoltore errante”, il giovane, enologo e produttore di un ottimo Cabernet Sauvignon Equinotium? Lui però non si è accontentato e da qualche tempo ha deciso d’iniziare a produrre uno spumante metodo classico entusiasmante: è l’Augusto Primo, da uve chardonnay 100% ed oggi lo presenta al Mercato per la prima volta! 44 mesi di affinamento sui lieviti è uno spumante “brut nature”, dunque non dosato con “liqueur d’ expedition”. Grande freschezza nonostante il lungo periodo trascorso sui lieviti, note di miele e una grande mineralità.

Patrick Uccelli – Alto Adige
Patrick Uccelli, come definirlo… un “vulcano”, come l’origine dei terreni nei quali si trovano le sue vigne! Piccola produzione e conduzione biodinamica a Salorno, il suo Pinot Bianco è eccellente. Fermentazione in botti di rovere e successivamente il vino resta ancora per 21 mesi in botte di rovere francese. Profumi di erbe aromatiche in particolare di salvia e profumi di crosta di pane, in bocca grande mineralità ed una perfetta acidità.


Links:

www.fivi.it
www.mercatodeivini.it